postato da GroudyBlue [Chiara Marra] alle ore 10:25
19/09/2008

Quello di Way Out è viaggio musicale particolare. Sincretismo pianistico: avanguardia classica e miscela alternative rock in tutto il suo senso creolizzato.

Lido alquanto nuovo se si parla di Alessandra Celletti, lei che già dal suo volto chino su un pianoforte a coda, lascia un uscio aperto su un mondo a parte, un intimo esoterismo,un'aurea incompresa, un linguaggio sconosciuto e da decifrare.E' la traduzione dei cerchi sull'acqua lasciati da una ninfea.

Per chi ancora non ne avesse sentito parlare si tratta di un talento cresciuto tra minimalismo musicale e impressionismo francese del primo 900'. Classe 1966 è un mondo creativo non ancora sotto l'influenza delle major, allevata prima dal Conservatorio Santa Cecilia di Roma e poi da Vera Gobbi Belcredi. Tradotto in parole povere significa che ha attraversato sentieri d'interpretazione musicale non sempre alla luce del sole, suona Debussy ma anche l'insolito repertorio di Gurdjeff/De Hartmann, il boemo Leos Janacek, il regime di Scott Joplin anche Philip Glass ma su tutti il suo adorato Erik Satie.

Si resta colpiti dai suoi progetti inediti The Golden Fly One (dove la dedica a Satie spicca come non mai) e da quel piano solo dal tono sacrale di Chi Mi Darà Le Ali, ma Way Out è qualcosa di più: note di colore più intense, più marchi sonori,carattere: note basse, cicli evoluzionisti più rapidi:pennellate da un Beethoven in un Chiaro Di Luna ma più dense e più veloci senza dimenticare mai il grandeur minimalista. Ma la componente essenziale che regna più di tutte e la voce, per questa Alessandra Celletti in première da cantante: voce irregolare, acuta, particolare, bizzarra e dolcissima, naif magari, ma appetibile sempre di più, si, un po' da folletto quando la si calca ai primi ascolti, un latte in polvere che a mano a mano prende consistenza.
Inutile paragonarla ad una primizia di Bjork, l'idea non rende, ma è una voce insolita che piano piano conquista, un unicum senza analogie.
E' una dimensione totalmente nuova che, per chi la conosce, poco a che fare con le sue collaborazioni più pop con Mario Castelnuovo o addirittura con la strampalata Momo nella sua parentesi freak a Sanremo 2007.

Figlio della casa discografica britannica LMT (fateci un giro, ha il sapore snob e avanguardista nel crossover di proposte) Way Out si compone di ben 17 brani, quantitativo che non pesa affatto all'ascolto (45 min.) in quella particolare geometria che affina i contorni di un melange di una persistenza di pezzi in piano solo si fondono con estri canori da iperuranio ora intensi e ora morbidi con qua e la disseminati degli inserti di confine tra free jazz e progressive arricchiti dalla batteria di Fabio Ferri, un arricchimento (tutt'altro che di solo e puro estetismo), che a molti sembra ricordare una certa scuola alla Keith Emerson.

Il disco è cantato interamente in inglese,un inglese elegante messo a punto dai testi di un bravissimo Renzo Pin ad esclusione dell'ultimo pezzo, una chicca canora in italiano estrapolata da Chi Mi Darà Le Ali, segno di pura struggenza al pianoforte.

Disco che come ama la Celletti è contornato da solarità e mistero. In copertina l'immagine perplessa di Isobel Blank con Pensando Alla Guerra e all'interno un disco che è un carpe diem emozionale votato all'essenzialità e al tripudio esistenziale. E' una coloritura fatta da pastelli ma con tinte decise con quella voce, come dire? Art rock che spiazza e sconvolge nei suoi vocalizzi.

►L'ALBUM DA VICINO

Da minimalista (mai e poi mai ambient) entra in punta di piedi con una convenzionale reverenza pianistica, Dear To Me, e l'anima è già consona ad un candido arpeggiare figurato,espressionismo in musica, un secessionismo anzi, un Klimt in note tra le sue linee e i suoi colpi di pennello dorato e linee morbide che si dispiegano su una gradevole Hundred Points, con quella voce sbarazzina da intermezzo,alla Burt Bacarach.

Tutta un'altra storia nell'intensa Burning, con l'incedere della batteria sullo sfondo, è un tripudio di evoluzionismi ciclici e queste portentose (e nuove) note profonde e basse armonizzate come non mai e c'è chi vezzeggia aloni progressive.

Nota da intimismo riflessivo con Drops Of Life, brano che porta con se la struttura più magnetica del disco in chiave piano rock, qui ombrato, altrove come in Foolish Child tutto variopinto, chiara stigmate di un percorso da seguire tappa per tappa.

I Discend To You, You Ascend To Me è un lungo fraseggio pianistico,appassionato,intenso,che come in Two Trees è un apice ai confini estremi di un minimalismo che è in procinto di fiutare nuove rotte.
E una leggera rotta comincia a fluttuare con Gold che unisce per la prima volta nell'album, pianoforte,voce e batteria all'unisono in una gradevole ambientazione.
Impossibile poi tenere a bada il buon vecchio Satie che in Circles rinviene sotto il calco modellato di un umore da Gnossinne.

Proseguendo oltre troviamo l'interessante Through Your Eyes nuda e animistica come la parete dell'anima a suon di sussurri come in Every Moment che si rende congeniale allo strascico del disco che prima di affievolirsi in un dormi veglia torna ad esplodere con Foolish Child che è uno dei brani "sincretici" con cui si crea un feeling tutto immediato.

E nel finale quella Chi Mi Darà Le Ali è da brivido. Sarà il caso di un "fermo un giro e torna in dietro" per scoprire i dischi precedenti di Alessandra, talento inesauribile e particolare. Un tuffo al passato nel disco sacrale e minimalista Chi Mi Darà Le Ali è un'esperienza da compiere. Altro disco sublime e diversissimo.

Buon passeggio.

►IN CONCLUSIONE

Way Out, con la sua predominanza "art music" è un disco che rapisce con calma.Sarete dei Piccoli Principi con accanto una volpe che vi fiuta con calma,lasciatela fare.

2008 - Ltm Records.

►TRACKLIST

1. Dear To Me
2. Hundred Points
3. Burning
4. Drops Of Life
5. I Descent To You, You Ascendo Yo Me
6. Gold
7. Circles
8. Nirvana
9. The World Is A Ball
10. Through Your Eyes
11. Two Trees
12. Every Moment
13. Sing For Me In The Forest
14. Ask Me
15. Foolish Child
16. Seventh Heaven
17. Chi Mi Darà Le Ali

►DISCOGRAFIA

Les Sons Et Les Parfums (Debussy-Ravel-Satie) (Bleriot, 1994)
Viaggio A Praga (Autori Boemi Dal '700 Al '900) (Bleriot, 1996)
Overground (Bleriot, 1997)
Hidden Sources (Gurdjieff-De Hartmann) (KHA, 1998)
Esoterik Satie (Erik Satie) (KHA, 2000)
Black Baby (Scott Joplin) (KHA, 2002)
Metamorphosis (Philip Glass) (KHA, 2005)
Chi Mi Darà Le Ali (Bleriot, 2006)
The Golden Fly (KHA, 2007)
Way Out (Ltm, 2008)

►LINK

www.alessandracelletti.com/
www.myspace.com/alessandracelletti 


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