postato da GroudyBlue [Chiara Marra] alle ore 11:27
26/07/2009

In un monolocale di Milano vive sottovuoto un uomo, non biondo e non alto. E’ Andrea Miranda e quando un musicista napoletano refrigera il suo sound nasce una chimica strana e brillante. Intelligente, anche con quel timbro provinciale di carattere verace, ma elegante come cantautore e universale nello sguardo testuale.

Vocecevò è il suo full lenght autoprodotto ma con tutti gli attributi del caso.
Uno degli album meglio riusciti nelle trame del sottobosco che ho sentito negli ultimi anni, devo dire.

Cantautore versatile tra narrazioni, giochi di parole ad effetto, anima folk più arcaica
e tradizionale e anima rock moderna, auto ironica. Artista sempre a caccia di ‘ situation’ da raccontare, tutto all’insegna del groove. Il carattere napoletano di canzoni dialettali e non, eguaglia uno spirito brioso che tra tarante e tarantelle maschera sotto il groove più trascinante anche canzoni di attuale denuncia. Eclettico, e forse anche per questo fruibile non solo alla sua etichetta da made in Campania ma aperto a contaminazioni intriganti, anche del sound internazionale. Ottima infatti l’amalgama di una line up della sua band davvero strepitosa, uno su tutti Andrea Sosto (chitarre – tastiere – basso)

Musical box l’universo di Vocecevò, non traducibile in un linguaggio diverso da ciò che è. L’Ascolto dunque è d’obbligo, date un’occhiata alle tracce dell’album interamente disponibile su Rockit in formato streaming: ed è scaricabile e acquistabile in formato cd sul sito uffiicale .

Cerchiamo di farne un breve sunto: poche le influenze prese tout court da altri artisti, ineffabile. C’è un po’ in un aerosol casuale un’ infarinatura dai fratelli Bennato, e per il sound etnico e per la ricerca della “trama” di ogni testo in giochi di scrittura tanto articolati quanto d’espressione di getto, qualche rivolo rarefatto alla Marco Parente in versione e un timbro alla Battisti molto sud. Carattere, originalità istrionica sono gli ingredienti principali con una bella mediterraneità universale.

Chitarre ovunque, bella copertina il rock del brano di apertura Corde Vocali con lungimiranti strutture sonore. Pascalone ‘e Nola è una storia di provincia, una cronaca resa al popolo, un ritratto di una Gomorra in musica che sottolinea la capacità di creare una “short story” nei testi, vero gioiello del disco tanto eterogeneo negli argomenti tanto ricco di collante che lega insieme tutti i fili più disparati.

Dalla ricerca della musica popolare, Andrea Miranda non dimentica il polistrumentismo della tradizione folk del sud, pienamente godibile in Sicchietto, brano folk che è tutto una festa con una buona dose interpretativa di teatro fatto canzone. Un vero contenitore variopinto questo disco di 11 brani sempre vigile senza bridge e ritmi rallentati. Gran bella pagina rock per la cangiante C’èddio, brano che affronta in modo spigliato e artistico una carrellata teologica di Dio, dèi, divinità laici e atei dalla politica alle favolistiche tradizioni di ogni cultura tra Iside, Odino e Gesù in un affresco di credenze. Brano tra i meglio riusciti del disco.
Auto ironia in un brano come Tube Di Falloppio, tentativo di una canzone d’amore alternativa limpida e dalla bella vocalità, lì dove un po’ s’avverte questo timbro alla Marco Parente e sempre sulla scia del rock più condensato, parte Mela, un brano riflessivo sui veleni dispersi nell’ambiente “ma non tanto appena appena/ nel rispetto della norma sotto il tetto stabilito” che fanno del risvolto civile di questo disco un grande occhio sul mondo che sa osservare da un angolatura profonda e particolare ma sempre nel segno di un viatico leggiadro di una musicalità gradevole e trascinante così come fa il ritmo di Bastoncino, un brano da tradizione che in realtà denuncia il mondo delle molestie sessuali sui ragazzi…
Molto Bionda è un brano autoctono milanese, tra via Torino e i tram, brano d’amore anti-romantico ed entusiasmante… Guglielmina è invece un piano rock arso e desolato, una storia di perdizione e diseredati.

Irriverente disco dance e vena sinthy per Punto E Accapo, il vademecum di come si scrive una poesia. Finale a sorpresa con Andrew Miranda, brano freak tra blues e scherzoso manierismo da song writer all’americana dalla voce rauca.

IN CONCLUSIONE

Bel disco, proprio bello. Energico e disparato, per tutti i gusti. I link ce li avete, ascoltatelo subito.

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categoria : musica, folk, rock, demo, cantautori, etno music, sotto i riflettori, canzoni di denuncia, debutti, > andrea miranda

postato da GroudyBlue [Chiara Marra] alle ore 10:29
21/06/2006

I No Parking Zone sono un gruppo rap dell’underground tra Ferrara e Rovigo: chi ha già sentito parlare di loro non può che conoscere  la loro graffiante firma contro la società massificata, un concetto altamente assimilato nei loro due passati  full lenght ufficiali inclini al rap melodico.

 

Con il loro nuovo disco Libertà Di Rima è impossibile non notare il tratteggio marcato della loro  maturazione: c’è un rap più studiato e un dosaggio melodico più importante incline ad un sapore elettronico realizzato chirurgicamente tra mixer ed effetti sonori.

Stavolta tutto si fonda su un progetto di cooperazione artistica: i ruoli tra i membri della band si scambiano  e affiancano da brano a brano tra testi e ideazione dell’impianto sonoro.

 

Se prima Tm ricopriva in veste unica il ruolo di vocalist creatore dei testi, ora lo asseconda anche il fido collega alla tastiera, Raptus, mentre per la progettazione del sound tutto il trio dei No Parking Zone si mette in discussione, ma la nota energizzante di maggiore intensità non può che andare al supervisore ufficiale DjNakki6.

Altra nota importante è la presenza di collaborazioni artistiche una con "Strawberry", una vocalist che firma l’inciso del brano Ombra e l'altra con "Max" che partecipa con la sua chitarra distorta in Mostrami La Faccia e suona la melodia di Ombra.

 

► L’ALBUM IN GENERALE

 

Alla base di Libertà Di Rima (uscito ufficialmente il 2 Giugno 2006) c’è un messaggio non banale che fa di quest’album un concept album in senso lato. Questa volta i No Parking Zone amano le contraddizioni, ecco perché il titolo autoreferenziale di Libertà Di Rima s’impone nettamente con l’idea della copertina che raffigura un corridoio del ghetto di Mathausen con la sua ombra di rievocazioni al tempo dell’Olocausto.

 

Tutto prende dunque forma sulla contraddizione del mondo: il rap è un messaggio, ma, l’indifferenza della società non è in grado di riceverlo: i No Parking Zone fanno musica per sensibilizzare il mondo, ma il mondo li schiaccia con il loro essere underground, eppure, a costo di far recepire il messaggio, i NPZ tentano il sentiero di un album totalmente costruito su un disco in italiano evitando qualsiasi contaminazione con fraseggi e strofe in inglese su cui tanto avevano investito in precedenza.

 

► LIBERTA’ DI RIMA VISTO DA VICINO

 

Lo scenario di questo pacchetto di dodici brani, s’inaugura con la breve  skit Segreteria  tutt’altro che autoreferenziale: amara autoironia e senso ipocrita della superficialità si fondano per dare vita ad un messaggio di segreteria telefonica offensivo e diffamante nei confronti della musica dei No Parking Zone.

È un breve inciso, ma nasconde in se tutto il peso dell’incomunicabilità e dell’indifferenza ma, non facciamone un dramma,però:  quando queste situazioni si fanno vive, comincia la rabbia e la voglia di giustizia che sono le armi del rap e del suo sound.

 

Ecco che allora l’album si apre ufficialmente con Graffiti, brano sapientemente costruito tra mixer e testo che si dispiega come una denuncia alla confusione della società e alla critica indiretta di due città come Rovigo e Ferrara che non cambiano mai ma anche delle diverse società che si contrappongono per la loro diversa livellatura dei problemi: un argomento che richiama il tema di copertina: gli orrori di Mathausen di cui spesso la gente ignora l’esistenza standosene ovattato nella propria serenità.

 

Basta questo brano per trarre considerazioni su questo status attuale dei No Parking Zone: il loro rap ha un punto di partenza, ma il tema si allarga e si dispiega da una situazione individuale allo sfondo della società. Tutto diventa insieme, tutto diventa una traiettoria in crescendo.

 

Riguardo allo stile del sound, paragoni non ce ne sono: il rap non può avere canoni preposti e quindi, le orme dei No Parking Zone seguono la loro rotta.

 

Si prosegue con Nuovi Orizzonti ( No Parking Zone Go!): un brano denso, dalle pulsazioni rap serrate e metropolitane inclini alla descrizione di un viaggio verso una società più grande e più vera in cui non manca il gusto sempre perenne delle esperienze autobiografiche.

 

On This City, invece, un brano dalle voci pitchate, cioè stridule, quasi in stile “cartone animato”, un’idea totalmente costruita d Tm su un testo che somiglia ad una filastrocca.

 La città è sempre il tema ricorrente e lo stesso punti di partenza e il concetto è quello di  "lanciare bombe su questa città", una metafora per indicare il bombardamento di rime per risvegliare un mondo grigio e ingiusto


Il brano successivo è Bombz tombz, una traccia pungente che discrimina a colpi di screech  tutti i clichè volgari e sempliciotti della società cosi come succede in La Bella Gente Se Ne Va In Disco, un brano volutamente pìù patinato e leggero dal sapore  sinthy che richiama gli esempi passati del sound dei No Parking Zone  e denuncia la musica di plastica somministrata alle masse .

 

Con Appuntamento Con Il Destino, parte però uno sfondo dai contenuti più esistenziali e riflessivi che culminano in quella che anche i No Parking Zone considerano come la vera e propria perla, si tratta di Ombra, un brano melodico che alterna la voce rappata d Tm a quella dolce femminile di Strawberry e Max alle tastiere. È un brano pacato,altamente lirico e malinconico che mira alla meditazione  scaturita dal viaggio Raptus a Mathausen a di tutta l’inutilità della guerra. È uno di quei brani scrittoi con impegno accentuando quello che in passato era il concetto del brano Let Flow Your Life.

 

Il sound del rap in chiave elettronica riprende il suo corso, anche se dopo Ombra si concede un'altra anomalia, si tratta di Mostrami La  Faccia, un brano influenzato da una chiara influenza hard rock dettata dalla collaborazione di Max alla chitarra elettrica in un messaggio ispirato ai fatti di cronaca che rivelano il lato oscuro della cattiveria delle persone che emerge inaspettato e dei falsi eroi del mondo mediatico.

 

È poi il turno di Knife, un rap supersonico e velenoso che dà una risposta anticonformista allo spirito dello skit introduttivo di Segreteria continuando con il rap “grezzo” dell’esordio di Ci Siamo Dentro

 

Ed ecco, il brano di chiusura, si tratta di L’Altro Mondo, il vero e proprio biglietto da visita per etichettare i NPZ come “figli dell’altro mondo” privi della massificazione dettata dai media: non essere massificati è un percorso tutto in salita, ma a chi ha il rap nel sangue ama le sfide…

 

► IN CONCLUSIONE

 

Libertà Di Rima dimostra di essere un lavoro ambizioso e intelligentemente costruito su un livello musicale che non dispiacerà nemmeno ai non puristi del genere rap. I messaggi dell’album, si adattano al concetto di crociata della massificazione avvezza a molti e il tappeto melodico rivela un senso articolato davvero interessante eventualmente orecchiabile anche a livello radiofonico ma sicuramente interessante per la sua costruzione ritmica che risulta subito gustosa.

È un rap da prendere sicuramente in considerazione… se non siete massificati e stregati dagli stereotipi dei falsi déi dei mass media, vuol dire che Libertà Di Rima potrebbe fare al caso vostro…

 

► TRACKLIST

 

1.  Segreteria (skit)

2.  Graffiti

3.  Nuovi orizzonti (No Parking Zone Go!)
4.  On this city
5.  Bombz tombz
6.  La bella gente va in disco
7.  Appuntamento con il Destino
8.  Ombra
9.  Mostrami la faccia
10.  Knife
11.  Ci siamo dentro
12.  L'altro mondo

 

VISITA IL SITO UFFICIALE  

 

► SCARICA GLI MP3 SU:

 

http://www.cantine.org/mp3.php?page=23&order=2&type=asc&prec=2

http://www.musicity.org/emergenti/band.php?id=849

 

 

► I NO PARKING ZONE SONO:

 

Tm

Raptus

DjNakki6

 

LA MIA INTERVISTA AI NO PARKING ZONE

 

Ecco il mio confronto su Libertà Di Rima con Tm e Raptus alla scoperta di retroscena e approfondmenti di quest’album.

(da sinistra) Tm e Raptus

 

1.Nello skit del brano  Segreteria, scimmiottate la vostra musica con l’imitazione delle voci di chi non ma la vostra musica e non lo fa senza graffiare  : si tratta di piccoli produttori discografici, ragazzine, gente massificata, superficiale e scandalizzabile, si può dire che lo stesso assetto torna anche nella canzone Knife. Nella realtà usano davvero gli stessi toni per giudicarvi?

 

TM: No, ad essere sinceri non abbiamo mai ricevuto commenti con quei toni così espliciti e offensivi, ma penso che a volte una “non considerazione” sia peggio di un insulto.

La skit quindi è pura ironia, un ipotizzare cosa possa succedere, oppure cosa la gente che ci ha sentito può pensare di noi senza avercelo mai detto in faccia.

Il concetto è pure ricorrente nel brano “Knife”, sì, per indicare un momento di rabbia verso chi commenta senza un briciolo di umiltà.

 

2.Dai tempi dei vostri album di prova e dei vostri full lenght, Libertà Di Rima dimostra una vena molto più matura e ricca di nuove sperimentazioni e mixaggi articolati che hanno conferito al vostro rap melodico una vena ormai incline all’elettronica. Come nasce questa tendenza e soprattutto un gruppo come il vostro che fa musica rap come fa a crescere artisticamente se il rap non s’insegna?

 

TM: Fare “rap melodico” equivale fare rap con l’aggiunta di una variabile che può assumere molte caratteristiche.

Abbiamo previsto questo nostro ricercare nuovi stili, che non sapevamo quali sarebbero diventati, forse verso il rock o l’elettronica (alcuni brani sono poi sia l’uno che l’altra) e abbiamo fatto quello che ci siamo sentiti.

Per il miglioramento nei mixaggi non posso fare altro che ringraziare DjNakki6, che ci ha dato quella “marcia in più” che personalmente cercavo.

Artisticamente siamo quindi cresciuti da noi, sentendo altri artisti rap di vario tipo ma senza i consigli e l’appoggio di nessun altro.

 

3.Questa volta avete scelto di curare un album interamente in italiano, perché?

 

TM: Qualche brano in questo album era previsto anche in inglese, ma l’abbiamo accantonato per il grande lavoro di adattamento alla melodia che la lingua straniera richiede, per il fatto di dedicarci a migliorare il nostro stile in italiano e perché purtroppo rappare in un’altra lingua non dà l’impatto immediato con le nostre idee a chi ci ascolta.

Per questo molti addirittura hanno detto di aver saltato le canzoni in inglese, ascoltando i nostri precedenti CD.

 

4.Ferrara e Rovigo, le vostre città, sono uno dei temi ricorrenti nei vostri testi in tema di massificazione. Eppure, anche qui siete riusciti a trovarvi un briciolo di emancipazione per spingervi verso la vostra immersione nel rap. Come è nato questo stimolo?

 

TM: Lo stimolo è nato prima cercando un genere interessante, che possa parlare alla gente, poi prendendolo come un qualcosa di diverso dalla massa.

Più la massa spinge, più senti la forza di “ritagliarti” un percorso alternativo, sperando che magari qualcuno ne sia interessato.

 

5.In quest’album i No Parking Zone vivono in simbiosi scambiandosi i ruoli: Tm, Raptus e DjNakki6, ognuno di voi si alterna nella scrittura dei brani e nell’arrangiamento dei testi. Come funziona il vostro equilibrio?

 

TM: È tutto fondamentalmente libero… chi ha un’idea la propone e ne decide lui stesso l’uso più consono.

Avrei accettato anche se uno di noi fosse venuto con un qualcosa che avesse prodotto, registrato e mixato interamente da solo (come ho fatto io in alcune tracce dei nostri CD), perché la libertà di espressione è una cosa positiva e mi incuriosisce pure, ma si registrava a casa mia e quindi tutto passava da tutti noi.

 

6.L’artwork della vostra copertina parla chiaro: un’immagine tratta dal ghetto di Mathausen e un titolo contraddittorio, Libertà Di Rima. Si intuisce lo spirito della vostra musica che vorrebbe urlare al mondo ma che rimane sommersa. Ma parliamone di Mathausen: questa è stata la meta di un viaggio di Raptus che dimostra chiari riferimenti all’olocausto all’interno dei suoi testi.

Cosa ti ha maggiormente colpito per dare sfogo alla sua sensibilità creativa?

 

RAPTUS: L'indifferenza.

La completa inutilità di tutte quelle situazioni, soprattutto pensando che a qualche centinaio di chilometri noi non sapevamo manco potesse esistere un posto del genere.

La gente, dove viviamo noi, è totalmente indifferente a tutto quello che è successo in passato, ignora dal profondo quei posti, la carica emotiva che emanano e i tanti ricordi che possiedono...si, credo che la cosa che mi ha colpito di più sia  stata proprio questa...è come se la società moderna volesse farci credere che sono passati secoli da allora, mentre in realtà fatti del genere accadono e sono accaduti fin pochi anni fa, mentre tutti se ne fregano.

 

7.In questa ricerca si può dire che Ombra sia uno dei brani più profondi,più riusciti e musicalmente anomali all’interno dell’album, un po’ come fu in passato a grandi linee  per Let Flow Your Life. Cosa si può aggiungere in proposito?

 

RAPTUS: Beh, Ombra è nata per colmare, anzi per sostituire il progetto  iniziale della canzone  “Let Flow Your Life”...diciamo che Ombra è figlia di  quel brano ed è sicuramente l'opera che avevo in mente.

 

8.Ombra è anche il brano che da spazio a due piccole featuring: quella della cantante Strawberry e quella di Max alle tastiere, come nasce questo appoggio artistico?

 

RAPTUS: Nasce dalla necessità di voler esprimere al massimo le nostre potenzialità tecniche per rendere l'atmosfera di quella canzone nel migliore dei modi...abbiamo coinvolto persone molto interessate alla nostra musica, delle quali mi ritengo molto soddisfatto. Mi fa ancora ridere quando penso  al momento in cui sono andato a provare la melodia a casa di un'amica di Max...vedere la sua faccia sorpresa dopo pochi attimi di musica è stato per me il massimo!

 

9.Nei vostri testi ritorna spesso la figura dei graffiti, un sinonimo della street culture a cui spesso il rap fa riferimento. Voi come vi ponete di fronte ai paradigmi del rap (abbigliamento,break dance, free style…) ?

 

TM: Non essendo puristi, ci limitiamo a vedere ed ammirare questi paradigmi della cultura di strada, citandoli nei brani e osservandoli in tutte le sue forme.

La strada si può vivere in molti modi e non è sempre detto che chi non pratica queste culture ne sia totalmente estraneo.

 

10. Parliamo più in generale del mondo rap: in Italia sembra che qualcosa stia cominciando ad emergere dall’underground, volendo citare qualche esempio si cominciano a scoprire i nomi di Fabri Fibra e Mondo Marcio. Cosa ne pensate? Le cose cominciano a girare oppure si tratta di una chimera dell’industria commerciale delle case discografiche ?

 

Domanda davvero ricca… ho visto pure io con una nota di piacere questo fenomeno, anche se restano i dubbi: Mondo Marcio ha avuto un underground brevissimo e rischia di copiare troppo dalla cultura rap americana (già in declino da molto, per quanto ne penso io), nulla da discutere sul suo talento precoce che lo ha subito fatto emergere, che potrebbe sfruttare ancora di più.

Fabri Fibra invece è attivo nell’underground da anni e se si sentono i suoi primi lavori non si direbbe siano l’ideale per un pubblico vasto.

Amo in quei vecchi brani il suo minimalismo, la sua comicità con punte di riflessione, che lo rendono apprezzabile dagli appassionati come un quadro di arte astratta, che non si sa esattamente il perché, ma dà emozioni.

Poi, con il disco “Mr. Simpatia”, che l’ha reso più conosciuto, ha cambiato un po’ le idee, puntando su un essere cattivo e violento gratuitamente nei testi.

L’ultimo singolo mi piace, ma non rispecchia certo le sue radici stilistiche ed è quindi cambiato per “accontentare” le masse, con un sound più diretto.

Questo è più male che bene… Fibra ha un passato (che pare abbia rinnegato) pieno di gente che ha come lui dedicato la propria vita al rap, e che probabilmente non diventerà mai famosa perché è rimasta sul proprio stile.

Con questo voglio dire che questi due nomi apparsi non sono da vedere come perfette chimere, ma come gente che magari da chimera si sta travestendo.

Alla fine è sempre meglio di chi come chimera ci è nato e basta.

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categoria : musica, interviste, artisti autoprodotti, canzoni di denuncia, concept album, > no parking zone, rap elettronico

postato da GroudyBlue [Chiara Marra] alle ore 23:03
18/08/2005

 

 

Via la massificazione, via le frasi di circostanza, via le frasi false e le censure: per loro non c'è posto dove fermarsi nel parcheggio musicale dei No Parking Zone con la loro musica che sgomma andando controcorrente per combattere una crociata a favore di chi la pensa con la propria testa.
Nelle loro vene scorre un sound che quasi non si riesce a definire: in grandi linee, può sembrare qualcosa di molto simile al rap melodico, ma interpretato in tutte le sue forme, ora energico e battagliero, ora orecchiabile e ora introspettivo.
Se andare controvento significa evitare la musica patinata e commerciale, i No Parking Zone lo fanno e come: la loro è una carriera basata sull'autoproduzione nata tra Tm ( rapper e testi), Raptus (tastiera e testi) e DjNakki6 (mixer e testi) che scivola tra Ferrara e Rovigo.

► NPZ: UN ASSAGGIO SUL WEB

Senza dimenticare il loro sito ufficiale http://utenti.lycos.it/sitonpz/ e la presenza del leader della band su Ciao.it ( si tratta di Tm_NPZ) è possibile scaricare gratuitamente i file di alcune delle loro canzoni ai seguenti URL:

http://www.cantine.org/canzoni.php?no_parking_zone

http://www.vitaminic.it/cgi-php/src_eng.php3?text=no+parking+zone+&what=ALL&where=ALL

Ecco un' anticipazione.

♪ ____________ SPONSOR_____________ (3.31 min)

Sponsor, questo è un vero e proprio inno della band contro il mondo di plastica: in pratica, questa canzone è il loro biglietto da visita, l'unica pubblicità a cui i No Parking Zone fanno affidamento: niente pubblicitari, campagne di marketing o altra falsa persuasione. E sulle note di un rap veloce e a volte rude si nasconde il messaggio importante del non farsi massificare.

♪ ______ FUCKING DOUBLE DATER ______ (2.51 min)

Come Sponsor ma in modo più ritmato e lento, scorre tra un testo in inglese, ancora una volta dedicato alla condizione dello stare contro. In sottofondo c'è un gioco tra scratch, effetti di puro rap e percussioni davvero imponenti e ben costruite . Si tratta di una canzone storica del gruppo, la ex Take Your Love Out Of The WEB che si riferisce chiaramente alle varie situazioni di falsi sentimenti che può scatenare Internet…. E quindi, un altro duello contro i falsi miti dei media si compie.

♪ ______ LET FLOW YOUR LIFE______ (3.55 min)

Tutt'altra cosa è la storia di Let Flow Your Life: una canzone profonda, quasi una ballad: si parla di vite, si tira un bilancio tra un senso malinconico, tra sconfitte e realtà, tra un'unione di frasi cantate in inglese e di rap in italiano melodico e intimista.

♪ ___________ FAGGOTZ ____________ ( 2.16 min)

Non temete se tutto ciò sembra avere un che di "commerciale", se le sonorità di Faggotz nascono da un campionamento dei Madasun di glam rap: la voce di Tm sarà pronta a dimostrarvelo con un nuovo messaggio tutto da scoprire.

Come si può notare, quello dei No Parking Zone è quello che davvero dovrebbe rappresentare l'anima del vero rap, oggi altamente depistata dal grandi mostri discografici dell'industria musicale.

Il rap, quello primordiale è fatto di intelligenza,idee precise dal pensiero scomodo, sono questo i No Parking Zone, e l'effetto non vi deluderà…

► I NO PARKING ZONE VISTI DA VICINO

■ TM

TM (Mirco T.) nasce il 9 giugno del 1984 in provincia di Ferrara.
Nel 1999 forma il gruppo Band24 ( http://digilander.libero.it/Band24 ). la loro ricerca musicale era fondata su una miscellanea comica di dialoghi demenziali e canzoni rap

Nel 2001, Tm cerca di entrare a far parte del gruppo di un altro componente dei No Parking Zone, si tratta di Raptus ( al secolo MadMaXa, tastierista dei Raptus) ma lo stile troppo commerciale con cui questa band si esprimeva deluderà lo spirito alternativo di Tm che tornerà per la sua strada

Ma sciolti i Band 24 e i Raptus, i due torneranno a confrontarsi e da questa sinergia finalmente positiva, ne nascerà un rap che denuncia i luoghi comuni e le falsità
malgrado Tm sia ufficialmente il compositore dei testi, molte sonorità presenti nel loro primo album ufficiale, Da Serious Demo ( 2004) molti accorgimenti sonori saranno realizzati da lui.

■ RAPTUS

MadMaXa nella sua vecchia band e Matteo nella vita, nasce il 13 luglio del 1984 in provincia di Rovigo.
Nel 1993 iniziò la sua carriera musicale come cantante nel gruppo del cugino (Enrico S) dal nome R&F. Nel 1996 inizia a comporre basi musicali all'interno del gruppo, diventando così tastierista.
Gli R&F si sciolsero nel 1999 e MadMaXa passò ad un gruppo più commerciale (i Raptus),
ma nel 2002 dopo essersi accorto che si trattava solo di una cover band lasciò il gruppo per orientarsi verso qualcosa di più alternativo e nello stesso anno, Mad decise di passare finalmente ad un genere meno commerciale e che sapesse esprimere meglio il suo stile; si trattava appunto dei No Parking Zone che fondò con l'amico TM.
Nei NPZ si fa chiamare "Raptus" (come ricordo del vecchio gruppo) ed è tastierista e compositore dei testi e delle melodie che spesso si lasciano levigare da una dolcezza poetica che spesso ricamano passate vicende autobiografiche non sempre felici .

■ DJNAKKIK6

DjNakki6 (Davide) nasce il 3 dicembre 1984 in provincia di Rovigo.ha frequentato per quattro anni corsi di pianoforte e canto per poi abbandonarli.È l'ultimo acquisto della band dei No Parking Zone. Entra a far parte della band nel 2003 tramite l'amicizia alle scuole superiori con Raptus e TM e il suo compito è quello di sviluppare al meglio la qualità del suono sperimentando nuove strade da percorrere (effetti di scratch in testa) senza rinunciare ad essere la seconda voce del gruppo

A partire dal 2005 comincerà ad occuparsi anche delle registrazioni delle canzoni dei NPZ con la sua 'sala di registrazione' Studio22 Twisted_Branch

■ CESKA

Degna di nota, anche se ormai rappresenta una meteora del gruppo è Ceska, la ex voce bianca del gruppo: Ceska (Francesca) nasce l'8 gennaio 1987 in provincia di Rovigo.
Ex corista di musica sacra, si unisce ai NPZ sfogando la sua ribellione ma pur sempre conservando la limpidezza della sua voce che in verità sembro inadeguata e troppo triste per il contesto dei No Parking Zone, motivo per cui, lasciò la sua band poco dopo la realizzazione del primo album di prova L'Eterna Notte Della Strada (2003. MT Records)

► DISCOGRAFIA

Dal 2003 al 2005 i No Parking Zone hanno realizzato 4 lavori in studio, in maniera effettiva si tratta di due albums di prova (L'Eterna Notte Della Strada e The Double Date)seguiti poi da dischi ufficiali ( Da Serious Demo e No Parking Zone) in cui molte delle loro vecchie canzoni sono state rimasterizzate in una resa sonora ottimizzata.

Ecco dunque le generalità dei loro due albums effettivi.

■ DA SERIOUS DEMO (3 Luglio 2004)

L'idea della realizzazione di questo album si ha già poche settimane dopo l'uscita del secondo lavoro di prova ricco di idee ma anche di critiche.

Con questa sorta input, la band decide di creare qualcosa di serio che potesse raggiungere il giusto livello di attenzione, un 'demo serio' come recita il titolo dell'album.

Grazie all'amico BAZ, alcune tracce dei NPZ sono state riprese e a loro è stato conferito un nuovo splendore: si tratta di Love On The WEB ( FuckinDouble Dater) e di Cattivi.
ma certo non mancano nuove tracce che TM decise di aggiungere realizzando un album di 9 canzoni.

■ NO PARKING ZONE (29 Gennaio 2005 )

Questo album omonimo dei NPZ è da loro stessi definito come "il CD con le basi più orecchiabili e commerciali".
Ciò vuol dire che questo è un album che ha una sua unità sonora che lascia poco spazio alle sonorità sparse che c'erano in Da Serious Demo. In più tra le novità peculiari c'è la presenza del nuovo stile di Raptus che utilizza per la prima volta il sequencer, i sintetizzatori e gli effetti mentre Tm migliora le parti delle canzoni in italiano

■ ■ ■ ■ SPECIALE NO PARKING ZONE: LE INTERVISTE DI GROUDY:BLUE ■ ■ ■ ■

► CHIARA MARRA INTERVISTA TM DEI NO PARKING ZONE



♫ PARTE I - LE GENERALITA' SU NPZ E DINTORNI ♫

■ 1. Dunque Tm, tu che in questa intervista sei il portavoce dei No Parking Zone, come definiresti il taglio della vostra musica?

Innanzitutto la nostra musica proviene dai nostri stati d'animo; questo si nota soprattutto nei testi, composti solitamente dopo che uno di noi ha proposto una base... alcuni testi sono più riflessivi e provengono da situazioni personali di stallo o di poca fortuna, altri più dinamici e possiamo dire acidi; personalmente sono quelli che preferisco, sia per il coinvolgimento di chi magari può sentire, sia appunto per il fatto che sono scritti in situazioni personali migliori, quando si ha "più voglia di combattere" e, perché no, di osare.

Cerchiamo però di entrare nella dimensione di chi ascolta, non parlando solo di noi, ma pure di cose attuali e alla portata di tutti.

■ 2. Essere contro le regole della musica commerciale, è uno dei vostri punti chiave, ma come si può dunque definire il sapore del vostro sound?

Il nostro genere musicale è un problema; non amiamo essere troppo "catalogati", ma, almeno sul genere prodotto, è una cosa che vorremmo.

Quando mi viene domandato lo stile, rispondo che facciamo "rap melodico", perché ha molti elementi legati al rap, ma è un qualcosa di meno vincolato ad esso.

Ne esce il fatto che, come è già successo, pubblicando i nostri lavori sul WEB in siti di "puristi" del genere rap, riceviamo commenti poco edificanti.

Questo perché non seguiamo appunto i clichè della categoria… fosse per me faremmo rap purissimo (personalmente ascolto artisti come fu il grande Joe Cassano e tutto l'underground italiano), ma devo anche accontentare gli amici, venendo ad un compromesso per tutti.

Ovviamente questo genere mi piace e non poco, anche se spero in un prossimo futuro possa rendersi ancora più "grintoso" come piace a me.

■ 3. Essere autoprodotti e far sentire la propria voce è una grande sfida con il mondo, come nascono le registrazioni delle vostre tracce audio?

Per quanto riguarda le registrazioni di brani e di albums, solitamente non andiamo mai in studio.

Le uniche volte che ci siamo andati è stato per registrare alcune tracce di "Da serious Demo" (il nostro primo album "ufficiale"); quello studio di registrazione è di un mio amico davvero pratico nel campo musicale e lì abbiamo imparato molte tecniche al riguardo.

L'ultimo album è invece stato registrato totalmente in camera mia; sarà buffo ma è così; avendo qualche mezzo è risultato inutile scomodare studi di registrazione e, inoltre, gestendo tutto noi stessi, possiamo usare le tecniche che vogliamo e avere il controllo totale dei nostri lavori.

Più "autoproduzione" di così…

Ovviamente, l'unica pecca è che la qualità di registrazione non è ottima.

Non produciamo musica con l'intenzione di diventare "famosi", certo, chi non ha mai sognato almeno una volta di essere conosciuto da tutti e passare in ogni radio e TV musicale? Non è però quello il nostro scopo; il nostro scopo sarebbe almeno diventare "conosciuti" tra chi ci possa apprezzare e, soprattutto, mandare messaggi a chi ci ascolta, mostrando altri punti di vista.

Almeno per me, essere qui è già un bel piccolo traguardo.

■ 4. Nel suo piccolo per farsi conoscere, qualche serata dal vivo è sempre qualcosa, cosa mi dici in proposito?

Ci eravamo messi al lavoro per una serata dal vivo, ma, vista la particolarità del genere, non è facile trovare locali disposti e soprattutto, la gente giusta in grado di organizzarci; al momento quindi ci limitiamo a farci sentire tramite le registrazioni.

Nelle nostre zone (viviamo e frequentiamo tra Rovigo e Ferrara) la musica emergente vive un periodo "nerissimo"; praticamente ne esiste poca e in quella poca che c'è, non c'è nulla di osato.

Frequentando feste e locali, si sentono prevalentemente cover-bands, che sono bravissime ma ideologicamente non trasmettono messaggi.

I pochi gruppi che producono musica propria sono prevalentemente sullo stile rock; trovo davvero triste frequentare decine di locali e sentire sempre musica dello stesso stampo.

■ 5. L'underground è dunque una materia a voi abbastanza nota in tutti i suoi aspetti, cosa consigliereste allora ai vostri 'colleghi' del genere?

Ai gruppi che vogliono emergere o anche solo "fare da sé" (come noi) consiglierei, al di là della qualità musicale, di non farsi influenzare e lavorare senza paura esponendo i propri pensieri.

Personalmente, la cosa che amo dei gruppi emergenti o poco famosi è la loro sincerità e il loro coraggio, ma, soprattutto, il loro poco rispetto delle regole musicali che bloccano solo la creatività.

♫ PARTE II - QUALCHE APPROFONDIMENTO SULLA BAND ♫

■ 1. Tm,la tua vita da rapper è cominciata con i Band24 poi, è arrivato il capitolo con i NPZ prima con due album di prova e poi con due lavori ufficiali.

A livello artistico, cos'è cambiato per te in queste tre tappe fondamentali?

E' cambiato un po' di tutto e non è facile definirlo... con la Band 24 è stato un lavoro breve e i piccoli testi che scrivevo erano solo tentativi, nei primi due albums di prova con i NPZ ero un po' "forzato" nella produzione, perchè mi venivano prodotte certe melodie che non si prestavano proprio ad uno stile verso il rap, mentre negli ultimi due lavori la cosa è migliorata; con l'uso maggiore dell'elettronica tutto è diventato manipolabile... le basi sono migliorate così come i miei testi. Diciamo che nel mio "livello artistico" sono stati i mezzi disponibili che hanno fatto la differenza; le idee le ho sempre avute e sono sempre passato da testi "meditati" a testi più diretti, già dalla Band24 ai primi lavori con i NPZ.

■ 2. L'intesa per la creazione delle vostre canzoni nasce dalle tue idee per i testi e dalle basi musicali di MadMaXa. Tutto questo avviene con rituali precisi?

No, nulla di particolare... i primi tempi (durante i due albums di prova) io componevo un testo, così, senza sentire nessuna base musicale e poco tempo dopo lo presentavo a MadMaXa (che ora si fa chiamare "Raptus"), il quale aveva già qualche base fatta e provavamo ad adattarla appunto con il mio testo. il più delle volte il tutto non ci stava male. Adesso, però, preferisco avere la melodia sotto mano e da quella ricavare il testo; solo così si possono ipotizzare in anticipo alcune idee e innovazioni. Ultimamente compongono basi sia Raptus che DjNakki6, quindi loro mi passano piccoli demo e, nel caso il testo tocca a me (cosa decisa da chi compone la base) ne inizio la stesura.

■ 3. E DjNakki6 cosa fa di preciso?

DjNakki6 compone basi, è la seconda voce nelle songs e
qualche volta ci aiuta a scrivere testi. Ultimamente, nei lavori che stiamo provando ad intraprendere, si è pure rivelato piuttosto abile nel mixare le canzoni una volta ultimate. Penso che questo ruolo gli toccherà spesso perchè pure gli piace. In sostanza, tutti facciamo tutto... è un gruppo libero in fatto di ruoli, che possono variare da canzone a canzone.

■ 4. Let Flow Your Life è per voi una canzone particolare: intensa, introspettiva, parla di illusioni e di sconfitte… voi la definite la migliore traccia dei No Parking Zone, c'è un significato particolare che vi lega a lei?

Beh, la base è una delle migliori che Raptus ha realizzato finora, inoltre ho cercato appunto di scrivere un testo in inglese che come contenuti si adattasse alla serietà della melodia... scritto in un momento un po' "vuoto" di vita... mi sono detto: "devo farlo bene altrimenti rischierei di abbassare il valore della canzone". Personalmente, la parte in inglese mi pare ben riuscita e ben rimata, la parte in italiano (scritta da Raptus e rappata da DjNakki6) è ben riuscita pure essa. A quella canzone quindi ci lega la sua buona realizzazione e appunto i suoi contenuti che vengono dal profondo... una traccia che, se sentita bene, anche nelle parti in inglese, fa meditare.

■ 5. Il rap non si insegna, il rap nasce da dentro, tu come hai fatto a trovare la tua dimensione in questo genere musicale?

Sinceramente non lo so, ho notato passione per questo tipo di musica e ho pensato che un genere con elementi rap è l'ideale per spiegare cosa non va bene o cosa ci delude nel mondo attuale. il resto è poi uscito da sè; se una cosa non la si sente o non si è proprio convinti ad intraprenderla, è dura che escano risultati.

■ 6. Il vostro rap è qualcosa di anticonformista: vuole essere contro la massificazione in un mondo in cui per la maggior parte, tutto tende ad essere piatto e ripetitivo, nella vostra realtà, allora, come fate voi NPZ a indirizzare i messaggi delle vostre canzoni verso chi ascolta?

Eheh... bisognerebbe che i messaggi delle nostre canzoni si facessero spazio "a pugni" come appunto è l' indole di "Sponsor"... noi comunque mettiamo i nostri brani in circolo, quello che succede, succede. Sarà buffo ma ho notato che ultimamente molte persone che ascoltano i nostri pezzi fanno più o meno parte di quel mondo "massificato". Spesso mi chiedo perchè la tipologia di gente cui andiamo contro, talvolta ci ascolta... sarà per sfida? Perchè non hanno capito chi sono loro stessi? O semplicemente perchè vogliono vedere un altro "punto di vista"? è un fatto davvero interessante...

■ 7. Ma dimmi un po', se essere autoprodotti vuol dire rimane nell'underground e appartenere ad una major è troppo commerciale, quale sarebbe un buon punto di mezzo favorevole per fare musica?

Domanda difficile... è anche uno dei motivi per cui non sognerei mai troppa fama, la cosa ideale sarebbe una major "conosciuta" ma non famosa, che lasci libertà all'artista. Come dici tu, appunto, è necessario un "punto di mezzo"; qui in Italia penso sia l'unica alternativa possibile all'essere ignoti o all'essere famosi ma iper-strumentalizzati dai media.

■ 8. Un obiettivo futuro da poter realizzare per i NPZ?

Mi basta che in futuro sempre più gente apprezzi i messaggi delle nostre canzoni

■ 9. Per far crescere la vostra fama, vi aiuta l'appoggio sul web che avete con Vitaminic?

Per parlare bene o male di un certo servizio WEB, ci vuole la sede adatta... in generale penso che comunque i servizi su Internet per band emergenti siano utili e inutili a seconda dei casi: utili perchè fanno conoscere gli artisti a chi ne è interessato e magari a qualche discografico, inutili perchè avendo un numero spropositato di gruppi al loro interno, rischiano di abbassare di valore il tutto, creando magari alcuni gruppi che diventano l'underground dell'underground…
 
 

 

 

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categoria : musica, interviste, demo, artisti autoprodotti, rap melodico, canzoni di denuncia, > no parking zone