postato da GroudyBlue [Chiara Marra] alle ore 10:20
19/09/2008

Il progressive italiano non proprio sotto i grandi riflettori a volte nasconde esempi mirabili di talento, gli Acqua Fragile sono tra questi. Bernardo Lanzetti, il nome del vocalist dovrebbe già ricordarvi qualcosa in fatto di rock progressive: si, si tratta proprio della sua collaborazione con i PFM al secolo di Chocolate Kings.

Ma stavolta scopriamolo con gli Acqua Fragile, il suo precedente sodalizio "underground" nato nella scena parmigiana, in un ésprit creativo così dissonante e più altolocato delle sonorità italiane di quel tempo. La voce di Lanzetti ha un'improbabile somiglianza con Peter Gabriel, stento a riconoscerne la differenza per quegli acuti asprigni a cavallo di un Nursery Cryme e un Foxtrot in fragranza quasi art-rock, ma anche, perché no,c'è uno strascico alla Joe Cocker e alla Roger Chapman. Italianissimi ma internazionali gli Acqua Fragile: testi in inglese per rendere flessibili quei cori a tre voci e messaggi surreali e impegnati davvero all'avanguardia con un retrogusto sinfonico minimale che fa molto Steve Heckett per una costruzione sonora del tutto adibita a parabola genesiana ma che si ritrova anche in un impianto tastiere molto Gentle Giant.

Mass Media Stars è il piccolo capolavoro pregnante che racchiude tutto questo: piace già dalle prime note di Cosmic Mind Affairs, brano pragmatico sulla pazzia che tanto richiama qualche volteggio alla Trespass seguito da Bar Gazing, la migliore dell'album con il suo impianto da adagio tra l'acustico e lo psichedelico. Portentoso l'arpeggio prog-mediterraneo e barocco del brano Mass-Media Stars echeggiato in chiave più minimale in Coffee Song senza dimenticare un ruggito pregnante e variopinto,quello di una splendida Professor.
Album che si colloca in quel fecondo 1974, dopo un esordio non proprio col botto (ma valido da riscoprire con l'omonimo album Acqua Fragile, pubblicato dalla Numero Uno nel 73'). A capo del progetto c'erano Franz Dondi (basso), Maurizio Mori (tastiere,voce) e il chitarrista Gino Campanini (al secolo "I Moschettieri") a cui si aggiunsero il front man Bernardo Lanzetti e Pier Emilio Canavera (batteria,chitarra acustica). Il pavimento sonoro in comune era la passione per icone sonore come Jethro Tull, Gentle Giant, Genesis, Frank Zappa, Crosby, Stills, Nash Young.

L'exploit fu il tirocinio da gruppo spalla alla tournée italiana dei Rolling Stones seguita concerti in supporto a Gentle Giant, Soft Machine e Uriah Heep e a quella mannaia dal cielo della produzione dei PFM che sottolineava la loro capacità di un estro originale e anti-convezionale al panorama nazionale.

Peccato che la "requisizione"di Lanzetti nella Premiata Forneria, portò ad una catastrofica rottura del gruppo, bravo per l'impianto sonoro soprattutto per le onnipresenti tastiere di Mori, ma ormai orfano di quel talento di sregolatezza e genio visionario della mente del loro front man, inizialmente sostituito da Roby Facini (Top 4, Dik Dik), fino alla colata a picco nel 1975. E' da segnalare comunque, che nel 2006, Franz Dondi ha fondato l'Acqua Fragile Project che ripropone brani del repertorio Acqua Fragile e qualche nuovo inedito in versione demo. Magari fate un salto qui per tenervi aggiornati: http://acquafragile.altervista.org/.

Acqua Fragile, altra band anni 70' da annoverare nelle fondamentali dei solchi progressive italiani meno in luce, un mondo che davvero, ne riserva di sorprese interessanti.

1974- Ricordi

►TRACKLIST:

1.Cosmic Mind Affair
2.Bar Gazing
3.Mass-Media Stars
4.Opening Act
5.Professor
6.Coffee Song

►DISCOGRAFIA

Acqua Fragile (Numero 1,1973)
Mass Media Stars (Ricordi,1974)
Live In Emilia 1974 (1994)
Demo 2006 (Education Story, Cosmic Mind Affair, Going Out, Three Hands Man.)


►GLI ACQUA FRAGILE SONO:

■ (negli anni 70')

Bernardo Lanzetti (voce, chitarra)
Gino Campanini (chitarra, voce)
Maurizio Mori (tastiere, voce)
Franz Dondi (basso)
Pier Emilio Canavera (batteria, chitarra acustica, voce)

■ (line up attuale)

Manuel "Badu" Roncoroni (voce)
Rossella Volta (voce)
Michelangelo Ferilli (chitarre)
Alessandro Sgobbio (tastiere)
Franz Dondi (basso)
Fabio Pizzarotti (batteria) 


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postato da GroudyBlue [Chiara Marra] alle ore 09:09
02/06/2008

Davvero,ti diverte, ti aguzza.Come quel titolo "Sinfonia Per Le Scarpe Da Tennis", no anzi,molto di più. Mai come ora mi sento di dire che è divertente, è un album divertente per le sue escrescenze sonore,il suo senso cristallino, il suo prog e i suoi inserti poppeggianti (dire easy non è azzardato, ma non guasta) e qualche assolo all'Abraxas, i tappeti acustici, le sue intese d'insieme nel simposio del suono con tanto di effetti a note ampie e un po' delay.
Associa contemplazione a lieve progressione ritmica con effetti a sorpresa,album sottile e con il passo felpato: ama quasi creare,talvolta, un vago loop ambient, pur rimanendo progressive in tutta la sua essenza, ma a suo modo, senza subire le influenze di nessuno. Il sound è particolare, ha quasi una mimica gestuale nei suoni per alludere alle immagini.

Un tuffo al passato. Stiamo parlando de Il Volo, fantomatica band anni 70' del progressive rock italiani di nicchia, "semisconosciuto" a suo modo. Era il 1974, tempo fecondo per fare musica per il gusto di farlo, tanto da creare line up creata da un ensamble di musicisti di prima linea (con tanto di casa discografica Numero Uno come marchio): c'è Mauro Lavezzi (ex Camaleonti e Flora Fauna Cemento) alla chitarra , Gianni Dall'Aglio (ex-Ribelli) alla batteria, Bob Callero (ex-Duello Madre e Osage Tribe) al basso, Gabriele Lorenzi (ex-Camaleonti e Formula 3) alle tastiere, Alberto Radius (ex-Quelli e Formula 3) alla chitarra capitanati da Vince Tempera (ex-Pleasure Machine).

Poco da dire, perché è un disco che ama parlare da solo e lo fa in maniera eclatante elegante e accessibile molto più di Essere O Non Essere, secondo e ultimo album de Il Volo (forse troppo avvezzo ai tecnicismi e meno diretto).

Ma veniamo a questa piccola perla: non sembra dei suoi tempi con questo suo sound monto avanti e a tratti minimalista,colpisce questa sottigliezza progressive molto strumentale dell'ouverture su La Zanzara è un mix tra esaltazione e scorrevolezza pulita e finissima, nasce poi l'estro testuale, si approccio al descrittivo in La Mia Rivoluzione, brano con i suoi contenuti sociali, ma senza appesantire grazie a questo innato spirito fluido che rende intriganti i groove alle percussioni e gli arpeggi senza rinunciare ad un'innata propensione ad un ascolto amalgamabile da tutte le orecchie mentre Tempera diventa un patinato ed etereo storyteller acquerellato quanto graffiante.

Vera goduria in quello stile surf da suite anni 60' da riff suadenti da far tremare i polsi, ma chi preferisce i brani d'autore di certo amerà Il Canto Della Preistoria con quel tono unplugged e quel timbro alla Lucio Battisti fino ai suoi 2.30 che fanno scattare qualche effetto in più che lascia prendere forma anche alla consistenza delle tastiere di Gabriele Lorenzi (che sanno molto di rifinitura ai fine dell'album,concentrato in altre vie).

Caratteristica è Primi Respiri, con quei suoi bassi e quei suoi sintetismi ritmici tutti in crescendo fino allo showgaze tra il free jazz elettronico e una notazione alla Mogol con quel finire leggero,un po' pop di Sinfonia Delle Scarpe Da Tennis.

Gran bel disco, ama le ombreggiature, le curvature sonore, le virate e quel senso più assoluto dell'evoluzione ritmica senza refrain degna del più inventivo progressive.

Disco curioso, possente e semplice…
Sbirciarlo ne vale la pena!

1974 - Numero Uno

►TRACKLIST

1. Come Una Zanzara
2. La Mia Rivoluzione
3. Il Calore Umano
4. Il Canto Della Preistoria
5. I Primi Respiri
6. La Canzone Del Nostro Tempo
7. Sonno
8. Sinfonia Per Le Scarpe Da Tennis.

►DISCOGRAFIA

Il Volo - Numero Uno,1974
Essere O Non Essere - Numero Uno,1975
 
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categoria : musica, elettronica, sperimentazioni, cantautori, progressive rock, dal passato, debutti, > il volo, easy listening