
In un monolocale di Milano vive sottovuoto un uomo, non biondo e non alto. E’ Andrea Miranda e quando un musicista napoletano refrigera il suo sound nasce una chimica strana e brillante. Intelligente, anche con quel timbro provinciale di carattere verace, ma elegante come cantautore e universale nello sguardo testuale.
Vocecevò è il suo full lenght autoprodotto ma con tutti gli attributi del caso.
Uno degli album meglio riusciti nelle trame del sottobosco che ho sentito negli ultimi anni, devo dire.
Cantautore versatile tra narrazioni, giochi di parole ad effetto, anima folk più arcaica
e tradizionale e anima rock moderna, auto ironica. Artista sempre a caccia di ‘ situation’ da raccontare, tutto all’insegna del groove. Il carattere napoletano di canzoni dialettali e non, eguaglia uno spirito brioso che tra tarante e tarantelle maschera sotto il groove più trascinante anche canzoni di attuale denuncia. Eclettico, e forse anche per questo fruibile non solo alla sua etichetta da made in Campania ma aperto a contaminazioni intriganti, anche del sound internazionale. Ottima infatti l’amalgama di una line up della sua band davvero strepitosa, uno su tutti Andrea Sosto (chitarre – tastiere – basso)
Musical box l’universo di Vocecevò, non traducibile in un linguaggio diverso da ciò che è. L’Ascolto dunque è d’obbligo, date un’occhiata alle tracce dell’album interamente disponibile su Rockit in formato streaming: ed è scaricabile e acquistabile in formato cd sul sito uffiicale .
Cerchiamo di farne un breve sunto: poche le influenze prese tout court da altri artisti, ineffabile. C’è un po’ in un aerosol casuale un’ infarinatura dai fratelli Bennato, e per il sound etnico e per la ricerca della “trama” di ogni testo in giochi di scrittura tanto articolati quanto d’espressione di getto, qualche rivolo rarefatto alla Marco Parente in versione e un timbro alla Battisti molto sud. Carattere, originalità istrionica sono gli ingredienti principali con una bella mediterraneità universale.
Chitarre ovunque, bella copertina il rock del brano di apertura Corde Vocali con lungimiranti strutture sonore. Pascalone ‘e Nola è una storia di provincia, una cronaca resa al popolo, un ritratto di una Gomorra in musica che sottolinea la capacità di creare una “short story” nei testi, vero gioiello del disco tanto eterogeneo negli argomenti tanto ricco di collante che lega insieme tutti i fili più disparati.
Dalla ricerca della musica popolare, Andrea Miranda non dimentica il polistrumentismo della tradizione folk del sud, pienamente godibile in Sicchietto, brano folk che è tutto una festa con una buona dose interpretativa di teatro fatto canzone. Un vero contenitore variopinto questo disco di 11 brani sempre vigile senza bridge e ritmi rallentati. Gran bella pagina rock per la cangiante C’èddio, brano che affronta in modo spigliato e artistico una carrellata teologica di Dio, dèi, divinità laici e atei dalla politica alle favolistiche tradizioni di ogni cultura tra Iside, Odino e Gesù in un affresco di credenze. Brano tra i meglio riusciti del disco.
Auto ironia in un brano come Tube Di Falloppio, tentativo di una canzone d’amore alternativa limpida e dalla bella vocalità, lì dove un po’ s’avverte questo timbro alla Marco Parente e sempre sulla scia del rock più condensato, parte Mela, un brano riflessivo sui veleni dispersi nell’ambiente “ma non tanto appena appena/ nel rispetto della norma sotto il tetto stabilito” che fanno del risvolto civile di questo disco un grande occhio sul mondo che sa osservare da un angolatura profonda e particolare ma sempre nel segno di un viatico leggiadro di una musicalità gradevole e trascinante così come fa il ritmo di Bastoncino, un brano da tradizione che in realtà denuncia il mondo delle molestie sessuali sui ragazzi…
Molto Bionda è un brano autoctono milanese, tra via Torino e i tram, brano d’amore anti-romantico ed entusiasmante… Guglielmina è invece un piano rock arso e desolato, una storia di perdizione e diseredati.
Irriverente disco dance e vena sinthy per Punto E Accapo, il vademecum di come si scrive una poesia. Finale a sorpresa con Andrew Miranda, brano freak tra blues e scherzoso manierismo da song writer all’americana dalla voce rauca.
IN CONCLUSIONE
Bel disco, proprio bello. Energico e disparato, per tutti i gusti. I link ce li avete, ascoltatelo subito.

I Vidra tirano le somme della loro metamorfosi.
C’era una volta un ep, con quel nome scritto a pennarello. C’era il lungomare di Salerno e la mia intervista al duo: Giga e Frencio. Eravamo “scarti di anime perse in una quadriglia”, giusto per citare un loro verso. Tempo è passato, era il 2007, il loro sound fluttuava tra il synth-pop anni 80 di Battiato e l’indierock dei Baustelle.
Ora arriva “Conti Su Conti”, una rivisitazione del vecchio ep con una tracklist più compatta, 4 dei vecchi brani e un inedito, John Ford. Il risultato? Suono più maturo , più articolato e un’aura che ormai è un marchio di fabbrica.
L’esigenza del restyling è nata dalla voglia di dare alle nostre canzoni un sound più professionale. L’EP precedente era solo un esperimento casalingo: il materiale era interessante, ma non avevamo né i mezzi tecnici né la giusta esperienza per aspirare ad una resa efficace. – dice Frencio - Dopo 3 anni di lavoro, abbiamo deciso di rimaneggiarlo, scegliendo solo le canzoni in Italiano. L’intento era quello di valorizzare la scrittura di Giga, ma soprattutto di canalizzare le idee. Dopo un primo EP dispersivo, pieno di suggestioni sonore e riferimenti linguistici, volevamo apparire con uno stile definito e riconoscibile. “Conti su Conti” ci è servito a trovare un’identità.
La crescita è stata notevole e il merito va attribuito ad Alessandro Farace, giovane sound designer che ha curato la pre-produzione di “Conti su Conti”. Abbiamo scritto gli arrangiamenti a quattro mani, con una ricostruzione minuziosa del sound new-wave anni 80. Alessandro ha seguito personalmente anche il mixaggio del disco insieme a Fabio Calluori (fonico e chitarrista dei Nude).
Abbiamo tirato fuori un prodotto all’italiana: voce in primo piano, tutto il resto sullo sfondo.
Ci interessava valorizzare parole e melodia.
E’ un progetto musicale che in fatto di orecchiabilità non ci delude. Ed è sempre difficile essere facili, immediati, come per John Ford che con la freschezza e la limpidezza della “nuova voce” di Giga porta con sé un che di sfavillante e innovativo : Ci sono canzoni che nascono tutte d’un fiato, altre invece sono il frutto di un lavoro lunghissimo: “John Ford” rientra nel secondo caso. Il brano è nato dal collage di 4 temi diversi elaborati nell’arco di due anni.Frencio rivela: Utilizzo spesso il metodo del “taglia e incolla”: elaboro lunghi brani strumentali, poi cerco di raccogliere i passaggi migliori dell’uno e dell’altro. Questo sistema mi permette di elaborare canzoni con un alto concentrato di intuizioni melodiche, e al tempo stesso mi dà la possibilità di rendere la materia musicale molto aperta. Mi piace fare un crossover continuo tra registri stilistici.
E cosa aggiungere del testo frutto della mente di Giga che nella vita è anche poetessa?
“il frigorifero mi chiede/cosa prendere e mangiare/la televisione risponde/con un western di John Ford/ il telefono è scappato/con la lavatrice/la scrivania soffre di gravidanza isterica”. Ci dice : il testo racconta della solitudine di un uomo che immagina gli oggetti della propria casa interagire tra di loro. L’omaggio a John Ford rappresenta il mio grande amore per il Cinema.
E a tutto questo si aggiungono anche i commenti su un’esperienza importante: la partecipazione dei Vidra a San Remo Rock 2007. Un’avventura che si è trasformata in un successo. Sanremo Rock è stato il nostro battesimo musicale, il primo vero incontro con altri gruppi italiani. I due live al “People of Art”di Modena sono stati molto emozionanti. Prima di quel momento non avevamo mai fatto l’esperienza di un palcoscenico. Il salto è stato diretto: dalla stanzetta-laboratorio di Frencio a Sanremo Rock. Abbiamo rischiato ed è andata bene. Ci siamo classificati primi alle semifinali , a pari merito con i Jang Senato ( una delle realtà musicali più interessanti della penisola). In finale siamo arrivati settimi, ottenendo la pubblicazione di “Chiedi alla polvere” all’interno di una compilation distribuita su Itunes.
E sul cavallo di battaglia “Chiedi Alla Polvere viene da chiedersi, allora, se la nuova impalcatura musicale non sia nata per Sanremo Rock.
Sanremo Rock non c’entra. Prima di prepararci per Modena, stavamo già spingendo l’arrangiamento in quella direzione. La soluzione piano-voce era poco incisiva. Da mesi cercavamo di trasformare il brano in una ballata rock. Il tocco finale è stato dato da Francesco Galdieri( Moodrama) che ha curato la produzione della versione pubblicata nella compilation.
Intellettuali e solari: preparatevi ad un'elettronica italiana dai mille volti! la riflessività di Il Vanto, l'incalzante Conti Su Conti e l’oscura Origami portano in sè un eclettismo stravagante. Il loro disco lo trovate con facilità su Itunes, su Rockit, nonché a Salerno nel negozio di dischi “Disclan”. Ma in quanto a internet scoprirete che i Vidra sono onnipresenti, forse già tra i vostri contatti amici.
Si. Il popolo di Internet si sta accorgendo di noi. C’è tanta gente che ci segue e questo ci entusiasma. Il mondo della musica sta cambiando: oggi, grazie alla Rete, è più facile combattere le mode imposte dall’alto; i giovani ascoltano ciò che trovano online. Se un progetto piace, viene alla ribalta. A noi interessa molto curare i rapporti personali attraverso Myspace e Facebook. Offriamo spesso aggiornamenti sulle nostre attività, chiediamo pareri sui nostri lavori. Abbiamo bisogno di un feedback continuo…
Buon ascolto
TRACKLIST
I VIDRA SONO
Giga: voce
Frencio: voce,tastiere e sintetizzatori
Norticanta - Norticanta ep

A volte una primavera musicale si distingue dal suo breve tirocinio prima della sua ineazione creativa tout cout. Citazioni poche e cult: i mai troppo sfruttati Afterhours, C.S.I e Marlene Kuntz, quello che definiamo felicemente l'intellighenzia italiana del rock. Ben venga chi li sa artisticamente seguire. I Norticanta lo fanno,mosca bianca, perla rara, nascono dal germe delle loro cover per estendersi in una salsa da cross over: amalgama musicalmente perfetta addolcita da una vocalità registrata non proprio perfettamente, ma fedele alla linea di un ologramma in controluce che segna il tratto originale di questo lavoro. Band che, fa piacere, è di Trento, li dove a nord est dell'Emilia Romagna, rintracciare un'underground di qualità è spesso una strada annebbiata da nebulose metal che offuscano la scena.
"A dire il vero i Norticanta sono nati con l’intento di comporre brani originali ma con la convinzione che prima fosse importante trovare la giusta amalgama. Ci siamo presi il tempo, qualche mese, per studiarci, per vedere se si poteva remare nella stessa direzione musicale. Una volta appurato ciò abbiamo iniziato a produrre i nostri pezzi".
Il terreno è fertile, il loro primo ep omonimo racchiude 4 tracce dal sapore cangiante: Facile Perdersi,Difficile Trovarsi è una scarica rock abrasiva a tratti grunge e psichedelica, segue il sapore magmatico di un lento meditativo come Di Notte Specialmente, mentre sul lato soft e introspettivo nasce una perla testuale come Ipse e una dolce ballads che non lascia sfuggire un che di radiofonico come Malagioia.
"La nostra musica nasce, come i testi, dalle emozioni del momento, così ogni canzone ha una vita sua e difficilmente è influenzata dalle precedenti. Le quattro canzoni del demo in particolare raccontano di altrettante situazioni differenti l’una dall’altra. Quindi se ad esempio abbiamo deciso di vestire una canzone d’amore (Malagioia) col tema della ballata rock, così abbiamo lasciato che la rabbia che viene sprigionata in Ipse covasse la sua energia ancora inconsapevole in una primordiale meditazione psichedelica. Allo stesso tempo l’atmosfera onirica che penso si possa respirare in Di Notte Specialmente viene preceduta nel demo dal ritmo angosciato dell’amore deluso e gridato di Facile perdersi, difficile trovarsi". Così dichiara il vocalist Alberto che in quanto a creatività svela il bel cervello che si cela nella genesi dei testi dei Norticanta "I nostri testi sono visioni, sono stati d’animo, sono emozioni che prendono sostanza una volta impresse sul foglio. Talvolta la stesura nasce da un’esigenza di esternare un qualcosa che anche una volta esplicitato fa fatica a esserci chiaro. Per alcuni testi solo il tempo riesce a farci capire perché certe cose sono state scritte in quel momento e in quel modo. Spesso ci rendiamo conto che le nostre canzoni non sono di facile interpretazione. Anche quando ci si ripropone di usare un linguaggio più semplice, magari perché ci è chiaro di cosa vogliamo parlare e in che modo vogliamo farlo, si innesca un meccanismo che porta ad un brano ancora più ermetico, forse per il velato timore che ciò che ci ha ispirati sia visibile a tutti".
Il connubio tra senso alto dei testi e sound non mente, di sicuro è un rock amalgamato da risultare subito gradevole e ben costruito, il mix è intrigante e orecchiabile.
Sullo sfondo c'è un saggio background, oltre alle punte citate nel loro rock primordiale di Afterhours, C.S.I e Marlene Kuntz sapientemente reinterpretato in nuovi versanti pieni di personale ricerca, i Norticanta dimostrano a piene mani una buona dose di preparazione musicale. E' dunque interessante scoprire il rapporto con il palco e l'atmosfera live e Alberto mi risponde che: "I pezzi nascono in quanto tali, per essere suonati, in studio e live. La sala prove è il luogo della sperimentazione e delle idee che si susseguono, questo ci permette di arrivare sul palco e di sfogare la nostra energia. Purtroppo in Trentino e a Trento la dimensione live è soffocata dalla mancanza di spazi e interesse nei confronti di gruppi che propongono pezzi originali e in particolare legati a generi poco inflazionati. In questo contesto le realtà musicali degne di nota sono rare e faticano ad emergere".
C'è pausa creativa ora per la band trentina, ma c'è la ricerca di un nuovo equilibrio musicale, l'ingresso di una chitarra ritmica alla chitarra eletrrica accompagnata da un drum e bass niente male: " In precedenza la presenza di una sola chitarra non consentiva particolari arrangiamenti ma faceva sì che questa fosse relegata quasi esclusivamente all’accompagnamento. Ora inserendo un nuovo elemento sarà possibile arricchire la struttura dei pezzi".
Per concludere il bilancio di questo primo step della loro carriera con pezzi inediti, l'invito all'ascolto dei Norticanta sembra già essere una nota di tutto rispetto, una prova d'autore,intelligente e matura. E non mancano le prove artistiche audiovisive come il video per Malagioia "I nostri video nascono dalle proposte di alcuni registi locali che, interessati ai nostri brani, si sono cimentati nella realizzazione di questi lavori "low cost". In Facile perdersi, difficile trovarsi il regista (Fabrizio C. Gravantes) ha voluto mettere in evidenza l’energia live della band e la sua attitudine rock ricca di rimandi psichedelici, servendosi di suggestivi effetti visivi. Nel video di Malagioia l’attenzione si sposta più sullo storyboard; in questo caso la trama nasce dalla personale interpretazione del pezzo da parte del regista (Marco Rosi)".
Buon Ascolto
Ne vale la pena

la notte atomica che ci ha rimboccato le palpebre guardare il cielo malconcio di Chernobyl da qui esprimere desideri quando vedi scoppiare navicelle spaziali o moduli lunari russi o giapponesi o americani arrampicarsi sulle impalcature per prendere il sole e rivenderlo a qualche spacciatore lavarsi i denti con le antenne della televisione durante la pubblicità ho abbassato le saracinesche dei negozi sui miei occhi con le nostre discussioni serie si arricchiscono solo le compagnie telefoniche siamo l'esercito del SERT (da Per Combattere L'Acne)
"Muore il Comunismo, muoiono i CCCP". Sembra una frase epocale, quanto arcaica e vicina,pregnante,nostalgica e strana. CCCP, come a dire, il tramonto della canzone politico - civilista della grande ondata emiliana dei tempi andati ma si sa che la loro figliolanza underground non è scomparsa in questo music trip fondamentalmente emiliano che oggi accomuna tante realtà come Massimo Volume, Offlaga Disco Pax,Bologna Violenta e questa nuova voce di Le Luci Della Centrale Elettrica: è un cantautore unico, non una band, ma ha un nome da romanzo, così puntiglioso nella scrittura fatta di giochi di parole ricamati, fatta di impalcature, tralicci, poesie di latta e paraffina dall'estro asfittico,turpe,lirico: poco politicante, molto sociale e civilista; ed ecco che Vasco Brondi, questo il nome della giovane promessa ferrarese che si nasconde dietro lo pseudonimo delle Luci Della Centrale, con l'album Canzoni Da Spiaggia Deturpata. Perché chiamarlo così? Perché << sono canzoni da spiaggia fatte con una chitarra acustica e delle parole brutte, delle parole deturpate, non da canzone. Sono un degenere delle canzoni da spiaggia, come d'altronde sono degenerate le spiagge e a me piacciono di più così.>> Si tratta di un disco schematico nelle costruzioni melodiche tanto da conferire a Giorgio Canali con un restyling molto sottile in stile chitarre Gibson che spezza l'armonia di un cantautore scriba che va dritto alla sostanza senza estetismo, languido a tratti sporco in altri, ma mai noise e mai punk. I brani scivolano lenti senza refrain da canzone, sono come dei post su un blog, delle note a margine su un mondo post moderno, post nucleare,post mondo,post tutto.
Tutto questo scrigno, tanto giovanile quanto pessimista è il ritratto di una chiave vocale alla Rino Gaetano in accezione drammatica che si è aggiudicata il Premio Tenco 2008 come miglior opera prima.
È un disco da leggere più che da ascoltare, essenziale, quasi come un reading ricco di dettagli minuziosi, immagini. E' un album particolare, lo si vede fin dall'inizio, disco fatto con la testa, fatto di contenuti in forma artistica dal punto di vista della scrittura nera, umana e metropolitana,è una chiazza di pozzanghera di pioggia acida, uno scorcio urbano visto da lontano. Su tutto è un disco d'ascolto, senza lati pop, se non per quel senso friendly e orecchiabile dato a Per Combattere L'Acne ormai alla ribalta tra l'underground e la notorietà. Ma è un disco giovane e audace, fatto anche di note scure come per Sere Feriali. Tra i brani migliori, un podio va a Stagnola per quel suo groove elettronico roboante e da mood malinconico e le narrazioni disilluse di La Lotta Armata Al Bar e Produzioni Seriali Di Cieli Seriali. Difficile arginare i concept delle canzoni dove ogni suggestione tira e l'altra, è il tapis roulant di uno scontrino che attinge da migliaia di spicchi di realtà in corsa,una goccia perforante che fruscia tra i concetti: suggestioni estemporanee della contemporaneità, è il diario di chi guarda, esamina, è un percorso intimista quanto crespo, bisogna ascoltarlo per capire la sua dimensione non pienamente spiegabile con altre parole se non con quelle di Vasco Brondi stesso che da questa miscellanea di parole e concetti ne ricava anche un romanzo, Cosa Resterà Di Questi Cazzo Di Anni Zero,ovviamente in tema con tutta questa atmosfera.
D'altraparte, quella chiusura, con quella Nei Garage Di Milano Nord, ricorda in chiave melodrammatica Ma Il Cielo E' Sempre Più Blu sotto forma di speranza stropicciata tra le righe (si spera).
Farà strada questo Vasco. Da tenere d'occhio.2008 - Infecta / La Tempesta
www.myspace.com/lelucidellacentraleelettrica
www.lelucidellacentrale elettrica.blogspot.com
Davvero,ti diverte, ti aguzza.Come quel titolo "Sinfonia Per Le Scarpe Da Tennis", no anzi,molto di più. Mai come ora mi sento di dire che è divertente, è un album divertente per le sue escrescenze sonore,il suo senso cristallino, il suo prog e i suoi inserti poppeggianti (dire easy non è azzardato, ma non guasta) e qualche assolo all'Abraxas, i tappeti acustici, le sue intese d'insieme nel simposio del suono con tanto di effetti a note ampie e un po' delay.Un tuffo al passato. Stiamo parlando de Il Volo, fantomatica band anni 70' del progressive rock italiani di nicchia, "semisconosciuto" a suo modo. Era il 1974, tempo fecondo per fare musica per il gusto di farlo, tanto da creare line up creata da un ensamble di musicisti di prima linea (con tanto di casa discografica Numero Uno come marchio): c'è Mauro Lavezzi (ex Camaleonti e Flora Fauna Cemento) alla chitarra , Gianni Dall'Aglio (ex-Ribelli) alla batteria, Bob Callero (ex-Duello Madre e Osage Tribe) al basso, Gabriele Lorenzi (ex-Camaleonti e Formula 3) alle tastiere, Alberto Radius (ex-Quelli e Formula 3) alla chitarra capitanati da Vince Tempera (ex-Pleasure Machine).
Poco da dire, perché è un disco che ama parlare da solo e lo fa in maniera eclatante elegante e accessibile molto più di Essere O Non Essere, secondo e ultimo album de Il Volo (forse troppo avvezzo ai tecnicismi e meno diretto).Ma veniamo a questa piccola perla: non sembra dei suoi tempi con questo suo sound monto avanti e a tratti minimalista,colpisce questa sottigliezza progressive molto strumentale dell'ouverture su La Zanzara è un mix tra esaltazione e scorrevolezza pulita e finissima, nasce poi l'estro testuale, si approccio al descrittivo in La Mia Rivoluzione, brano con i suoi contenuti sociali, ma senza appesantire grazie a questo innato spirito fluido che rende intriganti i groove alle percussioni e gli arpeggi senza rinunciare ad un'innata propensione ad un ascolto amalgamabile da tutte le orecchie mentre Tempera diventa un patinato ed etereo storyteller acquerellato quanto graffiante.
Vera goduria in quello stile surf da suite anni 60' da riff suadenti da far tremare i polsi, ma chi preferisce i brani d'autore di certo amerà Il Canto Della Preistoria con quel tono unplugged e quel timbro alla Lucio Battisti fino ai suoi 2.30 che fanno scattare qualche effetto in più che lascia prendere forma anche alla consistenza delle tastiere di Gabriele Lorenzi (che sanno molto di rifinitura ai fine dell'album,concentrato in altre vie).Caratteristica è Primi Respiri, con quei suoi bassi e quei suoi sintetismi ritmici tutti in crescendo fino allo showgaze tra il free jazz elettronico e una notazione alla Mogol con quel finire leggero,un po' pop di Sinfonia Delle Scarpe Da Tennis.
Gran bel disco, ama le ombreggiature, le curvature sonore, le virate e quel senso più assoluto dell'evoluzione ritmica senza refrain degna del più inventivo progressive.Disco curioso, possente e semplice…
Sbirciarlo ne vale la pena!
►TRACKLIST
1. Come Una Zanzara►DISCOGRAFIA
Il Volo - Numero Uno,1974
Entusiasti,camaleontici, un po’ smart…
E per i Vidra c’è un grande obiettivo alle porte: Sanremo Rock. Il cammino è già intrapreso, sono già tra i 90 partecipanti alla semi finale di Modena di questa edizione.
Sulle ceneri degli Icon Of Waste, i Vidra nascono nel 2006 portando avanti un originale work in progress di ricerca elettronica all’insegna dell’eclettismo sperimentale: cantautorato, vintage, french touch… nel loro EP Origami portano a galla un’ elettronica minimalista un po’ alla Battiato al secolo de
Non particolarmente esterofili per le influenze da luoghi comuni, dribblano tout court i canoni martellanti della cultura pop music anglo americana: il savoir faire per il senso intrigante di una certa musica internazionale non da mainstream, un pizzico di Divine Comedy ma soprattutto chansonniers francesi come Charlotte Gainsbourg, Arnauld Fleurent fino ai Marjolaine Babysidecar
Giovanissimi i Vidra, ma con una ricerca carismatica che con il suo new wave/elettro pop si fa strada nel cosiddetto “monopolio punk” dell’underground salernitano che li circonda. Gli stili che li attraversano cercano di crearsi una propria identità musicale e appare subito chiaro fino dai passaggi più ancestrali di Zero One e I Bielive risalenti all’esperienza artistica ai tempi degli Icon con quell’elettronica entusiastica prima pop e poi più sintetica con quel particolare intreccio di giri melodici secondari originalissimi e l’intreccio della calda voce femminile passionale di Giga con quella di Frencio che insieme planano nel minimalismo elettronico di Conti Su Conti dove s’inaugura il lato più cantautorale sullo stile di Battiato. Più meditato, soggettivo è il sound introspettivo di Il Vanto. Ottimi i personalissimi risvolti della leggera vena elettronica- filosofica di Origami e l’accenno prog di Ti Amo Non Lo So con quel senso particolare tra testo e radiofonicità che perché no, trovano anche il modo per restare in mente e farsi cantare come “ i sogni che si intrecciano ai cormorani” della vanità di Respiro Mobile che cita un riff di Stand By Me, brano variegato su quel basso batteria davvero brioso e quell’inno di vita di Lasciati Andare fino all’intensità di Chiedi Alla Polvere, una lunghissima ballad per pianoforte .
E’ Giga a scrivere i testi e li scrive di getto,personalissimi e a fior di pelle, la strana alchemia che li caratterizza è la metrica: Giga li ricopia a Frencio per SMS, sono proprio gli SMS a caratterizzarne per Frencio l’andamento: appoggia il cellulare con il testo vicino a sé e comincia a costruirci un sound oppure, basta qualche granello, una frase rubata da una poesia di Giga e il gioco viene fuori. E a volte viene fuori anche da frasi bizzarre,non sense poetici,magari strappati a Nando, personaggio cult del centro di Salerno, juke box d’arte e metafore che tira fuori un “ Pitagora fu ucciso da una tartaruga caduta dal cielo” annotata in Conti Su Conti.
►TRACKLIST
Zero One
Conti Su Conti
Il Vanto
Origami
Ti Amo Non Lo So
Respiro Mobile
I Belive
Lasciati Andare
Chiedi Alla Polvere
►L’INTERVISTA
1. Allora Vidra, la vostra è di sicuro una ricerca musicale improntata innanzitutto su una sintonia elettronica, il che è già tanto per uscire fuori dallo stereotipo punk del panorama salernitano. Come è nato questo interesse?
F: Dunque, accosterei la nostra ricerca musicale alla ricerca cinematografica di Gabriele Salvatores.In un'intervista registrata dopo la pubblicazione di Nirvana, il regista napoletano disse che quella fortunata pellicola era un tentativo di dimostrare che gli effetti speciali potessero essere funzionali alla Trama del film, a differenza del Cinema Americano in cui molto spesso gli effetti speciali non sono il mezzo ma il fine stesso dell'opera. La filosofia dei Vidra parte proprio dall'idea di poter utilizzare l'elettronica in funzione della Canzone d'Autore: i sintetizzatori e le programmazioni di batteria contribuiscono a creare un'atmosfera alienante in linea con i motivi fondamentali delle liriche di Giga, dominate da una vena profondamente decadente.
I miei dischi elettronici preferiti? Senza dubbio, 'L'Arca di Noè' del Maestro Franco Battiato e '
2. Frencio, tu adori Mario Castelnuovo, quanto ti aiuta nei Vidra la sua arte?
F: Mario Castelnuovo mi offre una grande lezione di coerenza: dinanzi alla mercificazione musicale degli ultimi trent'anni,
ha sempre preso le parti dell'Arte, sottolineando la responsabilità sociale dei poeti. Dopo il successo sanremese di 'Nina', ha rinunciato alla notorietà per iniziare una fase di intensa sperimentazione,inaugurata da 'Piazza del Campo' ..un disco registrato senza il supporto ritmico della batteria.Incidere un lavoro del genere ,in un contesto storico come quello della metà degli anni
Mi auguro che i Vidra conservino sempre questo stesso spirito bohèmien.
3. La costruzione dei testi spetta a Giga. Giga, come nasce per te una canzone con tutti gli accorgimenti letterari del caso, ti lasci prendere liberamente dal tuo marasma emotivo o hai qualche sommo modello ispiratore?
G: Io racconto e vivo di immagini.I miei testi sono fotografie dell'animo umano.Scrivo emozionandomi e entrando nel corpo del personaggio, guardo con i suoi occhi, ragiono con la sua mente, conto i battiti del suo cuore. I riferimenti letterari e cinematografici, evidenti nelle mie parole, sono l'humus di cui mi sono nutrita, le lacrime che ho pianto, le vite che ho sognato di vivere.Quando scrivo ho nella testa un certo modo di giocare con le parole , che mi porta da Nick Hornby a Chuck Palahniuk, da Daniel Pennac a Jorge Amado, da Truman Capote a John Fante, a cui mi sono ispirata nello scrivere il testo di “Chiedi alla polvere”, dal suo omonimo libro.
Stesso discorso per le immagini che cerco di ricreare nei miei scritti.Hitchcock e Kubrick su tutti, anche se il mio modello ispiratore reale sono i lunghi piano sequenza di De Palma, in cui lo spettatore entra nella scena e nell'immagine come pars costruens della pellicola stessa.
4. Parliamo un po’ di questa macro rivoluzione dell’indie all’epoca di MySpace, hyperspazio a voi molto caro, cosa rappresenta per voi come strumento?
G: Lo Space, come Internet in generale, è un mezzo per essere liberi, una Zona Franca in cui condividere pensieri, musica, pezzi di pura umanità... senza filtri.Per noi gruppi nati e vissuti nel Sud del nostro Paese è forse l'unico modo di farci conoscere, di emergere.
Inoltre, dobbiamo attribuire a Myspace il merito di creare uno spirito di collaborazione fra le piccole realtà musicali indipendenti di contro all'industria discografica delle majors....
5. Frencio, tu apprezzi Battiato quanto Manlio Sgalambro e quindi non si può prescindere dalla filosofia,qual è la filosofia dei Vidra,allora?
F: in una sola parola: emozionare.
►I VIDRA SONO:
Giga (Antonella Gigantino) - Voce, chitarra acustica
Frencio (Francesco Fecondo) - Voce, tastiere, synth
► LINK:
www.myspace.com/vidra01