postato da GroudyBlue [Chiara Marra] alle ore 21:43
25/11/2006

" Non sono Gilgamesh e nemmeno Ulisse,
non dall'Oriente, dove il tempo è una miniera di polvere,
né dall' Occidente dove il tempo è ferro arrugginito .
Ma dove vado? E cosa farò se dicessi:
<<La poesia è il mio Paese e l'Amore il mio cammino>>.
Così risiedo viaggiando,
Scolpendo la mia geografia con lo scalpello dello smarrimento.
Ed ecco la luce!
Non corre più nei passi dei bambini,
Allora perché il Sole ripete il suo volto?
Non scenderai tu pioggia
Per lavare questa volta l'utero della Terra?
La notte.
Lampi di tessuti del tempo, bruciano,
La verità si vela.
La Terra.
Sognami e dì:
<<Ovunque io vada,vedrò una poesia abbracciarmi>>
Sognami.
Veramente.
E dì allora:
<<In ogni poesia vedrò una dimora per me>>"

(Adonis, Siggil )


▬▬▬▬▬▬▬▬▬

Migranti di ieri, migranti di oggi. Italia,Mediterraneo e Medio Oriente, Occidente e Islam.

Stavolta non si tratta solo di musica e poesia cosparsa di nostalgia e popoli vicini e lontani così come da copione per quella vita artistica e biografica di Nabil Salameh.

Stavolta c'è qualcosa di insolito: tutto questo è Amara Terra Mia (2006), la chiave di volta dei Radiodervish .

Il loro nuovo progetto teatrale e musicale porta in sé la benedizione di Franco Battiato e la collaborazione dell'attore Stefano Battiston impegnato nei numerosi monologhi di cui quest'album è composto. Diciamolo pure, non è la musica la centralità di quest'album quanto il peso delle parole. Tra denuncia, grida di pace e lirismi, i
Radiodervish avanzano intelligenti citazioni letterarie e giornalistiche per chiedere in maniera non banale la cessazione del antagonismo religioso tra i culti monoteisti, la fine al fondamentalismo dei falsi dèi kamikaze e anche della denuncia ai mali del mondo nei Centri di Permanenza Temporanei (CPT), ed ecco che raffiora nella bibliografia di questa crociata di pace il citazionismo di stralci presi da "Nella Pietra E Nel Vento" di Adonis, un articolo apparso su Il Manifesto nel luglio 2005 firmato da Giovanna Boursier, "Lettera Ad Un Kamikaze" di Khaled Fouad Allam,"Nathan Il Saggio" di Gotthan Ephraim Lessing e "Modernizzare Stanca" di Sandro Cassano.

Chiamiamolo pure come un cd-reading in stile Alessandro Baricco, dove la musica, che altro non è che l'insieme di vecchi brani pop - rock arabo italiani dei Radiodervish con qualche frammento delle passate stagioni dell'ex formazione degli Al Daravish in cui si mescolano in nuovi stili sonori brani già noti a chi ha ascoltato il precedente best of -repaking In Acustico (2003) come allora, anche qui si ripropongono brani come Belzebù e Radio Dervish accanto alle riletture di Ti Protegge, Del Bene E Del Male, Fedeli D'Amore, Bombay Salam, Centro Del Mundo e Taci (nome con cui è stata battezzata la splendida Taci, Il Nemico Ti Ascolta). Semplicemente un copia incolla scontato? Aspettate per credere che sia il contrario: l'atmosfera lascia regnare la sua drammaticità e "ogni poesia torna alla sua grammatica" impastando un grande sfondo di appigli razionali ad ogni testo interpretato. La maturazione artistica si avverte e l'inclinazione al teatro ne è il sintomo. Ad evolversi è anche la consacrazione dopo una lunga carriera che li porta a firmare un contratto con il label Edel - Radiofandango, dopo la militanza con I cd de Il Manifesto e Cosmasola.


►L'INCIPIT: IL DOMENICO MODUGNO D'ARABIA

Franco Battiato da sempre amico e stimatore della band di Nabil Salameh e soci, questa volta non ha potuto fare a meno di prestare la sua collaborazione artistica arrangiando le musiche di due brani della track list di quest'album, si tratta di Amara Terra Mia e Tu Si Na Cosa Grande.
Se questi titoli vi ricordano Modugno, avete praticamente centrato il bersaglio perché si tratta proprio della rilettura di queste due canzoni storiche che, in chiave Radiodervish, tanto accomunano in tema di migrazione il sud Italia e il Medio Oriente da cui Nabil, di origini libanesi è dovuto partire.

Ad entrambi i brani spetta un posto d'élite all'interno del disco. Amara Terra Mia è presente in versione studio e in una registrazione in presa diretta tratta da "Esseri Umani In Costante Movimento" del 13 aprile 2005 a cui segue anche la traccia video con la regia di Franco Battiato.

Tu Si Na Cosa Grande, è forse il pezzo più vibrante dell'album sul piano emozionale: un delicatissimo velo intimista al pianoforte per un classico napoletano che qui intreccia la sua antica tradizione al suo "testo a fronte" in arabo.

►LO SPIRITO DELL'ALBUM

Archiviata la parentesi dedicata a Modugno, la vera natura dell'album ha inizio. gli adagi di violino sono il segno che contraddistingue l'amarezza nostalgica di questo lavoro che lascia ad un lavoro d'intermittenza tra le recitazioni di Battiston e la musica.
Sul piano musicale, c'è forse poco da dire di cui già non si sappia delle reinterpretazioni di vecchi cavalli di battaglia che comunque, nel collegamento con gli stralci recitati, svelano il loro più alto significato e tutto si ricongiunge in un filo unitario.

►LA DENUNCIA: Io Vittima del Cpt

Cpt sta per Centro di Permanenza Temporanea degli immigrati e nello specifico, qui si tratta del Cpt "Regina Pacis" di San Foca (Lecce), una sorta di Prigione di Abu Ghraib all'italiana. Qui, chi chiede asilo politico viene maltrattato amaramente. Questo dramma lo si racconta attraverso le parole di Sajad, uno studente socialista islamico del Kashmir che ha rischiato l'arresto per una manifestazione pacifista, pena 25 anni di carcere. Per lui ci sono stati i campi di prigionia, all'inizio in Libia ad Al Tawara e poi in Italia nel 2003, al Regina Pacis, dopo i 7-8 mila dollari sborsati ai trafficanti. Ma l'Italia non è il paradiso. Cos'è il Regina Pacis?
Basta frugare in giro per trovare pile e pile di dossier e news sconcertanti, una su tutte è l'arresto del ex direttore di questa prigione, don Cesare Lodeserto , condannato ad una pena di 1 anno e 4 mesi di carcere per accuse di sequestro di persona, abuso dei mezzi di correzione, violenza privata e minacce. Eppure, delle parole che sgorgano da Stefano Battiston riferite da Sajad, don Cesare non era che la persona più garbata di quell'inferno dove i muri erano sporchi di sangue " don Cesare portava caramelle e per questo chiedeva scusa" si ascolta nell'album.

Ci sarebbe tanto da indagare sugli spunti di Sajad. Il socialismo islamico,ad esempio, cos'è? Ripudia il socialismo filo-russo dell'ideologia marxista e fa del Libro Verde di Gheddafi il suo modello e forse nella nuova Libia dove non ci sono partiti politici ma una vera socialità e la partecipazione popolare è così capillare e profonda, che si può in ultima analisi considerare realizzato l'autogoverno.

Ma se il socialismo libico non è un male per i suoi cittadini per un certo socialismo, lo è di sicuro lo scandalo Italia - Libia sulla gestione dell'asilo politico e sul rimpatrio degli immigrati: "dal 2003 il governo italiano «ha finanziato la costruzione di un campo per immigrati illegali, in linea con i criteri europei, da costruire nel Nord del Paese e nella Finanziaria 2004-2005, uno stanziamento speciale è previsto per la realizzazione di altri due campi nel Sud del Paese, a Kufra e Sebha». Sempre dal 2003 l'Italia ha «finanziato un programma di voli charter per il rimpatrio di immigrati illegali dalla Libia verso i Paesi d'origine, che comporta un sostanziale contributo economico». La tabella allegata elenca 47 voli, dal 16 agosto 2003 al dicembre 2004. Per ogni volo, ci sono numero, destinazione e nazionalità dei passeggeri. In tutto 5.688 espulsi, imbarcati su aerei della Air Libya Tibesti e della Buraq Air pagati, secondo il dossier di Bruxelles, dal governo italiano. Gli immigrati sono stati riportati in Egitto, Siria, Pakistan, Niger, Nigeria, Ghana, Bangladesh, Mali, Sudan. Ma anche in Eritrea. Atterraggio ad Asmara, il 21 luglio 2004: 109 immigrati espulsi. E condannati alpeggio. Il regime di Asmara non ha mai concesso elezioni e considera tutti i suoi cittadini arruolati nella guerra latente con l'Etiopia. Chi è fuggito e ritorna, uomo o donna, viene trattato da disertore. Da anni i resoconti di Amnesty International accusano il presidente Isayas Afeworki di arresti arbitrari e torture. Per questo l'Europa concede agli eritrei il diritto a chiedere asilo. La Libia no. Pagando quel volo, l'Italia ha direttamente finanziato una grave violazione del diritto internazionale" si legge in un articolo di Fabrizio Gatti a proposito dei campi di detenzione di Gheddafi.(leggi l'articolo per intero
qui )

►LETTERA A UN KAMIKAZE: quando la guerra santa è strumentalizzazione.

L'Islam e il mondo. Eccoci al punto cruciale, se da qui Ratzinger e le sue parole a Ratisbona non hanno sortito l'effetto sperato per arrestare la morsa del falso Islam della violenza, ce la farà un portavoce musulmano a pacificare gli animi? I sedimenti letterari di Khaled Fuad Allam tratti da il suo romanzo Lettera A Un Kamikaze, sperano di poter fare di meglio: " la morte non è mai una vittoria quando trascina con sé le ombre inquiete della nostra capacità di agire" dice.

►NATHAN IL SAGGIO: Ebraismo, Islam, Cristianesimo. Qual è la vera fede?

Ci voleva Lessing per inventare una parabola morale in stile Le Mille E Una Notte: l'ebreo racconta al sultano di un uomo che aveva tre figli. com'era sempre accaduto nelle questioni di successione, al figlio a cui il padre voleva più bene veniva donato un anello che portava bnedizione e benevolenza.
Ma il padre non seppe scegliere a quale figlio donarlo, così, prima di morire, chiamò un orafo e fece fabbricare due anelli esattamente uguali al suo e così alla sua morte tutti i figli ebbero il loro anello.
Gli anelli erano talmente ben fatti che era impossibile distinguere l'originale. Ed ogni figlio non poteva dimostrare di essere in possesso dell'anello originale perché tutti e tre si sentivano figli della benevolenza paterna. Ebraismo, Islam, Cristianesimo. Qual è la vera fede? Il leit motiv è lo stesso di quello della novella, semplicemente, solo il pluralismo può spiegare la molteplicità dell'unità divina.

► ( )

…poi, ecco che tutto si ricongiunge "Sognami e dì: <<Ovunque io vada,vedrò una poesia abbracciarmi>>
Sognami.Veramente. E dì allora: <<In ogni poesia vedrò una dimora per me>>" e ogni migrante incontra di nuovo la sua dimensione e l'incantesimo tra sogno e realtà dei Radiodervish si compie.

►IL DOPPIO ALBUM: I BONUS IN DVD

Come già detto, il filmato di Amara Terra Mia firmato da Battiato ricopre la veste di fiore all'occhiello d questo progetto firmato dai Radiodervish, ma come non fare caso alla bellezza struggente e dilaniante di Gramsci E L'Hashish che collega due brani tratti dal V atto dello spettacolo Amara Terra Mia- Esseri In Costante Movimento al Teatro Kismet O.perA. di Bari dell'11 aprile 05', dove la bellissima canzone Rosa Di Turi ispirata alla Lettera Dal Carcere del !° Luglio del 1929 di Gramsci, si sposa con Dighidam: un pezzo inedito che porta i Radiodervish a cantare i dolori dei prigionieri della prigione di Dighidam a Baghdad. Per ammazzare il tempo, Gramsci osservava il ciclo delle stagioni e il ravvivarsi di una rosa che dopo la neve sarebbe fiorita
guardando fuori dalla finestra, così come, per guardare oltre, i prigionieri a Baghdad usano l'hashish per non fingere di non perdere le speranze.

►IN CONCLUSIONE

Passione, amore, trasporto, impegno: i Radiodervish giocano carte di una finezza estrema per la qualità di questo loro lavoro improntato più di tutto sul dialogo tra religioni.
Le parole, le voci…tutto si sussegue e forse scopriamo che tutto può ancora essere costruito in termini di pace. Amara Terra Mia una via del dialogo ce l'ha e la calca profondamente.

Se tutti ascoltassero questo disco, forse porteremo tutti una ricchezza in più.

Che ne dite, vale la pena provarci?

2006 - Edizioni Edel\ Radio Fandango \ Princigalli \ Cismasola\ con il patrocinio della Regione Puglia - Assessorato al Mediterraneo, Pace e Attività Culturali.


►TRACKLIST

■ CD 1

1. Amara Terra Mia (live)
2. Tu Si Na Cosa Grande
3. "Le Stelle"
4. Spirits
5. Radio Dervish
6. "Io, Vittima Del Cpt"
7. Amara Terra Mia
8. Belzebù
9. Lettera Di Un Kamikaze
10. Ti Protegge
11. Del Bene Del Male
12. Amara Terra Mia (parte 1)
13. Fedeli D'Amore
14. Amara Terra Mia (parte 2)
15. Bombay Salam
16. L'Esigenza
17. "I Giorni"
18. Centro Del Mundo
19. "Siggil"
20. Taci

■ CD 2 - DVD

Amara Terra Mia (video)

Gramsci E L'Hashish
- Lettera dal carcere 1 luglio 1929
- Rosa Di Turi
- Dighidam

► DISCOGRAFIA

Lingua Contro Lingua (1998 - DISCHI DEL MULO / POLYGRAM)
In Acustico (2001 - PRINCIGALLI PRODUZIONI/COSMASOLA)
Centro Del Mundo (2002 - COSMASOLA/IL MANIFESTO)
In Search Of Simurgh (2004 - COSMASOLA/IL MANIFESTO)
Amara Terra Mia ( 2006 - EDEL\RADIOFANDANGO\PRINCIGALLI\COSMASOLA)

► I RADIODERVISH SONO (formazione Amara Terra Mia)

Nabil Salameh - canto
Michele Lobaccaro - basso
Alessandro Pipino - tastiere, piano Wulitzer, organo Farfisa, organetto diatonico, chitarra elettrica
Anila Bodini - viola
Rita Poglionico - violino
Giovanna Buccarella - violoncello


► Visita il loro sito ufficiale:

www.radiodervish.com

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postato da GroudyBlue [Chiara Marra] alle ore 08:58
14/07/2005

 

 

 

 

Sputi, un titolo che dietro la sua semplicità nasconde una grande filosofia.

Curioso,originale e diretto.

È questo l'ennesimo risultato della creatività del teatrante Marco Paolini ceduta alla musica che ne fa partorire un progetto musicale con il trio de I Mercanti Di Liquori.

Da questo connubio non doveva che nascere un unico brano ' Song. 32' ma quando la voglia di creare comincia a 'sputare' si finisce per realizzare un album come questo qui: 15 brani in tutto tra riflessioni, sorrisi e poesie.

In questo gustosissimo
album dal punto di vista sonoro si crea una sorta di power folk che I Mercanti Di Liquore (i cui componenti sono reduci dal gruppo rock degli ZOO) hanno già nelle vene in un estro creativo che fonda un brio di suoni popolari lombardi tra fisarmonica e un forte richiamo acustico del grande De André.

Ciò che ne esce è una grande miscellanea saggiamente maturata in maniera del tutto particolare e con Marco Paolini tutto riesce a diventare ancora di più una giostra variegata.
Sputi nasce prima di tutto come un album concetto che si divide su due strade.

Il primo messaggio è dedicato alla finalità di ragionare sul bene dell'acqua: 'lo sputo' che rappresenta il 90% della superficie terrestre con quel suo essere libera e vagabonda, un bene comune come l'aria che in quanto tale dovrebbe essere garantita a tutti anche se non manca sul caso il giusto peso ai problemi ambientali.

C'è poi da prendere in considerazione una vena che mischia poesia e politica in modo sottile e burlesco ma tradotto in maniera elegante che lega filastrocche di Gianni Rodari a liriche di Dino Campana, Biagio Marin,Giacomo Novanta, Ernesto Calzavara e un pizzico di Mario Rigoni.

Dunque tante note e tanti versi fusi insieme da un mosaico riarrangiato da Marco Paolini in una retorica originale che crea narrazioni e ed effetti speciali a sorpresa in un carattere dei testi un po' alla Daniele Silvestri.

Quello che si viene dunque a creare in questo interessante progetto di Sputi è qualcosa a metà tra il teatro e la musica in veste di
sensibilizzazione e di una satira politica ben controllata. C'è musica folk lombarda ma nel contesto l'album scivola tranquillamente con grande orecchiabilità.

I testi sono molto interessanti, un vero bazar di spunti creativi che ironizzano soprattutto sugli aspetti della politica italiana dall'altezza del Duce all' imprenditoria del ' Siamo uomini o commercialisti?' passando per i grandi temi dell'inutilità della guerra e ovviamente donando un giusto peso per la vita morte e miracoli della nostra verde e inquinata acqua.

Insomma è un album che è tutto un programma che si adatta a vari livelli di lettura adatto sia a chi vuole guardare alla realtà sia a chi preferisce rimanere a sognare tra una filastrocca e l'altra e in entrambi i casi non ci si annoia davvero mai.

Dischi Mezzanima\V2 2004

TRACKLIST


Cappello
Re Federico
Parole Mate
Due Parti Di Idrogeno Per Una Di Ossigeno
La Notte Mi Par Bella
L'altissimo
Il Sergente Nella Neve
Domani È Lunedì
Mare Adriatico
Regola Acquea
Sette Fratelli
Il Prigioniero Ante
Sottovento
I Nomi Delle Stelle
Sputi

DISCOGRAFIA DI MARCO PAOLINI


ADRIATICO
TIRI IN PORTA
LIBERI TUTTI
APRILE '74 E 5
TRA UN CAMPO DI RUGBY E LA PIAZZA
STAZIONI DI TRANSITO
ALBUM DI STORIEIL RACCONTO DEL VAJONT 1956/ 9 OTTOBRE 1963
APPUNTI FORESTI
IL MILIONE QUADERNO VENEZIANO DI MARCO PAOLINI
SPUTI 

MERCANTI DI LIQUORE

visita il sito


DISCOGRAFIA

Singolo
Mai Paura
La Musica Dei Poveri
Sputi
CHE/COSA/TE/NE/FAI/DI/UN/TITOLO
 

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postato da GroudyBlue [Chiara Marra] alle ore 21:04
30/06/2005

 

Ripercorrere il viaggio dell'anello tolkeniano de Il Signore Degli Anelli sulla scia di un pianoforte?

 

Tolkeniana è quella che ci vuole: un pianista impeccabile in un viaggio surreale con la supervisione del M° Muti e con le frasi tratte dal lavoro cinematografico di P.Jackson. Nell'album si crea così una sorta di reading accompagnato dalla voce guida di Davide Perino ( doppiatore di Frodo)

LEGGI LA RECENSIONE

 

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