
Napoli, siamo sulla scena elettro acustica, una giuggiola di neon alla menta illumina il nero. E’ l’atmosfera suggerita dalla dimensione immaginifica di Mathì, mente a metà tra il crossover da session in solitaria dei suoi progetti solisti e il post rock concettuale della band Il Gioco Di Duende.
Parliamo di questo progetto da solista. L'ep si chiama "Petali ridenti": Il lavoro introspettivo è la prima cosa, sono solo soletto, lo studio è proprio sulla terrazza di casa mia, compongo tutte le parti solo e le assemblo.
E’ una cosmologia amplificata che si deve trarre dai brani,una vena un po' rimmel, un po' non dark ma vagamente gotica associata ad una contorsione vocale che ama il senso della ballata, dei merletti, sfugge alle catalogazioni presto dette, ma a tratti evoca Aldo Tagliapietra o una sorta di Branduardi elettro acustico e ringiovanito, per chi fluttua nell’underground, aggiungerei anche una propensione alla similitudine vocale di Tony D’Alessio (voce dei Guernica, ex Scenario) nella sua natura più unplugged: citazione non aleatoria considerando che Mathì (22 anni) è stato anche suo allievo. Ma chi è il suo vero canone d’aspirazione? I miei maestri sia a livello di testo che di struttura sono i Marlene Kuntz. Romantico e gotico, un po' Pierrot, si, un Mathì un po’ Godano si coglie.
Guardiamo più da vicino le tracce, 4 in questo ep. Si comincia con il tappeto sognante di Cuore Di Fata, ballad d’amore che intriga per quel senso di preziosità linguistica di quell’ “orchestrare i miei capelli” che plana su una dimensione quasi sussurrata che si vesta di ricamo e sontuosità. Lasciatevi cullare.
E qui ho da aprire una parentesi tecnica. Come si passa da un germe post rock di pura astrazione, non filtrato, puramente strumentale a un mondo cantautorale? Mathì mi risponde: Come progetto,Mathì nasce prima del Gioco di Duende due ragazzi che mi accompagnano nel gioco sono carissimi amici (soprattutto Nevevenga)il bisogno di suonare solo ogni cosa tipo una piovra dalla chitarra che manda loop e preme synth atmosferici mi ha sempre coinvolto: avevo già composto alcuni brani quando io e Nevevenga ci mettemmo a creare atmosfere da soli "per gioco"si buttava un loop poi lui suonava basso e tastiere e io chitarre e suoni di ogni tipo,era la voglia di creare qualcosa di volutamente sperimentale. Utilizzo proprio una poetica e una struttura per questo:i due strumenti principali devono e sottolineo devono essere due chitarre che si intrecciano,la prima deve portare una ritmica, la seconda deve cantare e devono suonare in modo tale che le sole devono dare l'espressione di tutto il pezzo tutte le altre cose io le chiamo tappeti, abbellimenti.
In quanto a filosofia compositiva le canzoni devono assolutamente essere "belle", se non lo sono, il pezzo non va prediligo la chitarra come sonorità le altre cose sono aggiunte, devono essere belle esteticamente, come suono e devono accompagnare le voce; tant'è che quelle volte che abbiamo suonato dal vivo i brani di Mathì siamo andati sempre in veste acustica cercando di far sentire gli intrecci. Se nei Duende la chitarra la vocalità è tutta affidata alla chitarra seconda, la voce nel progetto Mathì è un rafforzamento di quest'ultima.
E dopo questo excursus, dall’anima limpida di Cuore Di Fata passiamo al clou dell’ep: il lato più graffiante sotto il segno del solesti zio crepuscolare si inaugura con Sospiri Di Vento, brano che viaggia, denso di elettronica calda,energizzante. Sullo stesso modo di costruire nasce anche La Messa Stolta brano dal sapore di recitazione, pathos: La Messa Stolta è contro certi culti assurdi ove si cerca il perdono del Creatori addirittura lacerandosi le carni,nulla di accurato né di biblico,quindi ai miei occhi falso.
Artistico più che mai in Mathì è l’effetto visual, Cascata è un brano che lo porta bene in evidenza con tutta una serie di intrecci di accordi musicali che ben fanno fede al pensiero di Mathì. Mathì, vi chiederete come mai questo appellativo: è il nome di un personaggio di un concept album mai nato. Ma cos’è quel solco sacro della scrittura di un brano in questo progetto? Fare musica e sperimentare solo con la musica da una certa libertà di espressione e quindi hai la capacità di non essere irretito in determinate forme, nel caso di Mathì c'è prima il messaggio prima il testo dunque e poi il resto è tutto un irretire, utilizzo questo termine perchè la forma che prediligo è la canzone.
Per concludere, si, quello di Mathì è un discorso musicale interessante, un firmamento simbolico fatto di strascichi concetti pieni di fascinazione e trasporto, intimista e puro per una sperimentazione musicale da provare. C’è un futuro degno di essere preso in considerazione anche se al momento Mathì preferisce il fair play: Ora mi sono fermato parecchio perché sto cercando di fare qualcosa di nuovo e devo ascoltarmi meglio perchè sto attraversando un periodo direi di crisi mistica e ricerca dell'Assoluto.L'ho sempre avuto questo richiamo alla fede: l'odio del mondo, il concetto di santità e purezza mi affascinano e sto mirando anche artisticamente a mandare questi messaggi potrei essere paragonato ad una specie di solitario della musica perché mi sto rifiutando di suonare dal vivo.
TRACKLIST
Cuore Di Fata
Sospiri Di Vento
La Messa Stolta
Cascata
LINK
Mathì: www.myspace.com/mathiduende....
Il Gioco Di Duende: http://www.myspace.com/ilgiocodelduende