
la notte atomica che ci ha rimboccato le palpebre guardare il cielo malconcio di Chernobyl da qui esprimere desideri quando vedi scoppiare navicelle spaziali o moduli lunari russi o giapponesi o americani arrampicarsi sulle impalcature per prendere il sole e rivenderlo a qualche spacciatore lavarsi i denti con le antenne della televisione durante la pubblicità ho abbassato le saracinesche dei negozi sui miei occhi con le nostre discussioni serie si arricchiscono solo le compagnie telefoniche siamo l'esercito del SERT (da Per Combattere L'Acne)
"Muore il Comunismo, muoiono i CCCP". Sembra una frase epocale, quanto arcaica e vicina,pregnante,nostalgica e strana. CCCP, come a dire, il tramonto della canzone politico - civilista della grande ondata emiliana dei tempi andati ma si sa che la loro figliolanza underground non è scomparsa in questo music trip fondamentalmente emiliano che oggi accomuna tante realtà come Massimo Volume, Offlaga Disco Pax,Bologna Violenta e questa nuova voce di Le Luci Della Centrale Elettrica: è un cantautore unico, non una band, ma ha un nome da romanzo, così puntiglioso nella scrittura fatta di giochi di parole ricamati, fatta di impalcature, tralicci, poesie di latta e paraffina dall'estro asfittico,turpe,lirico: poco politicante, molto sociale e civilista; ed ecco che Vasco Brondi, questo il nome della giovane promessa ferrarese che si nasconde dietro lo pseudonimo delle Luci Della Centrale, con l'album Canzoni Da Spiaggia Deturpata. Perché chiamarlo così? Perché << sono canzoni da spiaggia fatte con una chitarra acustica e delle parole brutte, delle parole deturpate, non da canzone. Sono un degenere delle canzoni da spiaggia, come d'altronde sono degenerate le spiagge e a me piacciono di più così.>> Si tratta di un disco schematico nelle costruzioni melodiche tanto da conferire a Giorgio Canali con un restyling molto sottile in stile chitarre Gibson che spezza l'armonia di un cantautore scriba che va dritto alla sostanza senza estetismo, languido a tratti sporco in altri, ma mai noise e mai punk. I brani scivolano lenti senza refrain da canzone, sono come dei post su un blog, delle note a margine su un mondo post moderno, post nucleare,post mondo,post tutto.
Tutto questo scrigno, tanto giovanile quanto pessimista è il ritratto di una chiave vocale alla Rino Gaetano in accezione drammatica che si è aggiudicata il Premio Tenco 2008 come miglior opera prima.
È un disco da leggere più che da ascoltare, essenziale, quasi come un reading ricco di dettagli minuziosi, immagini. E' un album particolare, lo si vede fin dall'inizio, disco fatto con la testa, fatto di contenuti in forma artistica dal punto di vista della scrittura nera, umana e metropolitana,è una chiazza di pozzanghera di pioggia acida, uno scorcio urbano visto da lontano. Su tutto è un disco d'ascolto, senza lati pop, se non per quel senso friendly e orecchiabile dato a Per Combattere L'Acne ormai alla ribalta tra l'underground e la notorietà. Ma è un disco giovane e audace, fatto anche di note scure come per Sere Feriali. Tra i brani migliori, un podio va a Stagnola per quel suo groove elettronico roboante e da mood malinconico e le narrazioni disilluse di La Lotta Armata Al Bar e Produzioni Seriali Di Cieli Seriali. Difficile arginare i concept delle canzoni dove ogni suggestione tira e l'altra, è il tapis roulant di uno scontrino che attinge da migliaia di spicchi di realtà in corsa,una goccia perforante che fruscia tra i concetti: suggestioni estemporanee della contemporaneità, è il diario di chi guarda, esamina, è un percorso intimista quanto crespo, bisogna ascoltarlo per capire la sua dimensione non pienamente spiegabile con altre parole se non con quelle di Vasco Brondi stesso che da questa miscellanea di parole e concetti ne ricava anche un romanzo, Cosa Resterà Di Questi Cazzo Di Anni Zero,ovviamente in tema con tutta questa atmosfera.
D'altraparte, quella chiusura, con quella Nei Garage Di Milano Nord, ricorda in chiave melodrammatica Ma Il Cielo E' Sempre Più Blu sotto forma di speranza stropicciata tra le righe (si spera).
Farà strada questo Vasco. Da tenere d'occhio.2008 - Infecta / La Tempesta
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