postato da GroudyBlue [Chiara Marra] alle ore 20:57
07/02/2008

 

 

Impossibile sporcare la musica de Il Cielo Di Bagdad con una recensione,una didascalia,una razionalità piena: ostina la sua purezza,così come nasce spazzando via ogni concetto << dopo attimi di silenzii sguardi,parole non dette ci ritroviamo a farci cullare dalla nostra musica in modo naturale senza prefissarci alcun obiettivo>> mi dice il chitarrista-bassista Nicola Mottola. Si inaugura così un'apostrofo nei solchi della musica underground in Campania. Il Cielo Di Bagdad nasce nel 2006 ad Aversa (in provincia di Caserta) ricreando una nuova formula musicale cominciata al secolo del progetto dei Mezzaria.

Si scrive sull'acqua, questo EP " Manca Solo La Neve"(2006): un foglio bianco a cui aggrappare chiunque a suo modo, un fotogramma universale pieno e scevro. Un'ascensione,una catarsi melodica: un suono ampio, dilatato. Malinconia e romanticismo. Un senso strumentale che toglie le parole: ne rimangono solo un paio "senza peso" e "Scusi,come si diventa poeti?".

E' una marea melodica che semplicisticamente potrebbe cadere in un universo post rock ma è più post del post rock, oltre i Sigur Ros per il senso albeggiante, oltre i Mogwai da cui si inglobano quelle distorsioni lievi delle macchine,ma è un verticalismo da tormento ed estasi singolare, una perla rara: più dei Giardini Di Mirò, più di un Tom Yorke a occhi chiusi. Diremmo "indie music" dicendo tutto ma senza dire niente.

Amano il pianoforte e i carillons, le atmosfere sottili da down tempo, un senso avant garde in cui tutto tace e tutto esplode: << oggi siamo tutti in guerra c'é chi fa la guerra chi al denaro chi al potere....siamo tutti in guerra...Bagdad è la metafora di questi anni di guerra,In quei giorni cercavamo un nome con un orizzonte lontano, con una sua natura precisa, con dei contrasti interni che ci ispirassero speranza, leggerezza, un cielo aperto dove potessero aleggiare suoni morbidi ed esplosioni rabbiose ed eccolo qui il cielo di bagdad. La neve...è la ricerca della bellezza del bianco,del senza peso,dobbiamo tutti cercare la bellezza.>>

Se fossero un'immagine queste sette tracce dell'album, sapientemente avvolto in un fiore di loto da cartoncino riciclato con l'artwork di Alessio Nunzi (www.dral.net), sarebbero corse al rallentatore, i titoli dei brani, parole naif per creare scene da film,parabole ancestrali.

Spopolano su MySpace con la loro fortunata homepage di oltre 7.000 contatti: Bisogna ascoltarlo questo crepuscolo,questo limine sacrale per comprenderlo in pieno, così alto e plumbeo, pacato e imminente.

Tutto si inaugura con Valentine Part 1: rimiscenze finemente sinfoniche, crepuscoli da distorsori remoti fino ad incrociare le note del pianoforte di uno struggente Giovanni Costanzo in quegli accordi che diventano una sorta di leit motiv che diventa iper intimista in brani come Apice e Tre (Tre Ragioni Evidenti) e Come Piume.

Una simbiosi come in un corpo solo, Giovanni,Nicola,Luca.
Un fiocco di neve.
Una mareggiata fuori dal mondo.

Una folgorazione dolcissima.

Ascoltateli.

►TRACKLIST

1. Valentine part 1
2. Laura E Il Suo Gatto
3. Apice
4. Tre (tre ragioni evidenti)
5.Today Is A New Day
6.Come Piume
7. Valentine part 2

►DISCOGRAFIA

Essere Normale (2004)
Manca Solo La Neve (2006)
Export For Malinconique (2008)


►LINKS

www.ilcielodibagdad.it
www.myspace.com/ilcielodibaghdad

►IL CIELO DI BAGDAD:

Giovanni Costanzo (piano,sinth,macchine,voce)
Nicola Mottola (chitarre,macchine,basso)
Luca Buscema ( batteria,drum machine) 


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