postato da GroudyBlue [Chiara Marra] alle ore 12:32
13/06/2008

Chi sono i Lingalad? Domanda squisitamente allettante che svela un percorso tutto da scoprire: una concept band di Bergamo in versione "gruppo famiglia" nota in Italia fino in Canada per il suo focus artistico dapprima tolkeniano e poi fantasy artisticamente più personale.
Bastano le rime dei versi del Signore Degli Anelli per fare dell'ermeneutica di Tolkien un linguaggio - musica del tutto affascinante e unico, ma l'evoluzione può attuarsi senza sminuire l'incanto: cantiche pastorali, bucoliche lirismi elfici e fantasie da menestrelli altisonanti o cantastorie della natura.

Ben noti alla "stampa che conta" (Corriere Della Sera, La Repubblica, Panorama, Rai, etc) questi Lingalad, ma anche fermamente decisi a rimanere nella sfera discografica dell'autoproduzione per antonomasia.
Un piede sotto i riflettori e l'altro nella placenta benevola della nicchia: insomma, tutto è congeniale ad una dimensione da Terra di Mezzo tra il successo e il sottobosco. Maîtres à penser nel panorama della musica fantasy a livello mondiale anche con concerti oltreoceano, i Lingalad si possono inserire in un genere folk progressive con una folta amalgama di strumenti a corda ricercati come ghironde e bouzuki accanto inserti flautistici dalle influenze andine e intimiste che all'orecchio ricordano i Pentangle, gli Steeleye Span e qualche folgorazione da Jethro Tull che con la voce di un "bardo - poeta" come Giuseppe Festa riescono a fiorire mood dalla sensibilità a fior di pelle.

E se è già tempo di best of per incarnare la crescita musicale nata con Tolkien e proseguita per vie del tutto personali, per festeggiare una carriera fittissima e rocambolesca dal 1999 al 2007, ad un cd riassuntivo di ben 22 brani, si associa anche il ricchissimo corollario di un libro particolare "La Musica dei Lingalad da Tolkien ai Segreti della Natura". A curarlo è il giornalista musica Donato Zoppo in uno stile tutto particolare, verrebbe da dire "corale": non una semplice monografia sul gruppo ma un ingegnoso grandangolo accomodante sull'intero vademecum della cosmogonia tolkeniana trasversale al corpus di opere del grande maestro JRR , ai concept musicali dagli anni 60'-70' dedicati al genere fino alle recenti produzioni progressive e metal, senza nemmeno dimenticare i tributi tolkeniani italiani come la Sinfonica Tolkeniana di Edoardo Volpi Kellermann e ovviamente non può mancare nemmeno lo spunto per uno spirito critico su Peter Jackson: un contesto che gradevolmente plana tra la conoscenza della band in una biografia atipica e curiosa dove ormai il terreno è spianato per approfondire l'universo Lingalad attraverso critica musicale, stralci di diario della band e un folto album fotografico attraverso ricordi, sensazioni, retroscena interamente a colori. Un viaggio tutto da scoprire pieno di sorprese. Un libro che dovrebbe essere un cult per gli amanti del fantasy con mille cassetti pieni di sorprese e per chi ancora non conosce i Lingalad, questo libro sarà un'ottima guida per prenderne subito familiarità e appassionarsene.


►L'INTERVISTA A DONATO ZOPPO

1. Si può dire, che il tuo libro sui Lingalad è nato quasi per caso. Avresti dovuto curarne l'introduzione, ma poi la prospettiva si è allargata, come è scattata questa scintilla?

DZ: La scintilla è alla base del nostro rapporto, e ancora oggi nelle numerose presentazioni che facciamo, ci sono continue scintille creative, un feeling profondo che prosegue imperterrito. I ragazzi mi proposero di firmare un'introduzione, poi il rapporto è cresciuto, loro hanno capito il mio slancio verso la loro musica, io ho voluto sempre di più approfondire questo percorso tra folk e fantasy, e allora abbiamo fatto il grande salto!

2. Oltre alla tua attività di giornalista musicale non dimentichiamo il tuo libro Altre Storie - La Compagnia dell'Anello di tolkeniana memoria che quindi non ti lascia scoprire impreparato in materia. Dunque quando hai cominciato a stendere il tuo libro sui Lingalad avevi già una mappa concettuale da seguire. Ci spieghi come ti è nato la spunto di un'impostazione così ricca e trasversale?

DZ: Avevo scritto un saggio per il libro sulla compagnia dell'anello spinto da due motivazioni. La prima era legata ad un'esigenza - che mi porto dietro da quando scrivo - di fare giustizia, di dare un mio contributo alla storia di un gruppo storico ma, purtroppo, poco noto e snobbato per motivi legati alla loro adesione agli ideali della destra extraparlamentare. Il secondo motivo è legato ad una sfida: io sono un "anarchico metafisico", e ho voluto comprendere cosa spingeva in anni "rossi" una band ad abbracciare un pensiero "scomodo" e difficile. Per i Lingalad è stato un po' diverso: mi sono innamorato della loro musica, ho voluto approfondire il loro legame con il mondo della fantasy e di tolkien, un mondo che qualche anno fa avevo seguito ma che purtroppo avevo lasciato, preso da altri interessi e in cammino su altre vie.
L'impostazione del libro è stata obbligata, nel senso che c'era una storia da raccontare, con interventi di amici e addetti ai lavori, ma ho voluto concepirla come un racconto, che ben si addice all'indole da cantastorie di Giuseppe e i suoi.

3. Sei sempre stato un segugio nello scovare talenti musicali interessanti, ma stavolta, per i Lingalad, la tua "compagna di viaggio" Elena Biagioni ti ha preceduto. Cosa ti ha colpito nel tuo primo approccio con la band di Giuseppe Festa?

DZ: Il primo cd che ho amato dei Lingalad è stato "Il canto degli alberi", interamente strumentale, che mi ha letteralmente stregato. Poi è nato l'amore per gli altri dischi, ma il colpo di fulmine è scattato sull'onda emotiva di queste tenui trame strumentali, della malinconia e della gioia che questi brani sanno sprigionare, della leggerezza che non è mai banalità, delle melodie che vengono da lontano e vanno ancora più lontano...

4. Certo, la sfera tolkeniana è un micro cosmo tutto particolare, ma questo piede nell'autoproduzione accanto ad una cassa di risonanza importante, cosa ci lascia prospettare? Si può dire che in qualche modo, essere un artista indipendente può essere comunque un trampolino di lancio se ce meritocrazia?

DZ: Ammiro i Lingalad per la loro strenua difesa dell'indipendenza e dell'autoproduzione. E' vero che inizialmente hanno goduto di una grossa esposizione grazie alla "moda tolkieniana", ma hanno avuto anche l'audacia di lasciare il mondo fantasy per spingersi su temi naturalistici, e questo è stato un passaggio molto importante e coraggioso. Sono d'accordo con te, emergere per un artista indipendente può essere molto difficile - se non impossibile - ma alla lunga la costanza e la tenacia premiano, e i Lingalad lo dimostrano.

5. Tu che spesso viaggi per lavoro, la geografia musicale dell'Italia indipendente la conosci, di Bergamo che impressione hai in generale?

DZ: Bergamo è una città storica del jazz italiano e ancora oggi ci sono ottimi musicisti di area jazz-fusion che si esibiscono molto spesso. Ti segnalo anche un nutrito drappello di formazioni di area progressive: i Malaavia, la Torre dell'alchimista, gli storici Minstrel, i Modal Sound Trio. E poi un grandissimo vocalist che si chiama boris Savoldelli, talento inctredibile, che suona spesso con quell'altro geniaccio del sax che è Joe La Viola. insomma, c'è un bel fermento!

6. E per concludere, se dovessi scattare una snapshot della tua esperienza legata ai Lingalad?

DZ: Una in particolare non ce l'ho, ma ricordo con immenso piacere tutte le presentazioni che abbiamo fatto, perchè alla fine ci si diverte, si sta bene insieme, si parla, si suona e si sogna. Devo però ringraziare i Lingalad perchè grazie a loro ho scoperto e riscoperto molte cose importanti, alcune delle quali sono davvero difficili da dire... Grazie Lingalad! E grazie a te chiara per l'attenzione che hai rivolto alla mia modesta opera.

► CREDITS:

DONATO ZOPPO (Salerno, 1975): giornalista musicale e incorreggibile divulgatore di rock progressivo, jazz e musica di confine, scrive per testate come Wonderous Stories, Le Vie Della Musica e L’Idea.

È tra i fondatori del popolare portale MovimentiProg, è responsabile musica del free-magazine romano Metromorfosi, è conduttore del popolare radio-show Rock City Nights. Dal 3 marzo 2008 ogni giorno, alle 8.45 (in replica alle 23.45), Radio Città trasmette la sua rubrica quotidiana di musica A Day In The Life. Dal suo progetto TranSonanze, un ciclo di presentazioni di libri di argomento musicale in libreria, è nato l'omonimo blog, dedicato alla presentazione dei più interessanti libri musicali.

Ha scritto Premiata Forneria Marconi 1971-2006: 35 anni di rock immaginifico (Editori Riuniti 2006), ha partecipato ai volumi Racconti a 33 Giri - 50 Album per Scoprire il Rock Progressivo Italiano (2003), Altre Storie - La Compagnia dell'Anello (2006) e 100 dischi ideali per capire il rock, curato da Ezio Guaitamacchi (Editori Riuniti 2007). Alla fine del 2007 esce per la Bastogi il suo nuovo libro: La Musica dei Lingalad - da Tolkien ai Segreti della Natura.

Scrive racconti zen, collabora alle produzioni della Vocidentro Films del regista Umberto Rinaldi, dirige l’ufficio stampa Synpress 44.

Il suo blog di comunicati e news di argomento musicale è:

Tabacchi e Tarocchi

Il suo nuovissimo blog è ricco di consigli musicali, infatti:
Chi va con lo Zoppo... ascolta buona musica!

contact: http://www.myspace.com/donatozoppo

►PER SCOPRIRE I LINGALAD:

www.lingalad.it
www.myspace.com/lingalad
 

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