postato da GroudyBlue [Chiara Marra] alle ore 09:17
02/06/2008

Avesse quattro milligrammi di sonorità in meno e sarebbe musica classica in purezza.Fatto sta che nell'aria c'è qualcosa di nuovo: lui è il pianista silenzioso, il pianoforte ( lo stile direi è quello di Arvo Pärt o
del John Cage più prossimo a Erik Satie) è accompagnato da un quartetto d'archi. Questo è Ólafur Arnalds, giovane promessa islandese della scena classica\indie dell'Islanda, lontano anni luce dai colleghi del filone Sigùr Ros ha un impianto classico e un tocco timidissimo e allo stesso tempo semisinfonico che a tratti non rinuncia ad una lieve ascendenza di minimalismo elettronico post rock. La sua musica che è una miscellanea - così dicono in Islanda - tra Nico Muhly e Johann Johannssonn


Giovanissimo, 21 anni appena, non lo lascia trasparire nella musica, ma il senso artistico in forma di gestazione si lascia avvertire, interessante ma non allo zenith delle possibilità.
Variations Of Static (2008) è la seconda prova della sua carriera, pubblicato per l'interessante label britannico Erased Tapes Records, si tratta piuttosto di un EP che rinvigorisce le idee del suo primo concept album Eulogy For Evolution (disco sulle stagioni della vita) da cui il tema splendido, la sua miglior composizione, si può dire, è 3055, pezzo recuperato e riadattato in veste più filtrata in Fok, brano di apertura di questo Variations of Static. Ama i cicli ripetuti questo Arnalds se non per qualche poca epifania a sorpresa. E' lento e oscuro come un adagio dalle parvenze alla Ludovico Einaudi in Le Onde o di un Chiaro Di Luna beethoweniano ma meno distinto e soffuso. Gioca di crepuscolarità e malinconia, come in Haust, quasi un preludio alla Philip Glass ma senza orchestra dove a dominare sono i violini, in un fare tragico.

C'è da lavorare ancora sulla struttura inizio-corpo-fine del pezzo, che deve avere un dinamicismo in più, va meglio con la formula del brano Lokaðu Augunum che con qualche inserto di voci robotiche, spezza l'atmosfera strumentale smuovendo le acque protendendosi verso il post rock (una sorta di decalcomania sonora, fosse solo classico non guasterebbe affatto) ed è ciò che si sente anche in Himininn Er Að Hyrnja, En Stjörnurnar Fara Þér Vel.

Album forse dai tratti laconici e schietti (d'altra parte è un EP), ha quella luccicanza particolare sulle note di Fok, ma man mano si perde in un disegno non ben definito,astratto e discontinuo.
E' una strada snodabile, può essere versatile Ólafur Arnalds, lo si sente nel più riuscito Eulogy For Evolution che ha quella lungimiranza in più. Staremo a vedere, ma c'è da prendere nota.
Non il solito groove alla Reykjavik. Bisogna solo aspettare del tempo (si spera) e se in Italia è ancora un baldo sconosciuto, in Germania,Inghilterra e Svizzera è già uno dei più apprezzati.
Se volete scoprirlo, al momento il suo profilo migliore resta il suo disco d'esordio, non c'è dubbio.

2008-Erased Tapes Records

â–ºTRACKLIST

1. Fok
2. Við Vorum Smá
3. Haust
4. Lokaðu Augunum
5. Himininn Er Að Hyrnja, En Stjörnurnar Fara Þér Vel

â–ºDISCOGRAFIA

Eulogy For Evolution (autoprodotto, 2007)
Variations Of Static (Erased Tapes Records, 2008)

â–º PER ASCOLTARE QUALCHE ESTRATTO SUL WEB:

http://www.myspace.com/olafurarnalds
http://www.lastfm.it/music/%C3%93 lafur+Arnalds
 

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categoria : post rock, islanda, musica classica, minimalista, > olafur arnald