Ma che ben vengano questi dieci dipinti olio su tela che compongono il booklet del CD (uno per ogni traccia del disco) realizzato da un songwriter - visual artist come Tom Baxter. Ma il problema è un altro, recensire Skybounds? Disco ordinato e anche con un certo piglio con il suo gusto da breve ma eclettico alla ricerca del suo sound vitale. Il filo portante è un risvolto da piano man, il sapore va dal latin jazz più puntiglioso e roboante ad un germe post rock. Tom Baxter riesce a strappare l'attenzione per quella sua vezzeggiante connotazione vocale simile al Jeff Buckley più sbiadito (intendiamoci quindi, niente paragoni con una Mojo Pin!).
Ma Skybounds ha un che di controverso nel cuore.E' un po' come prendersi in giro e prendere in giro la musica. E' un bacio che tendi a rifiutare. Bello una voltamagari,ma poi comincia ad avere quel senso di appiccicaticcio del troppo copia e incolla.
Pianoforte e jazz, ma è solo il simulacro di una session di musicisti (non resterebbe che ringraziare il virtuosismo tutto fare di Danny Keane),Baxter è un chitarrista, punto e basta e tutto rischia di franare in un amalgamazione troppo fuori contesto. Baxter comunque, parliamone, salviamo il salvabile: ragazzo dell'alternative londinese che con un EP dopo l'altro nel 2004 aveva conquistato tiepidamente la Sony con Feather and Stone e che ora se ne torna nell'indie alla Sylvan Records.
Ma che aria tira in questo disco?
Stringendo i denti per eliminare questa sottolineatura da spirito truffaldino, cosa rimane? Rimane un disco che, nero su bianco è da ascolto, piacevole,senza eccedere, quello che si direbbe…un "prodotto" alla mercé del galateo del suono dilatato,pacato,soffice,ovattato.
E' un micromondo in acustica, la tendenza latina ma cangiante del jazz la pone come bandiera all'entrée dell'album con Night Like This tra movenze ascendenti e d'attesa fino a esplodere in Skybound con quel jazz che potrebbe quasi strappartela una simpatia per questo o quell'artista Blue Note,ma non lo fai perché non gli perdoni l'arcano e c'è questo eco fastidioso da vezzeggio di un pallone gonfiato (è proprio così che siamo costretti a dire?)
Per chi cerca la remota somiglianza con il cantante di Grace, ci pensano brani andanti al pianoforte in forma ovattata come Better che,insieme a Miracle fanno un po' giustizia al viso senza trucco di Baxter che forse, scevro dai suoi preziosismi avrebbe potuto ricavarne in qualità: albeggia purezza e intimismo anche se il riscatto deve ancora far strada per arrivare.Un disco piacevole da ascoltare come sfondo, una miscellanea di down tempo al pianoforte (felpato ma non elegante) e una batteria soffusa, cose cosi. Testi da adolescente alla scoperta dell'amore, un tentativo di scrivere l'amore supremo,ma è figlio della sua età. Forse, troverà la sua strada sulla strada appena iniziata dei brani dall'atmosfera pacata e meditabonda dalle movenze semi elettroniche e di un appartato post rock come in Icarus Wings, ma il gioco per non confondersi tra mille è duro.
La piacevolezza di un album non si respira attraverso una saggia miscela chimica di un po' di roba buona messa insieme,sorry. Ci vuole animo.2008 - Sylvian Records
►TRACKLIST1. Night Like This
2. Skybound
3. Better
4. Tell Her Today
5. Miracle
6. Last Shot
7. Tragic
8. Half a Man
9. Icarus Wings
10. Light Me Up
Feather and Stone, (Sony, 2004)
Skybound, 2006 (Sylvian Records,2008)
http://www.tombaxter.com/
http://www.myspace.com/tomba xter