
Missione compiuta, il mistero è stato svelato. E’ musica da assaporare con gusto.
Il cd mi arriva per posta avvolto in carta argentata per alimenti con tanto di avvertenza: “ Da conservare in luogo fresco e asciutto”. Si tratta del cd dei Nadàr Solo…”fresco” di stampa: questo è l’epilogo del“il mistero di NS” lanciato nell’estate 2006 tra blog e mail list riunite all’indirizzo di un blog misterioso: http://4815162342.splinder.com
Di cosa si tratta?
Tu chiamalo se vuoi rock al tempo di Viral Marketing …
Ecco la storia:I Nadàr Solo sono in tre e sono di Torino. Un cantante bassista, Matteo De Simone, un chitarrista, Federico Puttilli, ed un batterista, Andrea De Simone.
La loro è una band emergente ed autoprodotta così come potrebbero esserlo tante, ma con un brio in più rispetto ai colleghi sparsi nel sottobosco della nicchia underground. Il loro poker d’assi è la blogosfera, il passaparola via etere, e l’arsenale del Web 2.0 a colpi di You Tube e My Space.
Ecco l’operazione studiata al tavolino con un pizzico di creatività pop. Tutto ha inizio nel luglio 2006 per incuriosire gli internauti il lancio del loro album di debutto che comincia a circolare solo il 20 febbraio 2007: il risultato? Una pubblicità genuina e originale sparsa a macchia d’olio in giro per l’Italia con una schiera di seguaci che supera le 3.000 presenze grazie all’affiatamento di un’ account planner come Alice Avallone, curatrice di questo singolare fenomeno in fermento.
I NADAR SOLO VISTI DA VICINO
Ed eccoli i Nadàr, la loro svolta artistica comincia proprio nel luglio 2006 vincendo il Nokia For Music Contest, il brano Chiedi alla polvere (Il cagnolino riderà)a cui collabora Mao inspirato all’omonimo romanzo beat di John Fante e con una gavetta precedente non ancora in formazione ufficiale che li ha visti al terzo posto di Pagella Rock 2000 e alla finale nazionale di Ritmi Globali Europei nel 2002.
Il loro album di debutto (realizzato da Mario Congiu) è un full lenght di 14 tracce per 50 minuti imbevuti di uno stile indie - rock intrigante,diretto e grintoso che si costruisce da solo sul piano dell’ispirazione ma che, volendo tracciare un filo sottile di connessione, ammicca a sfumature somiglianti agli Smashing Pumpkins e Il Nucleo.
I testi ispirati creano lirismi essenziali di vera classe da veri e proprio cantautori che non rinunciano a metafore e frasi ad effetto schivando il luogo comune sospesi in una scrittura artistica ma essenziale.
Il sound è limpido, sottile e profondamente espressivo e che entra subito in testa .
Spiccano per il senso radiofonico la traccia apripista Nove Novembre ma l’effetto Nadàr Solo tende più ampliamente ad un sound più denso e riflessivo come per Cuore Esploso fino a toccare quasi punte di un vago e soffuso accenno di avant garde elettronico come con Più Nessuno. Ma anche una parentesi più unplugged lascia aleggiare la sua presenza: 11 Frammenti ne è uno dei più interessanti a cui partecipa anche Irene Rapelli al violoncello. E’ un album che appassiona, dinamico, dal sapore internazionale tutto da scoprire.
TRACKLIST
LINK
Sito ufficiale: http://www.nadarsolo.net/
http://www.myspace.com/nadarsolo
http://4815162342.splinder.com
L’INTERVISTA AI NADAR SOLO
1. Il viral marketing è stata una delle idee più originali per promuovere il vostro album d’esordio. All’inizio metterla in pratica è stata un gioco o miravate già a qualcosa di più?
MATTEO: Si è trattato di un gioco, una specie di bambinata… quindi una cosa molto seria. Alice Avallone ci ha proposto l’idea, spaventandoci a morte. Lei agisce molto semplicemente. Sono bastati i primi risultati per accorgerci che aveva ragione.
ANDREA: E' senz'altro partito come un gioco da una fantasiosa idea di Alice Avallone, ma come spesso accade il gioco ha preso la mano diventando un progetto ambizioso che ha dato i suoi frutti.
FEDERICO: L' idea di promuoverci con metodi che vanno al di là delle normali 8 righe sul giornale specializzato ci è sempre piaciuta molto. Questa iniziativa in particolare, ci ha subito interessato e divertito. Ma io personalmente non mi aspettavo tutto il successo che ha riscontrato, ne sono rimasto sorpreso, e ritengo che possa essere un'ottima vetrina per il nostro progetto. Ora come ora la vendita on-line di musica non mi convince del tutto. Iniziative come questa la possono portare ad un nuovo livello.
2. Volendo dare qualche consiglio a chi vorrebbe seguire il vostro esempio cosa bisogna inserire tra le priorità?
MATTEO : Osservare attentamente il web ed evitare di prendere strade già battute. On line le idee hanno vita breve e il successo è molto difficile da bissare se prima di tutto non si cambia rotta.
ANDREA: L'eccezionalità del nostro caso è stata la reale interattività fra noi Nadàr ed un pubblico non spettatore, ma complice in un gioco dalle regole non scritte e quindi plasmabile da noi e da ognuna delle individualità che abbiamo avuto la fortuna di conoscere e a cui siamo sinceramente affezionati. Sarebbe stato un bellissimo gioco anche senza il nostro disco.
FEDERICO: Provare. Per un'iniziativa che ha avuto successo, ne sono fallite dieci. Credere in quello che si fa, tanto da essere disposti a fare sacrifici.
3. Guardiamo l’effetto sulla vostra band più da vicino. Durante un vostro concerto all’Hiroshima Mon Amour, c’è stato un vero e proprio sold out per il mini cd contenente Nove Novembre, Cuore Esploso e il videoclip di Roba Sporca, a testimonianza di un piccolo boom della vostra promozione nel vostro interland. Ma a livello nazionale invece le migliaia di fan che siete riusciti ad accattivarvi come hanno dimostrato il loro calore?
MATTEO: Ci hanno scritto, e continuano a farlo, moltissime mail, dimostrando di aver apprezzato il gioco e la nostra musica. Ci arrivano spesso richieste di concerti, che speriamo di poter soddisfare in futuro.
ANDREA: Continuando a seguirci in internet, chiedendo live nelle loro città....Insomma il mistero di NS ha aperto un vero e proprio canale di comunicazione con tutta l'Italia.
FEDERICO: Ancora attraverso internet. Blog, mail messaggi su myspace. Siamo molto soddisfatti di come stiamo riuscendo a gestire la nostra interfaccia-web. Ma siamo convinti che si può fare ancora di più.
4. Alice Avallone vi è stata vicina sia come account planner ma soprattutto come grafica del vostro album. Il suo design schietto ed essenziale ha una corrispondenza precisa con il significato del vostro disco?
MATTEO: Sicuramente si. Alice ha colto perfettamente il carattere dei Nadàr Solo: essenzialità, schiettezza, eleganza. Siamo molto contenti del suo lavoro. Vestito così, il disco è davvero molto attraente.
ANDREA: Assolutamente, ma ancor di più (se è possibile) con il nostro modo di suonare e interpretare i pezzi. La forza compattante del nostro gruppo è questa grande voglia di comunicare e di comunicarci attraverso un linguaggio schietto, chiaro e senza sbavature ed Alice è riuscita nella difficoltosa impresa di tradurre tutto questo in un "fumetto" dalle stesse caratteristiche.
FEDERICO: Immaginando l'artwork per il nostro primo lavoro, pensavo a una cosa del genere: semplice, delicata ma con personalità. La testa Nadàr Solo per noi ormai è quasi un simbolo. 
5. Dal punto di vista della scrittura, la vostra è una ricerca particolare sicuramente preziosa nel linguaggio ma anche tendente alla sintesi. Da cosa nasce questa propensione?
MATTEO: Chi è sicuro delle proprie idee le si esprime con chiarezza, e questo significa sintesi. Tutti e tre scriviamo i nostri brani utilizzando gli strumenti della canzone in maniera sincera, e il meno ambigua possibile. Ci sembra una forma di rispetto verso chi ascolta, e oltretutto, lo troviamo molto appagante.
ANDREA: Come dicevo prima il nostro modo di suonare è figlio della nostra esigenza di comunicare e chi vuole davvero dire qualcosa deve essere chiaro, farsi capire.
FEDERICO: Credo che i tre autori Nadàr Solo abbiamo un linguaggio piuttosto diverso, e che nella capacità di amalgamarlo in un prodotto finito piuttosto omogeneo risieda una delle nostre principali forze. Matteo in generale ha uno stile più narrativo, io amo di più esprimermi per immagini. Andrea ha uno stile ancora diverso. Insieme fanno Nadàr Solo.
6. Un senso velato caratterizza trasversalmente i vostri testi, in particolare Roba Sporca e 11 Frammenti parlano indirettamente della morte. Che senso hanno per voi?
MATTEO: Roba Sporca parla di abuso contro l’infanzia e la morte è in un certo senso quella della cura, della protezione mancata verso chi se l’aspetterebbe per diritto. 11 frammenti è credo invece il nostro brano più dolce e malinconico. Lì la morte la si vorrebbe nella memoria, quando i ricordi scomodi non vogliono andarsene.
ANDREA: Sono due brani molto importanti. "11 Frammenti" è un pezzo estremamente intimistico, forse il nostro brano più delicato dal punto di vista musicale e insieme al singolo "Novenovembre" farà parte della colonna sonora del film "Appuntamento a ora insolita" di Stefano Coletta, che uscirà prossimamente nelle sale. "Roba sporca" tratta invece del delicatissimo tema della pedofilia ed è probabilmente il nostro brano più duro.
FEDERICO: Ci piace curare molto le parti letterarie del nostro lavoro, Matteo è anche uno scrittore ed in generale è una cosa a cui tutti teniamo particolarmente. Ma personalmente amo poco parlare dei testi che scrivo, preferisco non mettere dei paletti, spero di evocare qualcosa nei pensieri di chi li legge, questo è il mio obbiettivo.
7. Dal punto di vista sonoro riuscite a conciliare un’ ottima scuola di qualità e orecchiabilità…secondo voi qual è la formula perfetta per la riuscita di un vostro pezzo?
MATTEO: Direi un ritmo contagioso, suoni scarni e diretti, una melodia che si possa canticchiare e un testo semplice, ma assolutamente non scontato, anche se una personalità forte vale più di qualsiasi regola. Per quanto riguarda i testi, non bisogna avere paura di usare le parole, tutte, anche quelle che sembrano inflazionate. Quando si scrive una canzone è molto importante sentirsi liberi.
ANDREA: Diciamo che ogni canzone ha una sua storia e un suo primo narratore...ma le nostre diventano storie a sei mani e tre punti di vista. Ognuno di noi deve farle proprie e raccontarle. Nàdar Solo è il nostro narratore ufficiale.
FEDERICO: Noi abbiamo sempre avuto un obbiettivo, unire l'energia e la carica del rock di matrice anglosassone ad un approccio sulle melodie e sui testi più "italiano", forse più cantautorale.
8. Chiedi alla polvere (Il cagnolino riderà) è un brano che vi ha portato fortuna al song contest labase05. Dov’è possibile trovarlo e cosa vi ha lasciato tutto l’universo che si è creato intorno a questa canzone?
MATTEO: Sarà contenuta in una compilation curata da Mao, ma la data di uscita non è ancora pubblica. Il brano è ispirato al celeberrimo romanzo di John Fante, Chiedi alla polvere. E’ una rivisitazione acustica, con un nuovo testo, di Viola, uno dei nostri pezzi più “antichi”.
9. Ora che state mettendo la testa fuori dal guscio prenderete in considerazione la possibilità di un’ etichetta?
MATTEO: Ora abbiamo di fronte diverse strade aperte. Prenderemo quella che sentiremo più nostra.
ANDREA: Di questo dobbiamo ancora parlarne...si vedrà
FEDERICO: Quello di avere un' etichetta è sempre stato il mio sogno. Ma adesso, sinceramente, non la sento più come una necessità impellente. Di sicuro noi siamo aperti a qualunque cosa che ci permetta di ampliare le nostre possibilità, che ci permetta di lavorare di più e meglio e che soprattutto ci permetta di suonare di più dal vivo, la cosa che più ci piace dell'essere musicisti.
10. Volendo scattare una polaroid sulle sensazioni di questo debutto ufficiale, come si sentono ora i Nadàr tra quella cosiddetta vita tra palco, web e realtà?
MATTEO: A proprio agio.
ANDREA: Bene, davvero bene
FEDERICO: Io mi sento una giocattolo a molla, che si sta caricando sempre di più e che non vede l'ora di saltare.
Cari tutti,
|
