
Ruggenti e anche struggenti al punto giusto. Per chi ancora non conosce, i Roccaforte sarà un'intrigante scoperta, per chi li ha sotto casa nella scena underground delle terre del Monferrato noterà la differenza.
Per Volontà Del Re è il loro terzo album (il secondo in studio) ricco di una tradizione progressive di tutto rispetto: torna il gusto per il melodramma anni 70' dei cambi verticali di suono,del tormento e l'estasi, si scopre un velo di showgaze e un pizzico di sinthy quasi in stile Toto,piglio ereditato grazie al nuovo tastierista Michele Masoero. Allo stesso tempo, tutto si fa nuovo e tradizionale in una miscellanea che alle contaminazioni preferisce dare in dominanza la sua creatività:densa e allo stesso tempo fluida grazie ad un nuovo vocalist come Andrea Toniato graffiante ed energico che dinamicizza lo scorrere dell'album, vocalist che ormai ha soppiantato gli esordi della band al secolo di Parole Mai Dette con la voce retrò di Simone Bigliani.
Tradizione e novità si mescolano. Il suono è pulitissimo,perfezionato al massimo da un lungo e peculiare restyling curato dal chitarrista Fabio Serra. Un lavoro da grandeur in salsa never ending per un processo di evoluzione cominciato all'inizio del 2007 e concluso solo a gennaio 2008 tra nuovi brani, reprise e special guests che arricchiscono la line up per una session musicale che da il meglio di sé.
Trova urgenza di comunicare in maniera tempestiva questo Per Volontà Del Re. Il titolo riecheggia qualcosa di medievale, quasi alla ricerca di un disco - storyteller come nel miglior prog, che, al concept album tout court preferisce immagini scandite singolarmente,sentori autobiografici e appunti di vita . C'è la percorrenza di un doppio binario: la fabula nasconde una velata critica al mondo delle news in quella spettacolarizzazione dei media sempre più cinica e mostruosamente ordinaria con quel tono di accusa che si lascia attraversare sulle parole di Africa " Pronto a rtornare dove la gente non muore di fame ma si ammazza per aver commesso l'errore di essere giusti"Chi conosce i Roccaforte già con l'evento dell'album dal vivo Life For Africa, conosce già brani del nuovo disco: è il caso di Tempo Di Scappare, 20 mq Di Libertà e soprattutto di quei due gioiellini semi acustici di Africa e Bambino, qui riproposti, il primo con la partecipazione di Stefano Saletti (Novalia,Piccola band Ikona) al bouzuki e Bambino contenuta in due versioni, una delle quali (quella acustica), fa da cornice alla collaborazione di alcune voci del Coro Polifonico di Viarigi diretto dal M° Laura Bussa (in passato già al fianco di grandi nomi come Morandi,Dalla, Celentano, Robbie William, Bocelli, Julio Iglesias, Carrisi e Branduardi) e del flauto traverso da pelle d'oca di Massimo Faletti,figlio della scuola Jethro Tull sia per tributes che per ensamble con componenti dello storico gruppo di Ian Anderson che echeggia come nel più tragico e alto Peter Gabriel in stile Nursery Crime.
Quello che piace dell'album è il suo equilibrio, una maestranza sonora degna del senso internazionale ma tutto italiano nello spirito,nei testi,nelle idee. Funziona bene l'impatto narrativo dei testi-diario, che nell'allegoria di Roccaforte e cavalieri non rinuncia ad un mini "disco nel disco" in forma di racconto proposto in chiusura da Fabio Serra che costituisce il cancello, la porta d'ingresso del disco, il germe dunque dell'idea di Per Volontà Del Re.1. Prefazione
2. Roccaforte
3. Tempo Di Scappare
4. 20mq Di Libertà
5. Africa
6. Bambino
7. Per Volontà Del Re I (l'ordine)
8. Per Volontà Del Re II (la battaglia)
9. Per Volontà Del Re II (la coscienza)
10. Bambino (versione acustica)
11. Bonus Track - La Dolce Età
Andrea Toniato (voce)
Fabio Serra (chitarravoce)
Simone Villati (batteria)
Bruno Borello (basso)
Michele Masoero (tastiere)
BRUNO: Beh parte dei testi come Bambino e Africa tendono a denunciare come l'influenza dei media (nonostante il sottoscritto non possa piu' farne a meno della tecnologia) pur di spettacolarizzare l'informazione fanno in modo che chi ascolta dall'altra parte rimanga indifferente anche davanti ai peggior crimini. Bambino denuncia gli abbandoni dei neonati nei cassonetti, per la strada come se nulla fosse...Africa è un racconto di alcuni miei viaggi nella terra "Nera" dove la povertà è esterna ma sicuramente il rispetto per l'uomo e la natura sono di altri principi rispetto ai nostri. Ma a Noi ...persone colte ed intelligenti...ci fa comodo che restino Terzo Mondo.
FABIO: all'inizio credo fosse solo un disco di canzoni senza un filo conduttore preciso, poi con l'aggiungersi dei pezzi abbiamo notato che il significato del disco stava uscendo "spontaneamente" e quindi con i 3 pezzi del concept ho voluto in qualche modo continuare il senso di denuncia che c'era nei pezzi di bruno.BRUNO: L'impegno nel sociale c'è sempre. Per Ester Njoki pensiamo di aver fatto molto (il precedente album Live For Africa è stato un progetto di beneficenza rivolto a lei,n.d.r.) , ma purtroppo non si fanno mai le cose giuste perchè c'è sempre chi si lamenta, cosi ultimamente abbiamo deviato le nostre beneficenze lasciando decidere agli organizzatori dei concerti a chi devolvere, in modo da accontentare tutti. Con il CD nuovo pensiamo di intraprendere di nuovo l'iniziativa per Ester, perchè ha ancora bisogno di aiuto e di operazioni chirurgiche per poter camminare. Purtroppo siamo anche in una fase economica abbastanza precaria, ma ce la faremo.
BRUNO: Si, "Roccaforte" ha un grande significato. Il nome deriva dalla FORTEzza ROCCA Civalieri, il posto dove era ubicata la nostra prima sala prove (mia e di Fabio - 1994) ma oggi la "Roccaforte" si è trasformata nel nostro mondo, nel nostro studio (come dice la canzone) dove ci chiudiamo dentro e per alcune ore e ci esterniamo dal mondo, dando vita a sonorità e tutto ciò che riguarda i nostri pezzi.
SIMONE: La parola "Roccaforte" ha sicuramente un profondo significato per noi . Potrei definirla come "una moderna cittadella fortificata nella quale poter staccare la spina!!". Per me rappresenta quindi un modo per allontanarmi un po' dalla quotidianità delle cose . "Roccaforte" quindi non è solo il nome del gruppo o il titolo di una canzone, è il nostro mondo circondato da solide impenetrabili mura da difendere come fa il cavaliere di "per volontà del Re" !FABIO: da un lato rappresenta quello che tutto sognano, credo, ovvero la sicurezza, l'aggregazione e la protezione che oggi mancano un po' a tutti. Come composizione ci è piaciuto inserirlo qua e la come si fa in un concept album che si rispetti!hahaha
BRUNO: Crediamo molto in questo album, soprattutto nel modo in cui è nato, nei testi e anche nelle varie critiche ricevute. Due anni di lungo lavoro presentato in anteprima nei nostri live e soprattutto un lavoro, che ci ha permesso di essere sempre protagonisti nei concorsi e nei concerti, quasi 100. Fabio è la chiave di tutto il CD: sua la creazione della musica e suo gran parte del lavoro sugli arrangiamenti, anche se poi tutto prende vita all'interno della Roccaforte, dove ogni membro del gruppo ha lasciato comunque il proprio segno. La partecipazione di musicisti esterni, ha dato una particolare spinta qualitativa all'Album.
FABIO: diciamo che è stato bellissimo mediare i vari gusti musicali dei miei colleghi (dal pop al trash metal...) e cercare di rendere l'album molto vario, in questo disco si sentono molte influenze derivate dai diversi gusti musicali dei 5 musicisti!il lavoro duro è stato amalgamare tutto e poi incidere e mixare il tutto cercando di sembrare il più professionali possibile, nonostante l'attrezzatura da home recording.ANDREA: Secondo me la forza del gruppo è il fatto di non avere uno stile etichettabile. C'è molta differenza di gusti e di età e insomma… i complimenti fan sempre piacere
BRUNO: L'arrivo di Andrea è stato per noi il tassello mancante per completare il nostro stile. "Parole mai dette" ha anche pezzi aggressivi, come Giubbotto in pelle nera, Vai, Ritratto di te, ma purtroppo la linea vocale di allora tendeva a "commercializzare" troppo i pezzi, non permettendo di effettuare arrangiamenti come per "Per volontà del Re"SIMONE: Indubbiamente la voce in un gruppo musicale ha sempre un grosso spessore. Indipendentemente dal genere interpretato può cambiare parecchio "la linea" di un gruppo. Sicuramente la voce di Andrea è più "rock" di quella di Simone (il nostro vecchio cantante), di conseguenza i pezzi del nostro 2° CD appaiono un poco più "cattivi" di quelli del precedente ma è sempre la melodia a farla da padrone. Per quanto mi riguarda comunque, in "Parole Mai Dette" non c'era nessun freno inibitore. Semplicemente in quel momento suonavamo quei pezzi in quella maniera! Poi ci sono stati i naturali sviluppi. Chissà magari nel nostro 3° CD ci saranno ulteriori sviluppi!!!!!
FABIO: da parole mai dette è cambiato veramente tutto; si era gia deciso di fare una svolta, poi l'arrivo di Andrea ci ha sicuramente permesso di fare esattamente quello che avevamo in mente, essendo la sua voce perfetta per noi... inoltre il suo inserimento ha portato anche una grande collaborazione nella gestione del gruppo e una grande amicizia!ANDREA: Dopo una lunga pausa, visto il periodo stressante che ha preceduto la chiusura dei lavori e del master, mi sono messo sulla poltrona e ho provato ad ascoltare il risultato… Se devo proprio dirla tutta, sarò schifosamente pignolo io, ma mi è difficile esser soddisfatto. Non lo sono mai con niente, però è una gran bella emozione. Se mi fermo poi a pensare con quali mezzi si è arrivati a questo, beh… Fabio è stato indispensabile e un applauso anche a tutti gl'altri, me compreso!
BRUNO: Africa e Bambino scritti da me, mi sono particolarmente cari: quando li ascolto o li suoniamo mi viene la "pelle d'oca", ecco forse con questa espressione ho detto tutto. Inoltre, la versione acustica di Bambino, realizzata quasi completamente da musicisti esterni, suona come una preghiera e questo amplifica il contenuto della canzone.SIMONE: Fa sicuramente un bell'effetto !!! . A parte la banalità di questa frase si può aggiungere che finalmente anche questi 2 pezzi hanno raggiunto la completezza che mancava! Ora possiamo ascoltare sia la versione "live" che la versione "studio".
FABIO: ERA ORA!!! abbiamo cercato di far rivivere il più possibile il calore dei live nella registrazione in studio visto che era gia da un po' che questi pezzi venivano suonati dal vivo.ANDREA: Spero che questa gigantesca vetrina, possa regalare più ispirazione per i nuovi gruppi come il nostro. Spesso ascolto fotocopie dei soliti big del momento: troppi cloni. Il territorio influenza poco secondo me. Le persone, i musicisti e la musica, penso siano più influenzati dai media e da quello che passa la radio o da quello che fa più tendenza e così spariscono i generi e le mode e poi rispuntano. Sono comunque sempre contento quando mi imbatto in artisti originali, che preservano una propria identità. La musica è Arte e come tale merita tutto il dovuto rispetto.
BRUNO: Purtroppo penso che il problema non sia rinchiuso nel Monferrato ma a livello Nazionale. Se suoni musica inedita, quindi pezzi tuoi che pochi conoscono, difficilmente trovi spazi e per trovarli devi sgomitare molto. Noto con grande dispiacere che le nuove generazioni, preferiscono ballare sui tavoli o attorno ad un palo sentendo suonare un DJ che mette musica tecno, ecc, ecc...e spesso quando si trovano una band che suona su un palco e vibrano delle corde e delle pelli di tamburo, scappano via, seccati, fuori dal locale, a fumare una sigaretta. E' veramente triste, se non sei super affermato la realtà è molto dura e i locali non danno grandi aiuti. Ho viaggiato parecchio per il mondo e proprio quest'estate negli U.S.A., abbiamo distribuito dei Demo del nostro Album. Posso garantire che la gente apprezzava e in un caso straordinario, il CD regalato al tizio del bancone, dopo pochi minuti suonava all'Hard Rock Cafè di Las Vegas. Questa la dice lunga.SIMONE: Nella nostra zona (così come spero in tutte le altre parti d'Italia) ci sono molti ragazzi che suonano, forse non ci sono abbastanza locali per esibirsi! Personalmente preferirei avere vicino casa mia più locali dove si suona dal vivo mentre il più delle volte mi tocca fare decine e decine di chilometri. Paradossalmente si può dire che qui nel Monferrato ci sono molti buoni musicisti che non vedrò mai! Bisognerebbe valorizzare di più l'impegno di tante persone come noi, indipendentemente dal genere musicale che ciascuno intende eseguire. Spero tanto che in futuro le cose vadano meglio soprattutto per chi crede che suonare uno strumento sia più interessante che guardare un disc-jockey mettere dei cd in un lettore…..
FABIO: purtroppo nella nostra zona suonare musica inedita è molto difficoltoso; si fa grande fatica e si accettano molti compromessi pur di stare su di un palco per magari 20 minuti... E ai locali non piace rischiare di non avere gente e ai ragazzi ormai sembra che piacciano solo porcherie da discoteca. Purtroppo manca la cultura musicale che negli anni 70 aveva fatto nascere tutti i più grandi gruppi rock esistenti, che al giorno d'oggi non troverebbero spazio per nascere. La situazione è molto triste.
Un impatto da cantautori, uno sfondo rock vicino al progressive con qualche accenno a virtuosismi elettronici a tratti soft metal alternato a qualche spruzzo sinthy sono il risultato del sound dei Roccaforte: una band autoprodotta nata tra i colli di Monferrato che ha alle spalle un lungo sedimento artistico plasmato negli anni da innumerevoli cambiamenti di formazione.

Nati nel 1992, raggiungono il loro zenith artistico tra il 2003/2004 con Parole Mai Dette, l'album di debutto nato grazie ai due storici componenti del gruppo Fabio Serra (chitarra) e Bruno Borello (basso, chitarra acustica) a cui si aggiungono Max Biglieri (tastiere), Simone Villati (batteria) e il vocalist Simone Bigliani.
Freschezza creativa di canzoni dal rock grintoso tra amore, introspezione e malinconia e libertà creano una miscela amalgamata tra elementi dissonanti: la voce di Simone Bigliani sottile e delicata che sembra richiamare uno stile retro che un po' fa rima con artisti come i Camaleonti si avvolge in un sound rock corposo e pieno di spunti che seppure con un alto grado di ricerca inedita, la scia intuire influenze alle leggende come i Pink Floyd, Brian May e surrogati. I presupposti per un ascolto di qualità ci sono tutti e non mancano ottime sorprese.
Tra i 10 brani di Parole Mai Dette, molti sono gli esempi che rimangono in testa, primo fra tutti, il brano omonimo all'album, dà ai Roccaforte uno spunto di classe per creare un mood intimista con un Simone Bigliani che a tratti ricorda Alex Baroni su un testo esistenziale da brivido che si prefigura come un tappeto perfetto ad una gradazione musicale che poi lascia trasparire sullo sfondo una suite elettrica in crescendo fino ad un assolo elettrico alla chitarra puntellato da Simone Villati alla batteria ricco e sottilissimo con tanto di doppia gran cassa.
E per citare quella vena dei Roccaforte tra il prog più spigoloso ed energico che quasi tende al metal, Giubbotto In Pelle Nera è l'esempio giusto che tra l'altro non rinuncia nemmeno ad un testo sul disagio sociale immerso in un virtuosismo di quasi 5 minuti di esecuzione sfrenata tra virtuosismi possenti. Ma basta un attimo per ricomporre un assetto sonoro più meditato, il manto interamente strumentale di Volo Libero che parte da una superficie che medita su una psichedelia blues - rock figlia di David Gilmour per scavare in un'originale interpretazione che crea una concept music poetica: - Volo Libero è un pezzo strumentale nel quale abbiamo immaginato un volo con un parapendio, dalla fase di salita in montagna, il montaggio della vela, la corsa, il volo e l'atterraggio. Abbiamo voluto creare con i suoni le emozioni che si provano in questa meravigliosa avventura, non naturale da parte dell'uomo e chiudendo gli occhi proviamo ad immaginarla - dichiarano i Roccaforte che con questo pezzo delimitano il confine tra le esecuzioni più energizzanti con le canzoni più soffuse che non del tutto unplugged.
Terminata la suggestione di questa suite psichedelica, ha inizio il secondo applombe del disco, cioè quello meno influenzato dalla psichedelica a favore di un'atmosfera più morbida e intima senza, ecco dunque affacciarsi ritmi più setacciati con brani come Vetrina, una ballad soffusa e intimista affiancata dalla solennità de In Mezzo Al Niente e dalla memorabile La Dolce Età, un adagio progressive rock che musicalmente sembra avere tanto da dire.
Il panorama dei Roccaforte sembra dunque un riuscito viaggio trasversale tra psichedelica e virtuosismo elettrico che crea un mélange contrapposto alla declinazione vocale del mood vintage di Simone Bigliani. L'effetto sembra abbastanza riuscito e questa dissonanza cerca con buoni risultati di creare un sound di contrapposizioni.
►PARTE I: SIMONE BRIGLIANO E' USCITO DAL GRUPPO, IL RESTYLING GRAFFIANTE : LIVE FOR AFRICA

Ma a quanto pare, l'effetto in fondo, non è pienamente voluto. Lo decreta l'uscita dal gruppo di Bigliani con l'entrata in scena di Andrea Toniato: per collaudare la sua collaborazione, i Roccaforte non hanno direttamente ricorso ad un nuovo album inedito ma hanno dato uno schiaffo al passato riscrivendo Parole Mai Dette in una versione Live arricchita da 4 brani inediti ( Tempo Di Scappare, 20mq Di Libertà, Bambino e Africa), il tutto va sotto il nome di Live For Africa 2006 registrato il 29 luglio a Viarigi in un concerto da cui è stato tratto anche un dvd a scopo di beneficenza per una ragazza del Kenya affinché possa recuperare attraverso varie operazioni chirurgiche l'utilizzo delle sue gambe atrofizzate.
Lo stacco stilistico con il passato è palese e il restyling sembra totalizzante Andrea ha un timbro vocale graffiante e la psichedelica progressive può permettersi una prestazione maggiore, basta sentire le prime note di La Dolce Età per coglierne il suo guizzo qualitativo che sembra avere tanto a che spartire con i primi Timoria.
La registrazione di questo live non è comunque da considerarsi come uno statico copia incolla di riscritture. Tanti sono gli intermezzi tra un brano all'altro, lasciati praticamente in presa diretta dal concerto che fanno vivere l'emozione diretta del concerto tra presentazioni dei brani, intrattenimenti con il pubblico e qualche neo trascurabile.
Passando agli inediti, essi si prefigurano ad un'anteprima di alcuni brani presenti nell'album Per Volontà Del Re (2007): il tutto è inaugurato dal trionfalismo ultra elettronico di Tempo Di Scappare che lascia intravedere un lieve effetto sonoro che tende a toni più fini che infatti finiscono di realizzarsi nell'enfasi più frizzante e sinthy di 20 mq Di Libertà,sottile è anche il sapore di Bambino, canzone di denuncia dedicata ai bambini maltrattati e di temi sociali si parla anche in Africa, il brano che, come si può capire, parla del continente a cui i Roccaforte alludono al progetto per Ester Nioki, la ragazza del Kenya: il pezzo è eseguito in collaborazione con gli Anicé e ha il sapore di percussioni ed effetti esotici tipici del groove etnico dell'Africa sposati alla perfezione con una canzone cristallina da diario di viaggio alla scoperta del lato magico dei paesaggi del continente nero.
Volendo citare gli esempi più brillanti tratte dalla messa a nuovo di Parole Mai Dette c'è una versione grintosissima di Giubbotto In Pelle Nera e L'Aquilone, meglio drammatizzato da Andrea nella parte recitata.
►IN CONCLUSIONE
Ottima band underground da scoprire nella sua metamorfosi che non deluderà per il suo folto e inedito tappeto sonoro molto variegato che ha ancora molto da dire…
►TRACKLIST
(Parole Mai Dette)
Intro
1. Irragiungibilmente Liberi
2. Vai
3. Parole Mai Dette
4. Gli Occhi Di Un'Altra Lei
5. Giubbotto In Pelle Nera
6. Volo Libero (strumentale)
7. Vetrine
8. In Mezzo Al Niente
9. Ritratto Di Te
10. La Dolce Età
11. L'Aquilone
( Life For Africa )
1. La Dolce Età
2. Vai
3. Vetrine
4. Tempo Di Scappare
5. 20 mq Di Libertà
6. Bambino
7. Intro Africa
8. Africa (con gli Anicè)
9. Irragiungibilmente Liberi
10. Giubbotto In Pelle Nera
11. L'Aquilone
►I ROCCAFORTE SONO (formazione attuale)
Andrea Toniato (voce)
Fabio Serra (chitarra)
Simone Villati (batteria) doppia gran cassa
Bruno Borello (basso, chitarra acustica)
Max Biglieri (tastiere)
►DISCOGRAFIA
Parole Mai Dette (2004)
Live For Africa (2006)
Per Volontà Del Re (2007)
Sito ufficiale www.roccaforte.it
■■■■■■■■■■■LA MIA INTERVISTA AI ROCCAFORTE ■■■■■■■■■■■
■1.I Roccaforte rappresentano il frutto di una band che ha plasmato negli anni la sua formazione per oltre 10 anni. Cosa vi ha portato alla ferma decisione di creare un punto fermo proprio tra il 2003 e il 2004 con l'uscita del vostro album di debutto Parole Mai Dette?
(risponde Bruno -basso-) Il 2003 è stato un anno decisivo per la solidità del gruppo rappresentato dall'arrivo di Simone Villati alla batteria. Fino ad allora il sistema era molto instabile e quindi inaffidabile per appoggiarsi ad un progetto concreto come la realizzazione di un album. I pezzi li avevamo, ma purtroppo sono sempre mancate le energie.
(risponde Fabio - chitarra -) Dopo anni e anni in cui non si era combinato niente abbiamo deciso io, Bruno e Simone che o si combinava qualcosa o era meglio finirla lì, per fortuna direi che siamo riusciti ad andare avanti oltre le nostre più rosee aspettative!
(risponde Simone - batteria -) Per quanto mi riguarda dato che ho sempre suonato in cover band , l'idea di fare un CD dove c'era anche del mio m'è piaciuta da subito tant'è vero che io sono arrivato nei Roccaforte proprio in quel periodo lì e ho quindi voluto cogliere la palla al balzo…..
■2. Proprio in questo vostro album d'esordio, a calcare il ruolo di vocalist c'era Simone Bigliani poi sostituito con Andrea Toniato. Come mai c'è stata la fine di questo sodalizio con Simone?
(risponde Bruno) La fine con Simone Bigliani è giunta dopo una serie di incongruenze di stili e di idee. Senza nulla togliere alla sua bellissima voce, però, con il tempo e l'esperienza dei live ci siamo resi conto che non era il personaggio giusto per il nostro stile. Una voce troppo commerciale per il nostro sound che smorzava l'aggressività anche in pezzi come Giubbotto In Pelle Nera.Con Andrea Toniato si è posizionato un tassello mancante in tutto il sistema: una gran voce calda e idonea al nostro stile, un'ottima presenza sul palco e soprattutto la nascita di una grande amicizia che è la forza base dei Roccaforte di oggi.
(risponde Fabio) La ragione vera precisa non la sappiamo ancora,non abbiamo avuto l'onore di saperla, comunque sia benedetta quella sera in cui ci sono arrivati gli SMS di addio!!!!!!!
(risponde Simone) E' stato Simone che per motivi personali ha deciso di lasciare la band…
(risponde Massimiliano -tastiere-) Perché Simone per impegni vari non poteva più garantire la partecipazione alle serate.
■3. A proposito di Andrea, si può dire che la sua voce calda e graffiante abbia conferito uno stile diverso al sapore dell'incisività canora del vostro rock da cantautori. Cosa vi ha convinto a scegliere proprio lui?
(risponde Bruno) Andrea è arrivato in un periodo in cui avevamo in corso dei live importanti: Rock targato Italia, per esempio e altri.La storia con lui risale a vecchia data quando, circa un anno prima, mettemmo un annuncio su internet e lui rispose. Purtroppo avevamo appena consolidato Simone Bigliani e cosi la sua risposta venne archiviata, ma il caso o il destino volle che l'unica mail che rimase nel nostro database fu la sua, cosi la prima cosa, dopo la "decisione" di cambiare voce, fu quella di ricontattare Andrea e provare. Subito dopo la prima prova i Roccaforte non ebbero nessun dubbio: era la voce che cercavano da anni.
(risponde Fabio) Dopo averlo sentito e conosciuto non abbiamo nemmeno "provinato" altri!!!! semplicemente la sua voce "rock" unita alla sua serietà e al fatto di essere un ragazzo alla mano come noi ci ha fatto decidere all'istante!!!!
(risponde Simone) La voce di Andrea si avvicina molto al mio modo personale di "vedere" e interpretare la musica e, pur riconoscendo il fatto che la voce di Simone era bella, sono contento che sia piaciuto a tutta la band, me compreso!!!
(risponde Massimiliano) La personalità e la grinta messa nelle sue interpretazioni oltre alla simpatia ed alla voglia di fare gruppo cosa molto importante
■4. Per questa sinergia con Andrea, l'inizio del 2006 è stato qualcosa che ha scritto una pagina importante per i Roccaforte: lui è entrato nella vostra band 8 giorni prima che la vostra cominciasse una rassegna di live inseriti in concorsi musicali. Che atmosfera c'è stata in quella settimana per costruire in tempo record questa nuova sinergia?
(risponde Bruno) Come tutti gli inizi ci sono state alcune difficoltà; bisognava ricreare l'intesa con un nuovo componente, adattare i pezzi alla nuova voce e viceversa, imparare i pezzi a memoria: cercare di dare una nuova personalizzazione e, ovviamente, ciò è avvenuto col tempo. I primi concerti sono stati un po' difficili da affrontare: insicurezza, fogli volanti e testi stampati sul palco, errori da parte di tutti, ecc., ma nel complesso il tempo di ripristino è stato relativamente breve. Col passare delle prove in saletta e dei concorsi Andrea è diventato sempre piu' sicuro riuscendo ad interpretare e a personalizzare i nostri pezzi alla grande.
(risponde Fabio) Il fatto che fosse passato così poco dall' abbandono dell'altro ci ha caricati molto, c'era molto da fare ma lo spirito era quello di mettercela tutta per recuperare dalla brutta esperienza da cui arrivavamo! Oltretutto c'è subito stato grande feeling tra noi e Andrea, quindi è sembrato tutto semplicissimo!!
(risponde Simone) C'era entusiasmo da parte nostra e credo anche da parte sua come tutte le storie che cominciano e che sai che dureranno a lungo…. Il fatto di avere così pochi giorni per preparare i pezzi è stata una sfida in + che ci siamo sentiti di accettare.
(risponde Massimiliano) Tanta voglia di fare insieme del nostro meglio come sempre e comunque si è creato subito un feeling speciale.
■ 5. E per te Andrea, com'è stato organizzarti in questo nuovo ruolo di vocalist nell'esperienza di questo marasma che ti ha catapultato nella band ad un passo dai concerti?
(risponde aNDRea -voce-) Io posso solamente dire che in quest'ultimo anno mi sono divertito un sacco. Non pensavo di ritrovarmi dal nulla a cantare in giro per concorsi e concerti vari con dei musicisti di qualità come sono i miei compagni di palco.Prima son rimbalzato da un gruppo all'altro cercando con le solite cover rock di tirar fuori una scaletta convincente per poter cantare in pubblico, però non è facile trovare l'equilibrio giusto.Mi son sempre trovato bene con tutti i gruppi e gl'amici che voglio ricordare in ordine cronologico: la mia adolescenza nella cantina del prete a Solero con il 7° Michigan a cercare di imitare i mitici Litfiba e si faceva anche Battisti e i Green Day
(all'epoca strimpellavo un basso e si facevano i concertini a Natale a alla festa del paese) e poi, qualche anno di inattività e il mio periodo a Quargnento, da Ligabue ai Metallica con gli Zerodecibel e infine con gli N'Age, dove mi esaltava Toxicity e si passava dai System of a Down a Ben Harper e ho iniziato a cercare di comporre qualcosa di personale, partorendo "20 Mq. Di libertà".Col tempo vengon fuori però le diverse idee e si arriva all'inevitabile rottura e diciamo che i Roccaforte sono stati per me un colpo fortunato.Inizialmente le difficoltà non erano poche. Sono entrato al posto di una squillante voce e ho cercato da subito di dare un taglio diverso ai pezzi, senza troppe preteste, visto che non sarei stato capace di farli come il vecchio cantante. La difficoltà maggiore, per mia pigrizia mentale, è stata ed è ancora quella di memorizzare i testi!
■6. Per i Roccaforte, il live è una carta jolly riuscitissima. Nel 2006 infatti avete registrato il concerto di Viarigi (AT) del 29 luglio poi diventato un vostro cd\dvd intitolato Live For Africa, c'è un motivo particolare per aver scelto di ricordare in maniera particolare proprio quella serata?
(risponde Bruno) Abbiamo ricordato quella serata perché è riuscita bene in tutto. Il concerto è stato bellissimo, c'era tanta gente. Inoltre avevamo ottenuto un'ottima registrazione audio e video, grazie ai nostri amici e collaboratori che ho il piacere di ricordare: Andrea Di Bartolo per tutte le nostre riprese video, Giancarlo Fracasso per l'audio e Claudio Barberis per le fotografie.
(risponde Fabio) Innanzi tutto non ci capita spesso di fare live così lunghi e già solo questo era un buon motivo, poi c'era l' occasione di registrare i pezzi nuovi e quelli vecchi con la voce di Andrea, dando finalmente un netto taglio al passato!!!!
(risponde Simone) Uno dei motivi in particolare è stata la collaborazione con gli Anicè che propongono musica e balli tipici di alcune popolazioni dell'Africa…. Dato che noi portiamo avanti un discorso di beneficenza e dato che abbiamo suonato "Africa" insieme a loro, registrare sia un CD che un DVD è stato un buon motivo per coronare la serata…..
(risponde aNDRea) Viarigi è un graziosissimo paese immerso tra le colline del Monferrato; è il paese dov'è nato e dove vive Bruno (il bassista) ed è popolato da tanta bellissima gente. A me piace un sacco Viarigi!E' un paese che riserva ai Roccaforte un'accoglienza molto calorosa, e poi, siccome il concerto è stato fatto anche a scopo benefico, abbiam pensato il giorno stesso di fare il CD e il DVD con l'aiuto prezioso di Andrea e di Giancarlo.
■7. Il dvd di Live For Africa è anche un' iniziativa per la beneficenza, voi avete scelto di focalizzarvi sul Kenya e più precisamente su Ester Nioki. Cosa si può aggiungere su questo vostro progetto?
(risponde Bruno) Questo progetto è una realizzazione finale di alcuni viaggi che ho fatto in Africa (Kenya, Tanzania, Tunisia) e quindi l'avvicinamento a popoli straordinari che mi hanno lasciato un segno profondo. Il progetto nasce con appoggio ad una missione che si trova ad Embu in Kenya la quale ci ha messo in contatto con Ester. Un aspetto positivo è il filo diretto che ci collega a questa missione perché le persone che organizzano e che portano avanti con successo quest'aiuto sono nostre amiche.. Insomma, non ci sono enti o associazioni nel mezzo e quindi è tutto pultito e trasparente. Ho scritto "Africa", pezzo che riporta le esperienze di questi miei viaggi.
(risponde Fabio) E' molto emozionante per ognuno di noi 5 vedere arrivare lettere, foto e quant'altro ci mostri l'affetto di Ester ed i suoi miglioramenti!!!! abbiamo voluto dare un contributo nel nostro piccolo e siamo felici che anche altre persone ci abbiano seguito!!!!
(risponde Simone) Io aggiungerei il fatto che siamo riusciti a fare beneficenza divertendoci a suonare in mezzo ai nostri amici. Direi che è il massimo…..
(risponde Massimiliano) La certezza che i soldi ricavati vanno effettivamente a destinazione e non persi nelle tasche di qualcuno… vogliamo vedere Ester camminare senza stampelle
■8. Per Volontà Del Re sarà il vostro secondo album studio previsto per il 2007, si prospetta un album di intenso rock a giudicare dai brani inseriti in anteprima nel vostro Live, quale maturazione sentite di aver raggiunto con questo nuovo album?
(risponde Bruno) Per volontà del Re è il frutto di un lungo lavoro alla ricerca di un sound sempre immaginato e sempre cercato ma per vari motivi mai raggiunto. Con questo album abbiamo ottenuto al massimo le nostre aspettative ed ogni pezzo ci piace e ci convince sempre più. Ultimamente abbiamo avuto anche dei riscontri gratificanti in esibizioni live e ciò conferma le nostre sensazioni.
(risponde Fabio) Sicuramente il fatto di averlo composto tutto da soli miscelando gli stili musicali di ognuno è il motivo per cui quest'album suonerà sicuramente più cattivo, vario e tecnicamente migliore, anche perchè negli anni si migliora sempre! (speriamo!!!)
(risponde Simone) Più che maturazione io la definirei evoluzione…… Questo 2° album suonerà molto più "rock" del 1° e ciò è avvenuto in maniera spontanea anche spinti dalla voce di Andrea. Si sa che la voce in una canzone "guida" parecchio ma è stato tutto spontaneo e, per quanto mi riguarda, questo è il nostro genere!!!
(risponde Massimiliano) Ovviamente col passare del tempo migliora la nostra sintonia musicale e la ricerca di nuovi suoni che faranno del nuovo album già molto atteso, un prodotto un po'più aggressivo senza modificare però lo stile inconfondibile del gruppo.
(risponde aNDRea) Io non finisco mai di imparare cose nuove. I suoni dei nuovi pezzi mi sembrano molto più duri e molto più rock, come ha notato la nostra attenta intervistatrice. Non è semplice registrare un Album e in modo particolare quando cerchi di fare un buon lavoro con la minima spesa. Penso comunque che un anno di prove e concerti mi sia servito per migliorare un po' la "tecnica". Poi… cavolo!E' la prima volta che mi ritrovo a registrare un Album. Ho ancora tanta strada da fare prima di maturare un po'. Ora mi sento un acerbo musicista pieno di voglia ed entusiasmo!
■9. Facendo un discorso in generale, la vostra band che come molte altre milita nell'underground musicale autoprodotto: curate personalmente il vostro status artistico, le elaborazioni al computer, la grafica e il management. Ma il vostro dinamismo organizzativo ha mai preso in considerazione la possibilità di entrare a far parte di un etichetta?
(risponde Bruno) Fino ad oggi quello che mancava, secondo noi, era l'esperienza di un mondo live: sapersi muovere su un palco, saper gestire gli imprevisti, saper trasmettere delle emozioni a chi ti ascolta e ti vede; insomma ci mancavano tutte quelle cose che abbiamo scoperto e migliorato nelle nostre 50 esibizioni dal vivo degl'ultimi 15 mesi! Oggi, con il nuovo CD , stiamo pensando ad una produzione e ad una etichetta. Non sarà facile, ma crediamo molto nel Nostro Lavoro.
(risponde Fabio) Stiamo varando alcune possibilità che ci sono fortunatamente state offerte, non escludiamo la cosa ma dobbiamo stare attenti ai vari "squali" che popolano l'ambiente ed anche al fatto di cercare persone ed etichette che non cerchino di snaturarci musicalmente!
(risponde Simone) Bè certo! Penso sia un po' il sogno comune a centinaia di altre band come noi…… Vedremo cosa ci riserverà il futuro !!!
(risponde Massimiliano) Si certo… ed ora aspettiamo che un etichetta prenda in considerazione di scritturarci :- )
(risponde aNDRea) Ogni giorno si spera di entrare a far parte di un'etichetta, soprattutto quando i soldi scarseggiano e per produrre e diffondere un CD ne servono tantissimi. Per il momento qui non ci possiamo lamentare: prima che arrivassi io, Bruno era il grafico, manager, promoter ecc… ora è ancora tutto questo, però almeno con la grafica gli do una mano, poi c'è Fabio che oltre ad essere (secondo me) uno straordinario chitarrista, sa anche usare alla grande il PC per elaborare i suoni e Simo pure e il Billy è sempre tanto stanco ^_^ ma anche lui fa la sua parte. L'album "Parole Mai Dette" è completamente autoprodotto, dalla registrazione alla grafica!
Ora però cerchiamo una registrazione più professionale e ci stiamo affidando ad un buon fonico che in passato ha già collaborato con nomi importanti del panorama musicale italiano ed inoltre cercheremo di inserire, con arrangiamenti, i suoni di alcuni musicisti amici; tutto per fare un ulteriore salto di qualità.