postato da GroudyBlue [Chiara Marra] alle ore 22:40
25/09/2007
Finndsc? Talmente difficile da trovare, talmente raro - e non saprei quasi il perché visto che è prodotto da Blue Note - al punto tale da diventare per me una leggenda metropolitana, poi, finalmente, dopo 5 anni di ricerca sono riuscita a trovarlo qui in Italia dopo una lunga ma vana genoana tra siti di file sharing legali e music shops on line. Finiti i preamboli veniamo a noi, di cosa si tratta?
Album sottile, sopraffino, ma di un gradino sbavato prima di diventare eccelso.
Prendete una sonorità di jazz, anzi di nu - jazz sottile in stile downtempo/chillout con tanto di flicorni in sottofondo con un eleganza fusion e un tocco qua e là di hip hop orientato verso la vecchia concezione r'n b. Il risultato è la riscrittura della pista poco battuta del jazz finlandese messa a punto da DJ Slow e Tapani Rinnie, il primo è un DJ, l'altro un secondo sassofonista e clarinettista della scuola jazzista finlandese: è così che nasce il duo Showhill, che nel 2002 debutta con questo album che riscrive una nuova concezione di jazz senza seguire il gusto da dance floor tanto assaporato dalla Blue Note ai tempi di St Germain o Nicola Conte o ancora dei Us3 ai tempi del rap di Cantaloop (Flip Fantasia).
Gli Slowhill propongono un lounge tutto d'ascolto: un' atmosfera generalmente suggestiva e pacata in sonorità accattivanti come quelle di Slowjazz e Fishbass Fusion che in un brano come Super Blue che ammicca a quel sound di Moby ai tempi di Play per poi planare sui fiati sottili, quasi alla Miles Davis di Positive in cui fa il suo esordio un po' di hip hop, che per la verità, diventa man mano troppo pesante per un album di questa portata fino a diventare un deterrente all'integrità del fascino dell'album che da un'ampolla di sound tutto nordico, rischia di diventare un americanata e da qui il declino raggiunge il suo apice in Just A Phrase, canzone agli antipodi dei buoni propositi di Tapani Rinnie che con il suo ritmo troppo,davvero troppo calcato nel rap è riuscito ad accaparrarsi u posto nel cofanetto di Blue Note - A Story Of Jazz Vol.2, tracciando un'immagine degli Slowhill alquanto deformata. Peccato perché, ritornando a Finndisc, quel pathos musicale che si respira nelle perle disseminate alla fine del disco come Valo, un po' alla Saro Cosentino e con una punta ragionevole di screech, si perdono in un bicchiere d'acqua.
Insomma, quello di Rinnie era davvero un ottimo progetto, ma il suo collega avrebbe fatto bene a calare un po' la testa nel suo enfatico mondo da DJ. Ma a quanto pare, la lezione è stata compresa, il loro album successivo, Fennika (2005) si è spostato verso un sentore di elettronica sottile mescolato ad un impeccabile jazz in sessione fiato, almeno per quanto riguarda i samples di quest'album che per il momento riesco a trovare in giro sul web nella speranza di non impiegare un'eternità per rintracciare anche quest'album: intanto fatevi un giro sul loro profilo di MySpace per capire di che pasta sono fatti, buone vibrazioni, li trovate qui http://www.myspace.com/slowhill
In conclusione come giudicare quest'album? Il suo lato jazz/fusion che ne fa un biglietto da visita magnetico. ha un fascino incantatore senza precedenti, ma quel suo senso di trasgressione da DJ proprio non si scioglie… Fennika, Fennika, Fennika! Ricercate quest'album per goderveli al meglio.
►TRACKLIST
1. Slowjazz
2. Super Blue
3. Positive
4. Fish Fusion
5. Just A Phrase
6. Valo
7. Yesterday Star
8. Small Stone
9. Fragonardo
10. Song For Eetu
►DISCOGRAFIA
Finndisk ( EMI/BLUE NOTE, 2002)
Fennika (EMI/BLUE NOTE, 2005)
Permalink ?
commenti ?
commenti (popup)
categoria :
elettronica, rap , downtempo, > slowhill