postato da GroudyBlue [Chiara Marra] alle ore 09:09
02/06/2008

Davvero,ti diverte, ti aguzza.Come quel titolo "Sinfonia Per Le Scarpe Da Tennis", no anzi,molto di più. Mai come ora mi sento di dire che è divertente, è un album divertente per le sue escrescenze sonore,il suo senso cristallino, il suo prog e i suoi inserti poppeggianti (dire easy non è azzardato, ma non guasta) e qualche assolo all'Abraxas, i tappeti acustici, le sue intese d'insieme nel simposio del suono con tanto di effetti a note ampie e un po' delay.
Associa contemplazione a lieve progressione ritmica con effetti a sorpresa,album sottile e con il passo felpato: ama quasi creare,talvolta, un vago loop ambient, pur rimanendo progressive in tutta la sua essenza, ma a suo modo, senza subire le influenze di nessuno. Il sound è particolare, ha quasi una mimica gestuale nei suoni per alludere alle immagini.

Un tuffo al passato. Stiamo parlando de Il Volo, fantomatica band anni 70' del progressive rock italiani di nicchia, "semisconosciuto" a suo modo. Era il 1974, tempo fecondo per fare musica per il gusto di farlo, tanto da creare line up creata da un ensamble di musicisti di prima linea (con tanto di casa discografica Numero Uno come marchio): c'è Mauro Lavezzi (ex Camaleonti e Flora Fauna Cemento) alla chitarra , Gianni Dall'Aglio (ex-Ribelli) alla batteria, Bob Callero (ex-Duello Madre e Osage Tribe) al basso, Gabriele Lorenzi (ex-Camaleonti e Formula 3) alle tastiere, Alberto Radius (ex-Quelli e Formula 3) alla chitarra capitanati da Vince Tempera (ex-Pleasure Machine).

Poco da dire, perché è un disco che ama parlare da solo e lo fa in maniera eclatante elegante e accessibile molto più di Essere O Non Essere, secondo e ultimo album de Il Volo (forse troppo avvezzo ai tecnicismi e meno diretto).

Ma veniamo a questa piccola perla: non sembra dei suoi tempi con questo suo sound monto avanti e a tratti minimalista,colpisce questa sottigliezza progressive molto strumentale dell'ouverture su La Zanzara è un mix tra esaltazione e scorrevolezza pulita e finissima, nasce poi l'estro testuale, si approccio al descrittivo in La Mia Rivoluzione, brano con i suoi contenuti sociali, ma senza appesantire grazie a questo innato spirito fluido che rende intriganti i groove alle percussioni e gli arpeggi senza rinunciare ad un'innata propensione ad un ascolto amalgamabile da tutte le orecchie mentre Tempera diventa un patinato ed etereo storyteller acquerellato quanto graffiante.

Vera goduria in quello stile surf da suite anni 60' da riff suadenti da far tremare i polsi, ma chi preferisce i brani d'autore di certo amerà Il Canto Della Preistoria con quel tono unplugged e quel timbro alla Lucio Battisti fino ai suoi 2.30 che fanno scattare qualche effetto in più che lascia prendere forma anche alla consistenza delle tastiere di Gabriele Lorenzi (che sanno molto di rifinitura ai fine dell'album,concentrato in altre vie).

Caratteristica è Primi Respiri, con quei suoi bassi e quei suoi sintetismi ritmici tutti in crescendo fino allo showgaze tra il free jazz elettronico e una notazione alla Mogol con quel finire leggero,un po' pop di Sinfonia Delle Scarpe Da Tennis.

Gran bel disco, ama le ombreggiature, le curvature sonore, le virate e quel senso più assoluto dell'evoluzione ritmica senza refrain degna del più inventivo progressive.

Disco curioso, possente e semplice…
Sbirciarlo ne vale la pena!

1974 - Numero Uno

►TRACKLIST

1. Come Una Zanzara
2. La Mia Rivoluzione
3. Il Calore Umano
4. Il Canto Della Preistoria
5. I Primi Respiri
6. La Canzone Del Nostro Tempo
7. Sonno
8. Sinfonia Per Le Scarpe Da Tennis.

►DISCOGRAFIA

Il Volo - Numero Uno,1974
Essere O Non Essere - Numero Uno,1975
 
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