postato da GroudyBlue [Chiara Marra] alle ore 11:27
26/07/2009

In un monolocale di Milano vive sottovuoto un uomo, non biondo e non alto. E’ Andrea Miranda e quando un musicista napoletano refrigera il suo sound nasce una chimica strana e brillante. Intelligente, anche con quel timbro provinciale di carattere verace, ma elegante come cantautore e universale nello sguardo testuale.

Vocecevò è il suo full lenght autoprodotto ma con tutti gli attributi del caso.
Uno degli album meglio riusciti nelle trame del sottobosco che ho sentito negli ultimi anni, devo dire.

Cantautore versatile tra narrazioni, giochi di parole ad effetto, anima folk più arcaica
e tradizionale e anima rock moderna, auto ironica. Artista sempre a caccia di ‘ situation’ da raccontare, tutto all’insegna del groove. Il carattere napoletano di canzoni dialettali e non, eguaglia uno spirito brioso che tra tarante e tarantelle maschera sotto il groove più trascinante anche canzoni di attuale denuncia. Eclettico, e forse anche per questo fruibile non solo alla sua etichetta da made in Campania ma aperto a contaminazioni intriganti, anche del sound internazionale. Ottima infatti l’amalgama di una line up della sua band davvero strepitosa, uno su tutti Andrea Sosto (chitarre – tastiere – basso)

Musical box l’universo di Vocecevò, non traducibile in un linguaggio diverso da ciò che è. L’Ascolto dunque è d’obbligo, date un’occhiata alle tracce dell’album interamente disponibile su Rockit in formato streaming: ed è scaricabile e acquistabile in formato cd sul sito uffiicale .

Cerchiamo di farne un breve sunto: poche le influenze prese tout court da altri artisti, ineffabile. C’è un po’ in un aerosol casuale un’ infarinatura dai fratelli Bennato, e per il sound etnico e per la ricerca della “trama” di ogni testo in giochi di scrittura tanto articolati quanto d’espressione di getto, qualche rivolo rarefatto alla Marco Parente in versione e un timbro alla Battisti molto sud. Carattere, originalità istrionica sono gli ingredienti principali con una bella mediterraneità universale.

Chitarre ovunque, bella copertina il rock del brano di apertura Corde Vocali con lungimiranti strutture sonore. Pascalone ‘e Nola è una storia di provincia, una cronaca resa al popolo, un ritratto di una Gomorra in musica che sottolinea la capacità di creare una “short story” nei testi, vero gioiello del disco tanto eterogeneo negli argomenti tanto ricco di collante che lega insieme tutti i fili più disparati.

Dalla ricerca della musica popolare, Andrea Miranda non dimentica il polistrumentismo della tradizione folk del sud, pienamente godibile in Sicchietto, brano folk che è tutto una festa con una buona dose interpretativa di teatro fatto canzone. Un vero contenitore variopinto questo disco di 11 brani sempre vigile senza bridge e ritmi rallentati. Gran bella pagina rock per la cangiante C’èddio, brano che affronta in modo spigliato e artistico una carrellata teologica di Dio, dèi, divinità laici e atei dalla politica alle favolistiche tradizioni di ogni cultura tra Iside, Odino e Gesù in un affresco di credenze. Brano tra i meglio riusciti del disco.
Auto ironia in un brano come Tube Di Falloppio, tentativo di una canzone d’amore alternativa limpida e dalla bella vocalità, lì dove un po’ s’avverte questo timbro alla Marco Parente e sempre sulla scia del rock più condensato, parte Mela, un brano riflessivo sui veleni dispersi nell’ambiente “ma non tanto appena appena/ nel rispetto della norma sotto il tetto stabilito” che fanno del risvolto civile di questo disco un grande occhio sul mondo che sa osservare da un angolatura profonda e particolare ma sempre nel segno di un viatico leggiadro di una musicalità gradevole e trascinante così come fa il ritmo di Bastoncino, un brano da tradizione che in realtà denuncia il mondo delle molestie sessuali sui ragazzi…
Molto Bionda è un brano autoctono milanese, tra via Torino e i tram, brano d’amore anti-romantico ed entusiasmante… Guglielmina è invece un piano rock arso e desolato, una storia di perdizione e diseredati.

Irriverente disco dance e vena sinthy per Punto E Accapo, il vademecum di come si scrive una poesia. Finale a sorpresa con Andrew Miranda, brano freak tra blues e scherzoso manierismo da song writer all’americana dalla voce rauca.

IN CONCLUSIONE

Bel disco, proprio bello. Energico e disparato, per tutti i gusti. I link ce li avete, ascoltatelo subito.

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categoria : musica, folk, rock, demo, cantautori, etno music, sotto i riflettori, canzoni di denuncia, debutti, > andrea miranda

postato da GroudyBlue [Chiara Marra] alle ore 22:36
17/06/2009

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Stile eterogeneo e consapevole.

L’ep I Capelli Raccolti Di Annes (2009) è una manciata in pillole di belle Canzoni, una landa di idee chiare e ben congeniate: ci trasporta nell’universo dei siracusani Froben all’insegna di un’amalgama in un acqua cheta piano rock fortemente cangiante, sapore di ballad, post rock, iniziazione al noise. Un mealting che richiama, almeno sul piano musicale fascinazioni più disparate, dai Coldplay old style dei crepuscoli di Yellow in creolo con Radiohead al secolo di Ok Computer, il Cristiano Godano più denso nonché un gusto ad un sempre più apprezzato Paolo Benvegnù, di cui sono stati anche band supporter. Il gusto testuale è tutto da scoprire,un solco personale da cantautorato fluido: semplici ma efficaci in uno stile pieno di carattere e stilizzato in un suono puro senza estetismi di contorno,tutta sostanza, ora romantico con I Capelli Raccolti Di Annes, brano che tra l’altro vede la partecipazione del bravo VeiveCura, più ampli: la radiofonica Perdo Sangue orgogliosamente indie e granitica sulla scia di La Tua Idea, in quel mood alla Benvegnù con quel tono d’originalità in più che da anche consistenza ad un drum and bass dal retrogusto melanconico che, con la sua meditata visual- elettroacustica, giunge alla creazione di un effetto post rock cristallino. Un sound pulito che in tutte le chiavi interpretative di questo mini album con molto su cui riflettere gustosamente, districa orizzonti

Ottima meta musicale,conscia di un lavoro ben fatto, un piccolo scrigno, talvolta art rock, di una sound poliglotta, avvolto in una chimica nuova di abbinamenti dal sapore un po’ nordico,un po’ internazional-iperboreo, tanto personale.

Avanti così Froben! E tra gli ascoltatori d’eccezione, anche la “cantantessa” Carmen Consoli, che li ha voluti in un sodalizio con l’etichetta Due Punti Records…

TRACKLIST

I Capelli Raccolti Di Annes

Perdo Sangue

La Tua Idea

In Silenzio

I FROBEN SONO

Stefano Ali' (voce - chitarre),

Andrea Ali' (basso,sintetizzatore,rumori)

Valerio Vittoria (chitarra)

 Francesco Vittoria (chitarra)  

Roberto Cappellani (drums)

 

INTERVISTA ( con Stefano Alì)

 


 

1.Partiamo dalla ricerca del vostro sound, in studio il piano rock è quasi sempre in primo piano, elemento, quello del pianoforte che nei vostri live sostituite da un mood acustico di chitarre. Come si reinventano i Froben in queste due anime sonore?

La risposta e' semplice,pur amando alla follia il suono e il ruolo del piano all'interno del nostro progetto,non abbiamo un pianista nella band..veniamo aiutati da un nostro amico Salvo Minnella sound engineer nello studio in cui registriamo e cantante dei Posh,altra realtà siracusana,mentre Davide Iacono in arte veiveCura altro amico e artista modicano ha creato e suonato la linea di piano in "i capelli raccolti di annes".Per quanto riguarda i live..cerchiamo come hai ben detto di ricreare il tutto aggiungendo linee di chitarre elettriche ed acustiche,cercando di far sentire il meno possibile la mancanza di un pianoforte..(almeno ci proviamo..).

2. Coldplay, Radiohead, Marlene Kuntz, nella filigrana della vostra musica traspaiono queste e altre influenze rock – alternative, una fascinazione in cui anche Paolo Benvegnù ha un forte ruolo e nella vostra biografia si scopriamo che siete stati anche supporter di questo cantautore, come è stata questa esperienza?

Amiamo le band che hai citato e' inutile negarlo...anche se per quanto mi riguarda il mio modo di scrivere e creare e' ben lontano da queste realtà ma piuttosto vicino ad uno stile più italiano e cantautorale.Ecco Benvegnu' e' più sulle mie corde..(prendendo le giuste distanze..eheh),abbiamo aperto diversi suoi concerti in Sicilia e devo dire che oltre ad essere una splendida persona attualmente in Italia e' uno dei più grandi.Comunque… si,e' stata un’ esperienza stimolante

3.Siracusa come Catania è sempre stato un denso laboratorio musicale, non vi manca l’esperienza dell’esportazione tra Sanremo Rock e i Tim Tour. Come si sono evoluti musicalmente i Froben  con il loro bagaglio di esperienze fuori dalla Sicilia?

Sanremo rock e il Tim-tour sono state delle ottime esperienze senza alcun dubbio...anche se in pratica per una band servono a ben poco;voglio dire..sono delle manifestazioni create per far passare un certo tipo di musica e soprattutto determinate band già consapevoli a mio parere di salire sul podio...e poi e' successo tanto tempo fa'. Attualmente la Sicilia ed in particolare Siracusa pur essendo ottimi laboratori musicali offrono quasi niente; e' la solita storia,ottime band che non trovano spazio per affermarsi..mancano strutture e delle vere etichette per emergere. Si...si riesce a suonare,ma purtroppo finisce tutto lì. Bisognerebbe oltrepassare lo stretto..ed e' quello che stiamo cercando di fare noi insieme a Carmelo Amenta altra valida realtà tutta siracusana.

4.E ritornando in “Trinacria”, non si può non citare la vostra collaborazione con la Due Parole Records ,etichetta indipendente fondata da Carmen Consoli e Maurizio Nicotra, un label sperimentale che di solito è legato in modo particolare alla musica folk, genere che si distacca dalla vostra ricerca…

La collaborazione con la Due Parole records e' stata molto eccitante,lavorare con Carmen e Maurizio ci ha reso più maturi dal punto di vista professionale..si lavorava bene..e' solo che col tempo il modo differente di vedere la musica ci ha allontanati..restano comunque degli ottimi ricordi.

5.Nel vostro ep omonimo, il brano dal risvolto post rock I Capelli Raccolti Di Annes è frutto di una featuring con VeiveCura. Un nuovo tragitto artistico, come è nata questa ricerca?

"I capelli raccolti di annes" e' nata da una linea melodica di piano eseguito e creato da Davide Iacono "veiveCura"...ci ha talmente conquistati che in poche ore ho scritto il testo,ed il giorno dopo e' venuto fuori l'arrangiamento. Tutto molto istintivo,una magica e bella collaborazione.

6.E dopo questo slancio, è già in porto l’idea di un full lengh o di nuovi progetti futuri?

Progetti futuri...cercare un etichetta che ci sostenga, suonare parecchio in giro,speriamo anche fuori dalla nostra amata terra e soprattutto creare contatti umani e musicali..secondo noi quello che veramente conta.

LINK

 

http://www.rockit.it/froben

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postato da GroudyBlue [Chiara Marra] alle ore 08:26
18/05/2009





I Vidra tirano le somme della loro metamorfosi.

C’era una volta un ep, con quel nome scritto a pennarello. C’era il lungomare di Salerno e la mia intervista al duo: Giga e Frencio. Eravamo “scarti di anime perse in una quadriglia”, giusto per citare un loro verso. Tempo è passato, era il 2007, il loro sound fluttuava tra il synth-pop anni 80 di Battiato e l’indierock dei Baustelle.

 

Ora arriva “Conti Su Conti”, una rivisitazione del vecchio ep con una tracklist più compatta, 4 dei vecchi brani e un inedito, John Ford. Il risultato? Suono più maturo , più articolato e un’aura che ormai è un marchio di fabbrica.

 

L’esigenza del restyling è nata dalla voglia di dare alle nostre canzoni un sound più professionale. L’EP precedente era solo un esperimento casalingo: il materiale era interessante, ma non avevamo né i mezzi tecnici né la giusta esperienza per aspirare ad una resa efficace. – dice Frencio - Dopo 3 anni di lavoro,  abbiamo deciso di rimaneggiarlo, scegliendo solo le canzoni in Italiano. L’intento era quello di valorizzare la scrittura di Giga, ma soprattutto di canalizzare le idee. Dopo un primo EP dispersivo, pieno di suggestioni sonore e riferimenti linguistici,  volevamo apparire con uno stile definito e riconoscibile. “Conti su Conti” ci è servito a trovare un’identità.

La crescita è stata notevole e il merito va attribuito ad Alessandro Farace, giovane sound designer che ha curato la pre-produzione di “Conti su Conti”. Abbiamo scritto gli arrangiamenti a quattro mani, con una ricostruzione minuziosa del sound new-wave anni 80. Alessandro ha seguito personalmente anche il mixaggio del disco insieme a Fabio Calluori (fonico e chitarrista dei Nude).
Abbiamo tirato fuori un prodotto all’italiana: voce in primo piano, tutto il resto sullo sfondo.
Ci interessava valorizzare parole e melodia.

 

E’ un progetto musicale che in fatto di orecchiabilità non ci delude. Ed è sempre difficile essere facili, immediati, come per John Ford che con la freschezza e la limpidezza della “nuova voce” di Giga porta con sé un che di sfavillante e innovativo : Ci sono canzoni che nascono tutte d’un fiato, altre invece sono il frutto di un lavoro lunghissimo: “John Ford” rientra nel secondo caso. Il brano è nato dal collage di 4 temi diversi elaborati nell’arco di due anni.Frencio rivela: Utilizzo spesso il metodo del “taglia e incolla”: elaboro lunghi brani strumentali, poi cerco di raccogliere i passaggi migliori dell’uno e dell’altro. Questo sistema mi permette di elaborare canzoni con un alto concentrato di intuizioni melodiche, e al tempo stesso mi dà la possibilità di rendere la materia musicale molto aperta. Mi piace fare un crossover continuo tra registri stilistici.

 

E cosa aggiungere del testo frutto della mente di Giga che nella vita è anche poetessa?
“il frigorifero mi chiede/cosa prendere e mangiare/la televisione risponde/con un western di John Ford/ il telefono è scappato/con la
lavatrice/la scrivania soffre di gravidanza isterica”. Ci dice : il testo racconta della solitudine di un uomo che immagina gli oggetti della propria casa interagire tra di loro. L’omaggio a John Ford rappresenta il mio grande amore per il Cinema.

E a tutto questo si aggiungono anche i commenti su un’esperienza importante: la partecipazione dei Vidra a San Remo Rock 2007. Un’avventura che si è trasformata in un successo. Sanremo Rock è stato il nostro battesimo musicale,  il primo vero incontro con altri gruppi italiani.   I due live al “People of Art”di Modena sono stati molto emozionanti. Prima di quel momento non avevamo mai fatto l’esperienza di un palcoscenico. Il salto è stato diretto: dalla stanzetta-laboratorio di Frencio a Sanremo Rock. Abbiamo rischiato ed è andata bene. Ci siamo classificati primi alle semifinali , a pari merito con i Jang Senato ( una delle realtà musicali più interessanti della penisola). In finale siamo arrivati settimi, ottenendo la pubblicazione di “Chiedi alla polvere” all’interno di una compilation distribuita su Itunes.

 

E sul cavallo di battaglia  “Chiedi Alla Polvere viene da chiedersi, allora, se la nuova impalcatura musicale non sia nata per Sanremo Rock.

 

Sanremo Rock non c’entra. Prima di prepararci per Modena, stavamo già spingendo l’arrangiamento in quella direzione. La soluzione piano-voce era poco incisiva. Da mesi cercavamo di trasformare il brano in una ballata rock. Il tocco finale è stato dato da Francesco Galdieri( Moodrama)  che ha curato la produzione della versione pubblicata nella compilation.

Cosa resta da aggiungere su una band che ha tutti i tratti per entrare a far parte dei nomi da inserire nel listino di molti palati musicali ?

 Intellettuali e solari: preparatevi ad un'elettronica italiana dai mille volti! la riflessività di Il Vanto, l'incalzante Conti Su Conti e l’oscura Origami portano in sè un eclettismo stravagante. Il loro disco lo trovate con facilità su Itunes, su Rockit, nonché a Salerno nel negozio di dischi “Disclan”. Ma in quanto a internet scoprirete che i Vidra sono onnipresenti, forse già tra i vostri contatti amici.


Si. Il popolo di Internet si sta accorgendo di noi. C’è tanta gente che ci segue e questo ci entusiasma. Il mondo della musica sta cambiando: oggi, grazie alla Rete, è  più facile combattere le mode imposte dall’alto; i giovani ascoltano ciò che trovano online. Se un progetto piace, viene alla ribalta. A noi interessa molto curare i rapporti personali attraverso Myspace e Facebook. Offriamo spesso aggiornamenti sulle nostre attività, chiediamo pareri sui nostri lavori. Abbiamo bisogno di un feedback continuo…

 

Buon ascolto

 

TRACKLIST

 

  1. John Ford
  2. Il Vanto
  3. Conti Su Conti
  4. Origami
  5. Chiedi Alla Polvere


 
I VIDRA SONO

 

Giga: voce

Frencio: voce,tastiere e sintetizzatori



LINK

www.myspace.com/vidra01

 

 


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postato da GroudyBlue [Chiara Marra] alle ore 19:37
24/02/2009

Norticanta - Norticanta ep

A volte una primavera musicale si distingue dal suo breve tirocinio prima della sua ineazione creativa tout cout. Citazioni poche e cult: i mai troppo sfruttati Afterhours, C.S.I e Marlene Kuntz, quello che definiamo felicemente l'intellighenzia italiana del rock. Ben venga chi li sa artisticamente seguire. I Norticanta lo fanno,mosca bianca, perla rara, nascono dal germe delle loro cover per estendersi in una salsa da cross over: amalgama musicalmente perfetta addolcita da una vocalità registrata non proprio perfettamente, ma fedele alla linea di un ologramma in controluce che segna il tratto originale di questo lavoro. Band che, fa piacere, è di Trento, li dove a nord est dell'Emilia Romagna, rintracciare un'underground di qualità è spesso una strada annebbiata da nebulose metal che offuscano la scena.

"A dire il vero i Norticanta sono nati con l’intento di comporre brani originali ma con la convinzione che prima fosse importante trovare la giusta amalgama. Ci siamo presi il tempo, qualche mese, per studiarci, per vedere se si poteva remare nella stessa direzione musicale. Una volta appurato ciò abbiamo iniziato a produrre i nostri pezzi".


Il terreno è fertile, il loro primo ep omonimo racchiude 4 tracce dal sapore cangiante: Facile Perdersi,Difficile Trovarsi è una scarica rock abrasiva a tratti grunge e psichedelica, segue il sapore magmatico di un lento meditativo come Di Notte Specialmente, mentre sul lato soft e introspettivo nasce una perla testuale come Ipse e una dolce ballads che non lascia sfuggire un che di radiofonico come Malagioia.

"La nostra musica nasce, come i testi, dalle emozioni del momento, così ogni canzone ha una vita sua e difficilmente è influenzata dalle precedenti. Le quattro canzoni del demo in particolare raccontano di altrettante situazioni differenti l’una dall’altra. Quindi se ad esempio abbiamo deciso di vestire una canzone d’amore (Malagioia) col tema della ballata rock, così abbiamo lasciato che la rabbia che viene sprigionata in Ipse covasse la sua energia ancora inconsapevole in una primordiale meditazione psichedelica. Allo stesso tempo l’atmosfera onirica che penso si possa respirare in Di Notte Specialmente viene preceduta nel demo dal ritmo angosciato dell’amore deluso e gridato di Facile perdersi, difficile trovarsi". Così dichiara il vocalist Alberto che in quanto a creatività svela il bel cervello che si cela nella genesi dei testi dei Norticanta "I nostri testi sono visioni, sono stati d’animo, sono emozioni che prendono sostanza una volta impresse sul foglio. Talvolta la stesura nasce da un’esigenza di esternare un qualcosa che anche una volta esplicitato fa fatica a esserci chiaro. Per alcuni testi solo il tempo riesce a farci capire perché certe cose sono state scritte in quel momento e in quel modo. Spesso ci rendiamo conto che le nostre canzoni non sono di facile interpretazione. Anche quando ci si ripropone di usare un linguaggio più semplice, magari perché ci è chiaro di cosa vogliamo parlare e in che modo vogliamo farlo, si innesca un meccanismo che porta ad un brano ancora più ermetico, forse per il velato timore che ciò che ci ha ispirati sia visibile a tutti".

Il connubio tra senso alto dei testi e sound non mente, di sicuro è un rock amalgamato da risultare subito gradevole e ben costruito, il mix è intrigante e orecchiabile.

Sullo sfondo c'è un saggio background, oltre alle punte citate nel loro rock primordiale di Afterhours, C.S.I e Marlene Kuntz sapientemente reinterpretato in nuovi versanti pieni di personale ricerca, i Norticanta dimostrano a piene mani una buona dose di preparazione musicale. E' dunque interessante scoprire il rapporto con il palco e l'atmosfera live e Alberto mi risponde che: "I pezzi nascono in quanto tali, per essere suonati, in studio e live. La sala prove è il luogo della sperimentazione e delle idee che si susseguono, questo ci permette di arrivare sul palco e di sfogare la nostra energia. Purtroppo in Trentino e a Trento la dimensione live è soffocata dalla mancanza di spazi e interesse nei confronti di gruppi che propongono pezzi originali e in particolare legati a generi poco inflazionati. In questo contesto le realtà musicali degne di nota sono rare e faticano ad emergere".

C'è pausa creativa ora per la band trentina, ma c'è la ricerca di un nuovo equilibrio musicale, l'ingresso di una chitarra ritmica alla chitarra eletrrica accompagnata da un drum e bass niente male: " In precedenza la presenza di una sola chitarra non consentiva particolari arrangiamenti ma faceva sì che questa fosse relegata quasi esclusivamente all’accompagnamento. Ora inserendo un nuovo elemento sarà possibile arricchire la struttura dei pezzi".

Per concludere il bilancio di questo primo step della loro carriera con pezzi inediti, l'invito all'ascolto dei Norticanta sembra già essere una nota di tutto rispetto, una prova d'autore,intelligente e matura. E non mancano le prove artistiche audiovisive come il video per Malagioia "I nostri video nascono dalle proposte di alcuni registi locali che, interessati ai nostri brani, si sono cimentati nella realizzazione di questi lavori "low cost". In Facile perdersi, difficile trovarsi il regista (Fabrizio C. Gravantes) ha voluto mettere in evidenza l’energia live della band e la sua attitudine rock ricca di rimandi psichedelici, servendosi di suggestivi effetti visivi. Nel video di Malagioia l’attenzione si sposta più sullo storyboard; in questo caso la trama nasce dalla personale interpretazione del pezzo da parte del regista (Marco Rosi)".

Buon Ascolto

Ne vale la pena

www.myspace.com/norticanta

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postato da GroudyBlue [Chiara Marra] alle ore 18:45
21/01/2009

Ci sono gruppi musicali che con solo un singolo sanno darti la fiducia che si tratti di qualcosa di interessante.

Siamo solo all’assaggio, il primo singolo, e i Demo Mode hanno già la stoffa di chi promette bene. Niente come Niente è una manciata di 3 brani che raccoglie un piccolo sunto di un talento dirompente di rock messinese che sa esplodere sotto l’influenza di un groove energizzante a suo modo con poche influenze e tanta originalità. Che il main stream ci lascia affiorare un leggero influsso dal sound dei Litfiba lo si coglie, ma il mix è tutto particolare: buona musica, rock concreto, canzoni civili e allo stesso tempo morbidezza.

Tutto parte nel modo più succulento, un brano pregnante 908, non è presente nel singolo ma è un biglietto da visita che non può essere omesso: un drum & bass formidabile su un suggestivo dialogo tra il mago Merlino e la Fata Morgana sul tema del terremoto messinese agli inizi del Novecento. Il binario tra riflessione e buone vibrazioni è un binario costante e fluido che si instaura in tutto l’ascolto di una band come i Demo Mode che si vede avere la stoffa per il formato live.

Addentriamoci in questo singolo, Niente Come Niente è un universo tra un rock molto anni 90’, una leggera strizzata d’occhio al genere di Paolo Benvegnu e un velo sinthy particolare.

Bella svolta dopo un brano da amorosa tempesta del dubbio arriva Anna, qui dove ci si ritrova in versione storytelling con le vicende di una ragazza stuprata dal padre.

Più leggera e estremamente orecchiabile, Tra Fascino E Rabbia in cui c’è da goderne in fatto di musica su assoli di una destrezza da brivido disseminata con cura in tutto il singolo, un singolo di tre scalini ma che sa riassumere bene una realtà trasversale ed eterogenea: un sound in erba, pieno di maestranze ma scorrevole.  

Tanto da dire, date uno sguardo ai brani così già nitidi nella mente dopo un ascolto e un amalgama di gruppo matura e già navigata quasi incredibile per i soli due anni di vita di questa band e siamo solo all’inizio, e Demo Mode, sembrano essere uno scrigno di sorprese imminenti sulla scia del loro senso comunicativo. Ve li lascio scoprire un po’ meglio nell’intervista che abbiamo realizzato insieme:

1.Base Houston dei Demo Mode è Messina, dichiarate che qui la scena ha un che di mediocre. Eppure la Sicilia orientale è sempre passata come quella caleidoscopica realtà catanese che nell’underground fa fruttare una sperimentazione che si aggiudica il nome di una Londra italiana. Pochi chilometri e così tanta differenze?
Qual è allora l’aria di Messina in fatto di concerti?

Sembrerà stano ma, a distanza di soli 80km circa, ciò che differenza Catania da Messina è veramente tanto.
Al giorno d’oggi in ambito musicale, è una città che offre molto di più, soprattutto per quel che riguarda la musica emergente.
Di Messina, bè..C'è stato il bum fino a 10 anni fa, le Band suonavano molto, e spesso, e di certo questo ha fatto si che ancora oggi si parli di gruppi che in passato erano molto noti e hanno lasciato la loro firma “Messinese”.
Noi nasciamo a Messina a fine 2007 ed indipendentemente da tutto la nostra voglia di farci sentire e ascoltare ci porta spesso a confrontarci anche con delle situazioni musicali spesso disperate e disastrose.
La cosa che comunque ci porta ad andare fuori è soprattutto la voglia di uscire diciamo dai "limiti geografici" e di metterci in competizione con altre band emergenti di altre città.

2.E in alternativa avete la scena romana…cosa cambia per voi che la carica Live la amate così tanto? 
 
Roma in realtà è la città che ha accompagnato alcuni di noi lungo il tragitto dell'adolescenza.
Dopo aver fatto un anno di gavetta piena tra Sicilia e Calabria, è uno tra i primi obiettivi che cerchiamo di raggiungere tra locali, ma soprattutto Festival come il " Free Live Rock" al quale parteciperemo a Febbraio.

3.Passiamo alla vostra musica vista da vicino, l’estro principalmente è incentrato sui disagi sociali, storie piccole e grandi e dinamicità nel suono molto dinamica. Come nasce questo connubio nella vostra band? 

 Si può dire che assieme alla ricerca del suono,e dello stile, senza togliere nulla alle varie influenze, abbiamo dato maggior importanza all'originalità. Il compromesso che più c'è andato a genio è stato appunto l'esprime la realtà e le vicessitudini di ognuno di noi, attraverso la narrazione dell'esperienze che abbiamo vissuto o che più semplicemente sentiamo stimolanti.

4."908" è una delle canzoni a cui siete più legati, parla del terremoto messinese del 908. Brano particolare se si pensa al suggestivo dialogo magico tra la Fata Morgana e il Mago Merlino. Come nasce questa immagine musicale?

908 è il frutto di un lavoro di mesi che ci ha soddisfatti molto più delle nostre aspettative.
Siamo molto legati a questo brano, perchè attraverso ciò che ci viene meglio fare, siamo riusciti ad estrapolare un pezzo di storia importante che caratterizza la nostra città. L'immagine musicale nasce per caso, forse addirittura da alcune letture fatte in età scolastica, poi successivamente macchinate dalla mente della nostra voce(D.Naccari). Il percosso creativo del pezzo ci ha fatto maturare molto, sotto diversi punti di vista; Non è assolutamente facile trattate temi tanto delicati, ne tanto meno arrangiarvi su una melodia adatta.
In definitiva siamo riusciti nel nostro intento, il pezzo comunica quello che noi volevamo che comunicasse, sarà poi al nostro pubblico giudicarlo, e , si spera, apprezzarlo.

5.E dopo una canzone sulla storia come questa c’è anche un versante come il brano “Anna”, la storia sulla violenza di un padre sulla figlia. Come nasce una canzone così. Uno storia vera, uno stereotipo border, una realtà da mass media?

Il brano Anna, nasce da una necessità. Ideologicamente indica la violenza,anche quella più banale, che sia fisica o psicologica.
La storia di una bambina maltrattata dal padre narrata su un contenuto musicale piuttosto distorto e graffiante, si pone dentro di noi come un grido alla sopravvivenza, un urlo contro la repressione.
Non abbiamo vissuto quello che ha vissuto Anna, ma ci sentiamo comunque vicini a lei, e come lei vogliamo fortemente liberarci da questa violenza che ci tiene chiusi in una scatola!

6.A proposito di società, in quando a cause civili avete partecipato a due V-Day nelle piazze di Messina. In questo intento c’è anche appoggio alle cause di Grillo? Cosa ne pensano i Demo Mode in proposito?

Sinceramente, per quanto ci riguarda, politica e musica sono due parole che spesso non si sposano perfettamente. In genere cerchiamo sempre di tenerle lontante; Il v-day invece, oltre ad averci dato la possibilità di esibirci su un palco, davanti a un discreto pubblico, ci ha anche dato la possibilità di dare uno spessore a canzoni come "Alla corte dei Windsors" sostenendo nel nostro
piccolo il grande "lavoro" di Grillo.

7.Niente E’ Come Niente è un singolo, un piccolo demo di 4 tracce. Ma le idee non vi mancano, avete novità in cantiere?

Niente come niente è il nostro primo lavoro ufficiale, il nostro biglietto da visita.
Ovviamente è una semplice anteprima di quello che sarà il nostro primo Ep completo.
In realtà per 3 semplici canzoni, ha richiesto più tempo del dovuto ma contemporaneamente il tempo giusto per fondere l'individualità di cinque persone, tra gusti, generi e influenze, spesso anche diverse, che indubbiamente
ci ha fatto crescere.
Questo percorso ha amalgamato la nostra figura di gruppo ma soprattutto la nostra amicizia.
Attualmente stiamo registrando presso la Casa..Studio ormai battezzata Stella Records sotto la produzione artistica di Antonio Stella.

TRACKLIST

Niente come Niente                    
[Anna]                                       
Tra Fascino e Rabbia        

I DEMO MODE SONO

Dario Naccari  (voce)                        
Luca Stella (tastiere e synth)
Antonio Maugeri (chitarra)
Massimo Russo (basso)
Simone Bertuccio (batteria)

MY SPACE

www.myspace.com/thedemomode  

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postato da GroudyBlue [Chiara Marra] alle ore 14:28
19/12/2008

Il nome Proiettili Buoni vi suggerirà poco o nulla.Vero, non se ne sente quasi parlare se non per passaparola. E' quello che si può chiamare una vera chicca, per farla breve è un sodalizio musicale su due piedi in cui collaborano Marco Parente e Paolo Benvegnù (al secolo ex leader degli Scisma,no?), insomma due songwriters di spessore e dinamicità della musica italiana un po' famosa e un po' underground.

Si tratta di un disco-progetto ideato un po' per gioco nel 2000 che esce allo scoperto solo nel novembre 2008 ma che è rimasto in cantina, registrato di getto in presa diretta al Viper Theatre di Firenze il 4 gennaio 2008 durante le prove di un live.

Al progetto partecipano anche due musicisti ben consolidati come Gionni dall'Orto ha già suonato il basso con Articolo 31, Marco Parente, Paolo Benvegnù e Soundabout e Andrea Franchi alla batteria già con Marti, Irene Grandi, Andrea Chimenti, Good Morning Boy, Giovanni Ferrario, Paolo Benvegnù e Marco Parente.

Da non crederci, Proiettili Buoni è un album dalle sonorità pop rock molto concrete e leggere,disinvolte,una semplificazione in dieci passi, in 10 canzoni: i testi sono di Marco Parente, i mood semplificati di Benvegnù, per un disco abbastanza omogeneo e semplice con quella lieve sonorità di un disco in tutto e per tutto dall'estro frizzantino nato senza sforzi ma non per questo non intelligente tra costruzioni ritmiche e una voce di Marco Parente acida e gioiosa a tratti spezzata . L'effetto amalgama è una vera goduria e l'effetto pensiero positivo anche.

L'album s'inaugura con una track da copertina: Proiettili Buoni appunto, brano che tira con quel drum and bass fantasioso con ai microfoni la voce di Marco Parente largamente influenzato dalla mano di Benvegnù, brano grintoso che lascia al resto del disco un'atmosfera più pacata e sciolta a volte eterea, non per questo meno interessante, è questo il caso di Ragazza 1, ovattata e lievemente acida Colori Addosso (riconoscerete lo stile inconfondibile), resta nella menta una easy cantautorale armoniosa come Poesia Cieca che si stende su un quasi noise grunge di Carne In Scatola. Album tanto facile quanto difficile da spulciare, ve ne consiglio vivamente l'ascolto, effetto sorpresa assicurato!

DOVE COMPRARLO

L'album in questione è distribuito solo ed esclusivamente da Audioglobe.it dove potete trovarlo a € 13,50.

PER ASCOLTARE

http://www.myspace.com/proiettilibuoni

I PROIETTILI BUONI SONO

Marco Parente
Paolo Benvegnù
Andrea "druga" Franchi
Gionni dall'Orto 
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