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Stile eterogeneo e consapevole.
L’ep I Capelli Raccolti Di Annes (2009) è una manciata in pillole di belle Canzoni, una landa di idee chiare e ben congeniate: ci trasporta nell’universo dei siracusani Froben all’insegna di un’amalgama in un acqua cheta piano rock fortemente cangiante, sapore di ballad, post rock, iniziazione al noise. Un mealting che richiama, almeno sul piano musicale fascinazioni più disparate, dai Coldplay old style dei crepuscoli di Yellow in creolo con Radiohead al secolo di Ok Computer, il Cristiano Godano più denso nonché un gusto ad un sempre più apprezzato Paolo Benvegnù, di cui sono stati anche band supporter. Il gusto testuale è tutto da scoprire,un solco personale da cantautorato fluido: semplici ma efficaci in uno stile pieno di carattere e stilizzato in un suono puro senza estetismi di contorno,tutta sostanza, ora romantico con I Capelli Raccolti Di Annes, brano che tra l’altro vede la partecipazione del bravo VeiveCura, più ampli: la radiofonica Perdo Sangue orgogliosamente indie e granitica sulla scia di La Tua Idea, in quel mood alla Benvegnù con quel tono d’originalità in più che da anche consistenza ad un drum and bass dal retrogusto melanconico che, con la sua meditata visual- elettroacustica, giunge alla creazione di un effetto post rock cristallino. Un sound pulito che in tutte le chiavi interpretative di questo mini album con molto su cui riflettere gustosamente, districa orizzonti
Ottima meta musicale,conscia di un lavoro ben fatto, un piccolo scrigno, talvolta art rock, di una sound poliglotta, avvolto in una chimica nuova di abbinamenti dal sapore un po’ nordico,un po’ internazional-iperboreo, tanto personale.
Avanti così Froben! E tra gli ascoltatori d’eccezione, anche la “cantantessa” Carmen Consoli, che li ha voluti in un sodalizio con l’etichetta Due Punti Records…
TRACKLIST
I Capelli Raccolti Di Annes
Perdo Sangue
La Tua Idea
In Silenzio
I FROBEN SONO
Stefano Ali' (voce - chitarre),
Andrea Ali' (basso,sintetizzatore,rumori)
Valerio Vittoria (chitarra)
Francesco Vittoria (chitarra)
Roberto Cappellani (drums)
INTERVISTA ( con Stefano Alì)

1.Partiamo dalla ricerca del vostro sound, in studio il piano rock è quasi sempre in primo piano, elemento, quello del pianoforte che nei vostri live sostituite da un mood acustico di chitarre. Come si reinventano i Froben in queste due anime sonore?
La risposta e' semplice,pur amando alla follia il suono e il ruolo del piano all'interno del nostro progetto,non abbiamo un pianista nella band..veniamo aiutati da un nostro amico Salvo Minnella sound engineer nello studio in cui registriamo e cantante dei Posh,altra realtà siracusana,mentre Davide Iacono in arte veiveCura altro amico e artista modicano ha creato e suonato la linea di piano in "i capelli raccolti di annes".Per quanto riguarda i live..cerchiamo come hai ben detto di ricreare il tutto aggiungendo linee di chitarre elettriche ed acustiche,cercando di far sentire il meno possibile la mancanza di un pianoforte..(almeno ci proviamo..).
2. Coldplay, Radiohead, Marlene Kuntz, nella filigrana della vostra musica traspaiono queste e altre influenze rock – alternative, una fascinazione in cui anche Paolo Benvegnù ha un forte ruolo e nella vostra biografia si scopriamo che siete stati anche supporter di questo cantautore, come è stata questa esperienza?
Amiamo le band che hai citato e' inutile negarlo...anche se per quanto mi riguarda il mio modo di scrivere e creare e' ben lontano da queste realtà ma piuttosto vicino ad uno stile più italiano e cantautorale.Ecco Benvegnu' e' più sulle mie corde..(prendendo le giuste distanze..eheh),abbiamo aperto diversi suoi concerti in Sicilia e devo dire che oltre ad essere una splendida persona attualmente in Italia e' uno dei più grandi.Comunque… si,e' stata un’ esperienza stimolante
3.Siracusa come Catania è sempre stato un denso laboratorio musicale, non vi manca l’esperienza dell’esportazione tra Sanremo Rock e i Tim Tour. Come si sono evoluti musicalmente i Froben con il loro bagaglio di esperienze fuori dalla Sicilia?
Sanremo rock e il Tim-tour sono state delle ottime esperienze senza alcun dubbio...anche se in pratica per una band servono a ben poco;voglio dire..sono delle manifestazioni create per far passare un certo tipo di musica e soprattutto determinate band già consapevoli a mio parere di salire sul podio...e poi e' successo tanto tempo fa'. Attualmente la Sicilia ed in particolare Siracusa pur essendo ottimi laboratori musicali offrono quasi niente; e' la solita storia,ottime band che non trovano spazio per affermarsi..mancano strutture e delle vere etichette per emergere. Si...si riesce a suonare,ma purtroppo finisce tutto lì. Bisognerebbe oltrepassare lo stretto..ed e' quello che stiamo cercando di fare noi insieme a Carmelo Amenta altra valida realtà tutta siracusana.
4.E ritornando in “Trinacria”, non si può non citare la vostra collaborazione con la Due Parole Records ,etichetta indipendente fondata da Carmen Consoli e Maurizio Nicotra, un label sperimentale che di solito è legato in modo particolare alla musica folk, genere che si distacca dalla vostra ricerca…
La collaborazione con la Due Parole records e' stata molto eccitante,lavorare con Carmen e Maurizio ci ha reso più maturi dal punto di vista professionale..si lavorava bene..e' solo che col tempo il modo differente di vedere la musica ci ha allontanati..restano comunque degli ottimi ricordi.
5.Nel vostro ep omonimo, il brano dal risvolto post rock I Capelli Raccolti Di Annes è frutto di una featuring con VeiveCura. Un nuovo tragitto artistico, come è nata questa ricerca?
"I capelli raccolti di annes" e' nata da una linea melodica di piano eseguito e creato da Davide Iacono "veiveCura"...ci ha talmente conquistati che in poche ore ho scritto il testo,ed il giorno dopo e' venuto fuori l'arrangiamento. Tutto molto istintivo,una magica e bella collaborazione.
6.E dopo questo slancio, è già in porto l’idea di un full lengh o di nuovi progetti futuri?
Progetti futuri...cercare un etichetta che ci sostenga, suonare parecchio in giro,speriamo anche fuori dalla nostra amata terra e soprattutto creare contatti umani e musicali..secondo noi quello che veramente conta.
LINK
http://www.rockit.it/froben

Impossibile sporcare la musica de Il Cielo Di Bagdad con una recensione,una didascalia,una razionalità piena: ostina la sua purezza,così come nasce spazzando via ogni concetto << dopo attimi di silenzii sguardi,parole non dette ci ritroviamo a farci cullare dalla nostra musica in modo naturale senza prefissarci alcun obiettivo>> mi dice il chitarrista-bassista Nicola Mottola. Si inaugura così un'apostrofo nei solchi della musica underground in Campania. Il Cielo Di Bagdad nasce nel 2006 ad Aversa (in provincia di Caserta) ricreando una nuova formula musicale cominciata al secolo del progetto dei Mezzaria. 
Si scrive sull'acqua, questo EP " Manca Solo La Neve"(2006): un foglio bianco a cui aggrappare chiunque a suo modo, un fotogramma universale pieno e scevro. Un'ascensione,una catarsi melodica: un suono ampio, dilatato. Malinconia e romanticismo. Un senso strumentale che toglie le parole: ne rimangono solo un paio "senza peso" e "Scusi,come si diventa poeti?".
E' una marea melodica che semplicisticamente potrebbe cadere in un universo post rock ma è più post del post rock, oltre i Sigur Ros per il senso albeggiante, oltre i Mogwai da cui si inglobano quelle distorsioni lievi delle macchine,ma è un verticalismo da tormento ed estasi singolare, una perla rara: più dei Giardini Di Mirò, più di un Tom Yorke a occhi chiusi. Diremmo "indie music" dicendo tutto ma senza dire niente.
Amano il pianoforte e i carillons, le atmosfere sottili da down tempo, un senso avant garde in cui tutto tace e tutto esplode: << oggi siamo tutti in guerra c'é chi fa la guerra chi al denaro chi al potere....siamo tutti in guerra...Bagdad è la metafora di questi anni di guerra,In quei giorni cercavamo un nome con un orizzonte lontano, con una sua natura precisa, con dei contrasti interni che ci ispirassero speranza, leggerezza, un cielo aperto dove potessero aleggiare suoni morbidi ed esplosioni rabbiose ed eccolo qui il cielo di bagdad. La neve...è la ricerca della bellezza del bianco,del senza peso,dobbiamo tutti cercare la bellezza.>>
Se fossero un'immagine queste sette tracce dell'album, sapientemente avvolto in un fiore di loto da cartoncino riciclato con l'artwork di Alessio Nunzi (www.dral.net), sarebbero corse al rallentatore, i titoli dei brani, parole naif per creare scene da film,parabole ancestrali.
Spopolano su MySpace con la loro fortunata homepage di oltre 7.000 contatti: Bisogna ascoltarlo questo crepuscolo,questo limine sacrale per comprenderlo in pieno, così alto e plumbeo, pacato e imminente.
Tutto si inaugura con Valentine Part 1: rimiscenze finemente sinfoniche, crepuscoli da distorsori remoti fino ad incrociare le note del pianoforte di uno struggente Giovanni Costanzo in quegli accordi che diventano una sorta di leit motiv che diventa iper intimista in brani come Apice e Tre (Tre Ragioni Evidenti) e Come Piume.
Una simbiosi come in un corpo solo, Giovanni,Nicola,Luca.
Un fiocco di neve.
Una mareggiata fuori dal mondo.
Una folgorazione dolcissima.
Ascoltateli.
â–ºTRACKLIST
1. Valentine part 1
2. Laura E Il Suo Gatto
3. Apice
4. Tre (tre ragioni evidenti)
5.Today Is A New Day
6.Come Piume
7. Valentine part 2
â–ºDISCOGRAFIA
Essere Normale (2004)
Manca Solo La Neve (2006)
Export For Malinconique (2008)
â–ºLINKS
www.ilcielodibagdad.it
www.myspace.com/ilcielodibaghdad
â–ºIL CIELO DI BAGDAD:
Giovanni Costanzo (piano,sinth,macchine,voce)
Nicola Mottola (chitarre,macchine,basso)
Luca Buscema ( batteria,drum machine)

Sono i pionieri italiani dell'indie/post rock e il loro tratto artistico dal sapore internazionale lo dimostra. I Giardini di Mirò (Cavriago, Reggio Emilia) insieme dal 1996, sono artefici di una ricerca sonora prossima allo stile di Mogwai, Arab Strap e Godspeed You! Black Emperor senza disdegnare alcuni cenni distintivi tipicamente noti dalle movenze alternative dei Radiohead al tempo di The Bend e dei Sigur Ròs.
Catarsi sonora, un'elettronica limpida che mescola elettricità ad una leggera brezza di strumenti classici sono i loro biglietti da visita.
Nella loro carriera, Punk... Not Diet! (2003), il loro secondo full lenght è un album pragmatico: gioca ancora un lieve senso di frammentazione e di senso acerbo ma la tecnica si fa già strada.
Sull'introduzione della voce calda di Ronnie James su The Much Static For A Beguine, Punk…Not Diet! si apre su un contesto pacato e in slow motion che rende l'album una suite musicale soffusamente elettrica: lunghe intro strumentali e una voce, quella di Corrado Nuccini, vagamente simile al più languido dei Billy Corgan senza spigolature forzate, dirige il viaggio dei Giardini Di Mirò in un tappeto musicale in sottovoce che, con la maestosa ed elegante apertura di The Swimming Season non rinuncia ad una session di fiati tra clarino e sax sottilissimi. 
Album magnetico e ben congeniato gioca molto su un contest di chitarre elettriche dal sapore avant garde che a tratti è quasi death: ottimamente messo in mostra da un sapore centralizzato che si concede anche brani totalmente strumentali come Connecting To The Machine Life in un'apoteosi di 8 minuti tra ansia e rasserenamento.
Ottimo poi, per quanto riguarda i testi, la loro ricerca tra enigma e simbolismo che portano l'album su un indirizzo etereo e sospeso.
Da segnalare anche il loro diffuso sfondo ambient che poi riesce a creare anche tonalità più oscuranti come Once Again A Fond Farawell con effetti ascendenti gradanti in stile Idioteque.
Ai Giardini di Mirò di certo la versatilità melodica non manca: sono all'ordine della loro interpretazione, cambiamenti di stile a metà di un pezzo. Tutto avviene in maniera pacata per un album d'ascolto tutto da gustare.
Ovattato, sognante e perfettamente nitido e scandito, Punk…Not Diet è un esperienza musicale, che non raggiunge ancora la perfezione ma che regala un'emozione sonora davvero alta, anche se non sempre al primo ascolto.
ASSOLUTAMENTE DA PROVARE!
â–º.I GIARDINI DI MIRO' SONO
Corrado Nuccini - voce e chitarra elettrica
Jukka Reverberi - voce e chitarra elettrica
Luca Di Mira - tastiera
Mirko Venturelli - basso elettrico
Francesco Donadello - batteria
â–ºDISCOGRAFIA ESSENZIALE
2001 - Rise And Fall Of Academic Drifting (Homesleep)
2003 - Punk... Not Diet! (Homesleep/2nd rec)
2007 - Dividing Opinions (Homesleep/2nd rec)
â–ºLINK
www.giardinidimiro.com
www.punknotdiet.com
www.myspace/giardinidimiro