postato da GroudyBlue [Chiara Marra] alle ore 20:55
26/10/2007

È il costante segno di una rielaborazione musicale che contraddistingue lo spirito dei Radiodervish,ma oggi, a dieci anni dalla loro nascita dalle ceneri degli Al Darawish, il cambiamento è radicale: via il marchio,almeno in senso predominante, dei violini di Anila Bodini e il mood acustico e nostalgico diffuso.

E' ora di un linguaggio più "pop" nel senso alto del termine,c'è un universo di colori da riempire: riesplode il verso elettronico dei Radiodervish sotterrati ai tempi di Lingua Contro Lingua e delle bonus track di Bombay Salam e L'Esigenza nell'album Centro Del Mundo: il percorso è elettronico ma molto più minimale,fresco pulito di un tempo che lancia anche messaggi forti ed emozioni ma con un velo di pensiero positivo di questo sound.

Nella sala dei bottoni della produzione dell'album c'è l'ormai padre mecenate Franco Battiato e i campionamenti di quel magnate di Pino Pinaxa Pischetola. Nei testi contentezza,gioia,urgenza di esprimersi anche con effetti testuali sempre raffinati,sposa un effetto scorrevole e piacevolmente fresco, nitidamente immediato e scevro di perfezionismi da ritocco secondario.Nasce tutto guidato dal marasma e la qualità non delude.

Musicalmente è un album più solido: quasi declinano i violini e l'ensamble di chitarre acustiche tout court e spuntano con un guizzo sorprendente Alessandro Pipino in versione meno "toy piano" e più efficacia al pianoforte classico per risoluzioni da pelle d'oca, come per Se Vinci Tu,sotto i riflettori anche il batterista Antonio Marra: elettronico,sintetico che trova il suo equilibrio perfetto in questa ricerca elettronica che si spinge su modelli primordiali del sinthy con una leggera dance di confine quasi sul vecchio modello di Li Beirut.

Nel suo significato più profondo, L'Immagine Di Te è un disco di mutamenti, e questo è un concept che non si ferma solo al restyling musicale meno world music e più cantautorale-meticcio che farcisce un disco di musica italiana ad una chimera araba perfettamente inglobata e non di contrasto come mai prima, in un unicum di sound mediterraneo dal pop al Salento all'Oriente.Ma i Radiodervish non tradiscono,mutano ma il senso di appartenenza è lo stesso.

Si tratta di un album che si legge e si interpreta in vari livelli di lettura: l'immagine più profonda è legata al vocalist palestinese Nabil Salameh, finalmente cittadino italiano dopo 23 anni di soggiorno con un lascia passare di apolide, un' emozione difficile da riportare a parole,ma rifletteteci ascoltando il disco che spesso,prende una piega autobiografica. È la sua gioia esistenziale a creare la prima gioia profonda dell'album che conferisce una luce diversa, lontana da quegli equilibri struggenti e malinconici del passato come l'esilio,il non luogo, lo smarrimento in quello stile letterario alla Mahmud Darwish.

Si respira dunque un' aria più giocosa,totalizzante, ma non mancano riflessioni: dall'esistenzialismo alla speranza dei bambini di Beirut che giocheranno a Tel Aviv sulle note di Babel in duetto con un graffiante Caparezza (ispirato agli Asian Dubt o ai Dissidenten) e Sama Beirut sull'orda di "canti politici" in senso lato. E' un album che va sviscerato pian piano ma che entra subito in mente,fin dall'introduzione beat del brano L'Immagine Di Te, che si traduce in una canzone dei Radiodervish vecchio stampo che dell'immagine trae la filosofia del cose si è e del come si appare, contrasti e manipolazioni mercificate tra l'Occidente e l'Oriente compreso che in maniera subdola crea un filo conduttore per un'alchimia di significati che attraversa tutto l'album.

Ma se il brano L'Immagine Di Te (che in realtà è un codice interpretativo) cambia in relativo lo spirito dei Radiodervish, la novità arriva subito dopo con Tutto Quel Che Ho, il più influenzato da Battiato sull'orda di Fleurs ma con una marcia in più in fatto di groove. Interessante il contrasto mai sperimentato fin ora dal rap abrasivo di Caparezza intrecciato all'arabicità più lirica di Nabil nel volo incrociato di Babel mentre con la finissima elettronica accompagnata dal pianoforte di Se Vinci Tu si sfiora una delle pagine più liriche del disco accompagnate da uno strepitoso tappeto sonoro e delicato di Stella Briciola Di Campo accanto a un brano tipicamente da pop cantautorale italiano come Milioni Di Promesse. Ma tra le vere sorprese, c'è Yara in cui spunta un'impeccabile e giovanissima Alessia Tondo su un brano cantato in dialetto griko, una sorta di greco antico vivo nella terra salentina tanto cara ai Radiodervish che danno a Sama Beirut un leggero apostrofo etno folk di quest'impronta. Ma se di chiave prevalentemente elettronica si parla, lo sfogo maggiore lo prende Avatar, un brano da video game altamente anni 80' e sinthy che quasi sembra una versione dance del ritornello di Pasqualino Maraja di Modugno (artista topico per la band già per le cover di Amara Terra Mia e Tu Si Na Cosa Grande), un brano questo di Avatar legato alla speranza di una Second Life… una Second Life che si, i Radiodervish riescono a sfruttare a pieno ripartendo daccapo : più adulti ma anche più diretti. Bastava in Search Of Simurgh o la teatralità di Amara Terra Mia per dire capolavoro. Anche L'Immagine Di Te lo sarà, in modo distante,coinvolgente,differente, magico. Solare.

2007 - Radiofandango/Nunflower/Cosmasola

►TRACKLIST

L'Immagine Di Te
Tutto Quel Che Ho
Babel
Se Vinci Tu
Milioni DI Promesse
Yara
Avatar
Sama Beirut
Stella Briciola Di Campo

►DISCOGRAFIA ESSENZIALE


Lingua Contro Lingua (1998 - DISCHI DEL MULO / POLYGRAM)
In Acustico (2001 - PRINCIGALLI PRODUZIONI/COSMASOLA)
Centro Del Mundo (2002 - COSMASOLA/IL MANIFESTO)
In Search Of Simurgh (2004 - COSMASOLA/IL MANIFESTO)
Amara Terra Mia ( 2006 - EDEL\RADIOFANDANGO\PRINCIGALLI\COSMASOLA)
L'Immagine Di Te (2007 -RADIOFANDANGO/NUNFLOWER/COSMASOLA)

► I RADIODERVISH SONO (formazione Amara Terra Mia)

Nabil Salameh
Michele Lobaccaro
Alessandro Pipino
Anila Bodini
Antonio Marra

► LINKS
il loro sito ufficiale: www.radiodervish.com

il profilo su MySpace: www.myspace.com/radiodervish
La recensione sullo showcase di presentazione dell'album a Napoli (19/10/2007):
http://www.ciao.it/RadiodervishOpinione_852960
 
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postato da GroudyBlue [Chiara Marra] alle ore 21:43
25/11/2006

" Non sono Gilgamesh e nemmeno Ulisse,
non dall'Oriente, dove il tempo è una miniera di polvere,
né dall' Occidente dove il tempo è ferro arrugginito .
Ma dove vado? E cosa farò se dicessi:
<<La poesia è il mio Paese e l'Amore il mio cammino>>.
Così risiedo viaggiando,
Scolpendo la mia geografia con lo scalpello dello smarrimento.
Ed ecco la luce!
Non corre più nei passi dei bambini,
Allora perché il Sole ripete il suo volto?
Non scenderai tu pioggia
Per lavare questa volta l'utero della Terra?
La notte.
Lampi di tessuti del tempo, bruciano,
La verità si vela.
La Terra.
Sognami e dì:
<<Ovunque io vada,vedrò una poesia abbracciarmi>>
Sognami.
Veramente.
E dì allora:
<<In ogni poesia vedrò una dimora per me>>"

(Adonis, Siggil )


▬▬▬▬▬▬▬▬▬

Migranti di ieri, migranti di oggi. Italia,Mediterraneo e Medio Oriente, Occidente e Islam.

Stavolta non si tratta solo di musica e poesia cosparsa di nostalgia e popoli vicini e lontani così come da copione per quella vita artistica e biografica di Nabil Salameh.

Stavolta c'è qualcosa di insolito: tutto questo è Amara Terra Mia (2006), la chiave di volta dei Radiodervish .

Il loro nuovo progetto teatrale e musicale porta in sé la benedizione di Franco Battiato e la collaborazione dell'attore Stefano Battiston impegnato nei numerosi monologhi di cui quest'album è composto. Diciamolo pure, non è la musica la centralità di quest'album quanto il peso delle parole. Tra denuncia, grida di pace e lirismi, i
Radiodervish avanzano intelligenti citazioni letterarie e giornalistiche per chiedere in maniera non banale la cessazione del antagonismo religioso tra i culti monoteisti, la fine al fondamentalismo dei falsi dèi kamikaze e anche della denuncia ai mali del mondo nei Centri di Permanenza Temporanei (CPT), ed ecco che raffiora nella bibliografia di questa crociata di pace il citazionismo di stralci presi da "Nella Pietra E Nel Vento" di Adonis, un articolo apparso su Il Manifesto nel luglio 2005 firmato da Giovanna Boursier, "Lettera Ad Un Kamikaze" di Khaled Fouad Allam,"Nathan Il Saggio" di Gotthan Ephraim Lessing e "Modernizzare Stanca" di Sandro Cassano.

Chiamiamolo pure come un cd-reading in stile Alessandro Baricco, dove la musica, che altro non è che l'insieme di vecchi brani pop - rock arabo italiani dei Radiodervish con qualche frammento delle passate stagioni dell'ex formazione degli Al Daravish in cui si mescolano in nuovi stili sonori brani già noti a chi ha ascoltato il precedente best of -repaking In Acustico (2003) come allora, anche qui si ripropongono brani come Belzebù e Radio Dervish accanto alle riletture di Ti Protegge, Del Bene E Del Male, Fedeli D'Amore, Bombay Salam, Centro Del Mundo e Taci (nome con cui è stata battezzata la splendida Taci, Il Nemico Ti Ascolta). Semplicemente un copia incolla scontato? Aspettate per credere che sia il contrario: l'atmosfera lascia regnare la sua drammaticità e "ogni poesia torna alla sua grammatica" impastando un grande sfondo di appigli razionali ad ogni testo interpretato. La maturazione artistica si avverte e l'inclinazione al teatro ne è il sintomo. Ad evolversi è anche la consacrazione dopo una lunga carriera che li porta a firmare un contratto con il label Edel - Radiofandango, dopo la militanza con I cd de Il Manifesto e Cosmasola.


►L'INCIPIT: IL DOMENICO MODUGNO D'ARABIA

Franco Battiato da sempre amico e stimatore della band di Nabil Salameh e soci, questa volta non ha potuto fare a meno di prestare la sua collaborazione artistica arrangiando le musiche di due brani della track list di quest'album, si tratta di Amara Terra Mia e Tu Si Na Cosa Grande.
Se questi titoli vi ricordano Modugno, avete praticamente centrato il bersaglio perché si tratta proprio della rilettura di queste due canzoni storiche che, in chiave Radiodervish, tanto accomunano in tema di migrazione il sud Italia e il Medio Oriente da cui Nabil, di origini libanesi è dovuto partire.

Ad entrambi i brani spetta un posto d'élite all'interno del disco. Amara Terra Mia è presente in versione studio e in una registrazione in presa diretta tratta da "Esseri Umani In Costante Movimento" del 13 aprile 2005 a cui segue anche la traccia video con la regia di Franco Battiato.

Tu Si Na Cosa Grande, è forse il pezzo più vibrante dell'album sul piano emozionale: un delicatissimo velo intimista al pianoforte per un classico napoletano che qui intreccia la sua antica tradizione al suo "testo a fronte" in arabo.

►LO SPIRITO DELL'ALBUM

Archiviata la parentesi dedicata a Modugno, la vera natura dell'album ha inizio. gli adagi di violino sono il segno che contraddistingue l'amarezza nostalgica di questo lavoro che lascia ad un lavoro d'intermittenza tra le recitazioni di Battiston e la musica.
Sul piano musicale, c'è forse poco da dire di cui già non si sappia delle reinterpretazioni di vecchi cavalli di battaglia che comunque, nel collegamento con gli stralci recitati, svelano il loro più alto significato e tutto si ricongiunge in un filo unitario.

►LA DENUNCIA: Io Vittima del Cpt

Cpt sta per Centro di Permanenza Temporanea degli immigrati e nello specifico, qui si tratta del Cpt "Regina Pacis" di San Foca (Lecce), una sorta di Prigione di Abu Ghraib all'italiana. Qui, chi chiede asilo politico viene maltrattato amaramente. Questo dramma lo si racconta attraverso le parole di Sajad, uno studente socialista islamico del Kashmir che ha rischiato l'arresto per una manifestazione pacifista, pena 25 anni di carcere. Per lui ci sono stati i campi di prigionia, all'inizio in Libia ad Al Tawara e poi in Italia nel 2003, al Regina Pacis, dopo i 7-8 mila dollari sborsati ai trafficanti. Ma l'Italia non è il paradiso. Cos'è il Regina Pacis?
Basta frugare in giro per trovare pile e pile di dossier e news sconcertanti, una su tutte è l'arresto del ex direttore di questa prigione, don Cesare Lodeserto , condannato ad una pena di 1 anno e 4 mesi di carcere per accuse di sequestro di persona, abuso dei mezzi di correzione, violenza privata e minacce. Eppure, delle parole che sgorgano da Stefano Battiston riferite da Sajad, don Cesare non era che la persona più garbata di quell'inferno dove i muri erano sporchi di sangue " don Cesare portava caramelle e per questo chiedeva scusa" si ascolta nell'album.

Ci sarebbe tanto da indagare sugli spunti di Sajad. Il socialismo islamico,ad esempio, cos'è? Ripudia il socialismo filo-russo dell'ideologia marxista e fa del Libro Verde di Gheddafi il suo modello e forse nella nuova Libia dove non ci sono partiti politici ma una vera socialità e la partecipazione popolare è così capillare e profonda, che si può in ultima analisi considerare realizzato l'autogoverno.

Ma se il socialismo libico non è un male per i suoi cittadini per un certo socialismo, lo è di sicuro lo scandalo Italia - Libia sulla gestione dell'asilo politico e sul rimpatrio degli immigrati: "dal 2003 il governo italiano «ha finanziato la costruzione di un campo per immigrati illegali, in linea con i criteri europei, da costruire nel Nord del Paese e nella Finanziaria 2004-2005, uno stanziamento speciale è previsto per la realizzazione di altri due campi nel Sud del Paese, a Kufra e Sebha». Sempre dal 2003 l'Italia ha «finanziato un programma di voli charter per il rimpatrio di immigrati illegali dalla Libia verso i Paesi d'origine, che comporta un sostanziale contributo economico». La tabella allegata elenca 47 voli, dal 16 agosto 2003 al dicembre 2004. Per ogni volo, ci sono numero, destinazione e nazionalità dei passeggeri. In tutto 5.688 espulsi, imbarcati su aerei della Air Libya Tibesti e della Buraq Air pagati, secondo il dossier di Bruxelles, dal governo italiano. Gli immigrati sono stati riportati in Egitto, Siria, Pakistan, Niger, Nigeria, Ghana, Bangladesh, Mali, Sudan. Ma anche in Eritrea. Atterraggio ad Asmara, il 21 luglio 2004: 109 immigrati espulsi. E condannati alpeggio. Il regime di Asmara non ha mai concesso elezioni e considera tutti i suoi cittadini arruolati nella guerra latente con l'Etiopia. Chi è fuggito e ritorna, uomo o donna, viene trattato da disertore. Da anni i resoconti di Amnesty International accusano il presidente Isayas Afeworki di arresti arbitrari e torture. Per questo l'Europa concede agli eritrei il diritto a chiedere asilo. La Libia no. Pagando quel volo, l'Italia ha direttamente finanziato una grave violazione del diritto internazionale" si legge in un articolo di Fabrizio Gatti a proposito dei campi di detenzione di Gheddafi.(leggi l'articolo per intero
qui )

►LETTERA A UN KAMIKAZE: quando la guerra santa è strumentalizzazione.

L'Islam e il mondo. Eccoci al punto cruciale, se da qui Ratzinger e le sue parole a Ratisbona non hanno sortito l'effetto sperato per arrestare la morsa del falso Islam della violenza, ce la farà un portavoce musulmano a pacificare gli animi? I sedimenti letterari di Khaled Fuad Allam tratti da il suo romanzo Lettera A Un Kamikaze, sperano di poter fare di meglio: " la morte non è mai una vittoria quando trascina con sé le ombre inquiete della nostra capacità di agire" dice.

►NATHAN IL SAGGIO: Ebraismo, Islam, Cristianesimo. Qual è la vera fede?

Ci voleva Lessing per inventare una parabola morale in stile Le Mille E Una Notte: l'ebreo racconta al sultano di un uomo che aveva tre figli. com'era sempre accaduto nelle questioni di successione, al figlio a cui il padre voleva più bene veniva donato un anello che portava bnedizione e benevolenza.
Ma il padre non seppe scegliere a quale figlio donarlo, così, prima di morire, chiamò un orafo e fece fabbricare due anelli esattamente uguali al suo e così alla sua morte tutti i figli ebbero il loro anello.
Gli anelli erano talmente ben fatti che era impossibile distinguere l'originale. Ed ogni figlio non poteva dimostrare di essere in possesso dell'anello originale perché tutti e tre si sentivano figli della benevolenza paterna. Ebraismo, Islam, Cristianesimo. Qual è la vera fede? Il leit motiv è lo stesso di quello della novella, semplicemente, solo il pluralismo può spiegare la molteplicità dell'unità divina.

► ( )

…poi, ecco che tutto si ricongiunge "Sognami e dì: <<Ovunque io vada,vedrò una poesia abbracciarmi>>
Sognami.Veramente. E dì allora: <<In ogni poesia vedrò una dimora per me>>" e ogni migrante incontra di nuovo la sua dimensione e l'incantesimo tra sogno e realtà dei Radiodervish si compie.

►IL DOPPIO ALBUM: I BONUS IN DVD

Come già detto, il filmato di Amara Terra Mia firmato da Battiato ricopre la veste di fiore all'occhiello d questo progetto firmato dai Radiodervish, ma come non fare caso alla bellezza struggente e dilaniante di Gramsci E L'Hashish che collega due brani tratti dal V atto dello spettacolo Amara Terra Mia- Esseri In Costante Movimento al Teatro Kismet O.perA. di Bari dell'11 aprile 05', dove la bellissima canzone Rosa Di Turi ispirata alla Lettera Dal Carcere del !° Luglio del 1929 di Gramsci, si sposa con Dighidam: un pezzo inedito che porta i Radiodervish a cantare i dolori dei prigionieri della prigione di Dighidam a Baghdad. Per ammazzare il tempo, Gramsci osservava il ciclo delle stagioni e il ravvivarsi di una rosa che dopo la neve sarebbe fiorita
guardando fuori dalla finestra, così come, per guardare oltre, i prigionieri a Baghdad usano l'hashish per non fingere di non perdere le speranze.

►IN CONCLUSIONE

Passione, amore, trasporto, impegno: i Radiodervish giocano carte di una finezza estrema per la qualità di questo loro lavoro improntato più di tutto sul dialogo tra religioni.
Le parole, le voci…tutto si sussegue e forse scopriamo che tutto può ancora essere costruito in termini di pace. Amara Terra Mia una via del dialogo ce l'ha e la calca profondamente.

Se tutti ascoltassero questo disco, forse porteremo tutti una ricchezza in più.

Che ne dite, vale la pena provarci?

2006 - Edizioni Edel\ Radio Fandango \ Princigalli \ Cismasola\ con il patrocinio della Regione Puglia - Assessorato al Mediterraneo, Pace e Attività Culturali.


►TRACKLIST

■ CD 1

1. Amara Terra Mia (live)
2. Tu Si Na Cosa Grande
3. "Le Stelle"
4. Spirits
5. Radio Dervish
6. "Io, Vittima Del Cpt"
7. Amara Terra Mia
8. Belzebù
9. Lettera Di Un Kamikaze
10. Ti Protegge
11. Del Bene Del Male
12. Amara Terra Mia (parte 1)
13. Fedeli D'Amore
14. Amara Terra Mia (parte 2)
15. Bombay Salam
16. L'Esigenza
17. "I Giorni"
18. Centro Del Mundo
19. "Siggil"
20. Taci

■ CD 2 - DVD

Amara Terra Mia (video)

Gramsci E L'Hashish
- Lettera dal carcere 1 luglio 1929
- Rosa Di Turi
- Dighidam

► DISCOGRAFIA

Lingua Contro Lingua (1998 - DISCHI DEL MULO / POLYGRAM)
In Acustico (2001 - PRINCIGALLI PRODUZIONI/COSMASOLA)
Centro Del Mundo (2002 - COSMASOLA/IL MANIFESTO)
In Search Of Simurgh (2004 - COSMASOLA/IL MANIFESTO)
Amara Terra Mia ( 2006 - EDEL\RADIOFANDANGO\PRINCIGALLI\COSMASOLA)

► I RADIODERVISH SONO (formazione Amara Terra Mia)

Nabil Salameh - canto
Michele Lobaccaro - basso
Alessandro Pipino - tastiere, piano Wulitzer, organo Farfisa, organetto diatonico, chitarra elettrica
Anila Bodini - viola
Rita Poglionico - violino
Giovanna Buccarella - violoncello


► Visita il loro sito ufficiale:

www.radiodervish.com

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postato da GroudyBlue [Chiara Marra] alle ore 22:13
15/05/2006

" Gli uomini sulla terra sono uccelli di diverso piumaggio,
ciascuno con il proprio tipo di musica e il proprio canto,
e non appena l'illimitato potere di Dio discende alle sfere
inferiori, si ode il canto degli uccelli che porta l'Altissimo
attraverso tutte le stanze per sentire la dolce musica"
(El RaMaK)

I Radiodervish propongono da sempre uno sguardo musicale molto particolare: un eterno crocevia tra sonorità arabe e mediterranee influenzate da un ritmo tipicamente barese, ma stavolta il loro album In Search Of Simurgh propone molto di più.
Delicato e intenso quest'album propone un viaggio poetico nel lato più profondo della musicalità intimistica dell'Oriente, con tutta la poeticità che il mondo della mezza luna riesce a dare. Questa volta, ad animare  lo spirito dei testi di tutti i brani del cd, c'è un protagonista d'eccezione: il poeta persiano del XII secolo, Mantiq at-Tayr autore dell'opera letteraria Il verbo Degli Uccelli Una delle opere più importanti della cultura sufi che narra della missione che ogni uccello deve affrontare per ricercare il re Simurgh. Tutto questo è una piacevole metafora dipinge sul senso dell'umanità che tra re e principesse, da schiavi dal petto d'argento e da fanciulle dal volto di luna, sottolinea la ricerca spirituale della propria anima.

Tutto questo è riportato nella stupenda cartolina sonora proposta dai Radiodervish in un eccellente percorso world music che si distacca dal senso comune della musica arabeggianti di marcati accenti di archi e violini che qui si affievoliscono per dar vita ad una lucentezza pacata ed intensa senza precedenti che fa di In Search Of Simurgh il narratore prediletto di quest'importante pagina della storia letteraria.

► L'ALBUM VISTO DA VICINO

Sullo sfondo del poeta Mantiq at-Tayr fiorisce un' angelica sinergia tra Italia e Arabia: i testi si confondono ora in italiano, ora in arabo creando sullo sfondo un' atmosfera universale che crea una trama sottilissima e limpida tra pianoforte, viole e violini che si dispiegano come velluto.
Tutto è inaugurato dal brano strumentale Upupa un percorso di note dalle mille e una notte contemplativo e appagante che lascia poi spazio ad una sorta di surrealtà di La Falena E La Candela, un pezzo in italiano su cui parte la storia del Simulgh dispiegata via via nei brani sempre pienamente comprensibili con l'aiuto del booklet con i testi in italiano.
E intanto, in un dolce incantesimo, si crea un atmosfera compatta ed equilibrata mentre pian piano si scoprono gli aloni di storie d'amore come quella di Layla E Majnun e del volo de La Fenice.

► IN CONCLUSIONE

Quello proposta dai Radiodervish nell'album In Search Of Simurgh è un pathos impeccabile e senza paragoni capace di creare una trama densa e originale tutta da scoprire ascolto dopo ascolto.
10 tracce alla scoperta di una poesia narrata su sette note che segnano un' escursione in sapori vicini e lontanissimi di cui non si può non rimanere piacevolmente colpiti.


► TRACKLIST:

1. Upupa
2. La Falena E La Candela
3. Amira
4. Layla e Majnun
5. Al Maya
6. Iblis
7. La Fenice
8. Bustan
9. La Falena E La Candela (reprise)
10. Cento Mondi

Ed Il Manifesto\ Cosmasola 2004 con il contributo dell'assessorato alla cultura della Provincia di Bari

► CHI SONO I RADIODERVISH:

I Radiodervish nascono a Bari nel 1997 con Nabil Salameh e Michele Lobaccaro, già insieme nel gruppo dei Al Darawish.

Il loro sentiero musicale segna un crocevia tra sonorità orientali arabeggianti e musica del mediterraneo Presenti nei principali festival, nelle rassegne e nei teatri di tutta Italia (dal Premio Tenco al festival di Villa Arconati a Milano, da Arezzo Wave alla Notte della Taranta), i Radiodervish vantano anche importanti esibizioni all'estero: Beirut, Bruxelles, Atene, Parigi al prestigioso Théatre de l'Olympia.

In otto anni di attività, con al fianco sempre Alessandro Pipino che collabora con loro nella composizione e negli arrangiamenti, hanno collaborato con numerosi musicisti internazionali da Noa ad Amal Morkus, da Rim Banna a Nicola Piovani, dai CSI a Jovanotti, Stewart Copeland e l'Orchestra Araba di Nazareth.

► DISCOGRAFIA:

Lingua Contro Lingua (1998 - DISCHI DEL MULO / POLYGRAM)
In Acustico (2001 - PRINCIGALLI PRODUZIONI/COSMASOLA)
Centro Del Mundo (2002 - COSMASOLA/IL MANIFESTO)
In Search Of Simurgh (2004 - COSMASOLA/IL MANIFESTO)

 Visita il sito ufficale 


 

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